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IL NOSTRO MODO DI RICORDARE…

Wednesday, February 17th, 2010

Pubblichiamo di seguito alcune foto dell’iniziativa “FOIBE – la verità” tenutasi lunedì 15 febbraio nell’aula A del dipartimento di Storia Contemporanea dell’Universita di Roma “La Sapienza”.

A breve pubblicheremo anche il report dell’incontro, che ha visto l’attenta partecipazione di circa 130 persone, ringraziando la dott.ssa Kersevan e il dott. Volk per i loro approfonditi interventi e per la loro estenuante ricerca.

Questo è il nostro unico modo di ricordare quel circoscritto episodio storico così tanto strumentalizzato, in un’aula di Università con ricercatori storici di fama europea, ben lontani da un qualunque negazionismo, ma analizzando ciò che è stato, dati ufficiali alla mano. 

Unica pecca rimane il non aver potuto organizzare l’iniziativa in questione nella pomposa e pleonastica “Giornata del Ricordo”, ma con i nostri compagni della RASH Roma e dei Magazzini Popolari Casalbertone abbiamo preferito passare il 10 febbraio in piazza, al fianco dei lavoratori da mesi senza stipendio.

 

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FOIBE – LA VERITA’

Tuesday, February 9th, 2010

Lunedì 15 febbraio 2010 – ore 16.00   foibe-verita

Aula A del Dipartimento di Storia contemporanea

Università “La Sapienza” – Roma

 

Fare chiarezza su quanto è accaduto in Istria durante la 2° Guerra mondiale;

Capire perché un circoscritto episodio storico viene strumentalizzato dalla politica di palazzo al fine di arrivare ad un’impossibile pacificazione;

Ragionare su come le foibe diventano un fenomeno mediatico utile per fomentare vecchi odi nazionalistici;

RICORDARE GLI ANTIFASCISTI ITALIANI E SLAVI MORTI PER LA LIBERTA’.

 

Interverranno:

Alessandra Kersevan – Ricercatrice storica esperta di storia istriana

Sandi Volk – Ricercatore storico esperto di storia balcanica

Valerio Gentili – Scrittore

 

Promuovono: Patria Socialista, RASH Roma, Magazzini Popolari Casalbertone

UN VIAGGIO ATTRAVERSO LA PALUDE MALEODORANTE DELLA “MEMORIA CONDIVISA”: LA FOIBOMANIA

Monday, February 8th, 2010

 

La storiografia moderna si è riempita di pidocchi revisionisti che pretendono di cambiare gli accaduti, la memoria, la toponomastica, i libri di testo […] “I morti –diceva Pavese- sono tutti uguali, partigiani e repubblichini” tutti travolti dal fato. Ma non erano uguali le loro storie, le loro idee. La pietà è una cosa che fa parte del sentimento umano, solidale ma la pietà per le idee non ha senso, non si può avere pietà per le idee barbare, assassine, non si può revisionare l’orrore, si può al massimo dimenticarlo.

                                                                                                                                                       Giorgio Bocca.

Cosa ha spinto, negli ultimi anni, una certa area politica a strumentalizzare un avvenimento di secondo piano, il cosiddetto eccidio delle foibe, sezionandolo accuratamente dal  contesto storico d’appartenenza, gonfiandone fino all’inverosimile la portata, sovrapponendolo artatamente, in sede di elaborazione storiografica, ad avvenimenti successivi di ben più grande portata?

Non è sicuramente estranea a questa Operazione l’ossessione che, da oltre 15 anni, la Destra (più o meno fascista) manifesta nervosamente: giungere alla tanto agognata pacificazione nazionale (fascismo/antifascismo) su basi paritetiche.

Sono passati tanti, troppi anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, il ricordo di quell’enorme sciagura per il nostro paese è andato facendosi sempre più vago, molti testimoni diretti sono morti, taluni preferiscono dimenticare, altri ancora (quella sinistra, in primis, che siede in parlamento e tanto assomiglia alla sua controparte politica) prediligono le convenienze tattiche di oggi alle ragioni di ieri. E’ questo il clima in cui la destra lancia la sua offensiva sulla memoria, il fenomeno mediatico delle foibe diventa l’utile grimaldello attraverso cui scardinare i pilastri della storia migliore di questa Nazione: la lotta partigiana. Se l’affare foibe si trasforma nel punto massimo di frizione tra italiani e slavi, se i partigiani titini hanno compiuto un’immane pulizia etnica, infoibando in Istria e Dalmazia donne e bambini innocenti colpevoli solo di essere italiani, se le forze partigiane italiane hanno, in seguito, sottaciuto questo crimine in ossequio ad un insano legame ideologico con i comunisti slavi; se, in ultimo, il terrore di nuove infoibazioni di massa ha prodotto, con un legame diretto causa/effetto, l’esodo dei giuliano dalmati dopo la guerra; se tutto questo FOSSE vero e percepito come tale, come fatto storico incontrovertibile, allora sarebbe più facile dimostrare come “tutti sono uguali”, come in realtà ai patrioti della Resistenza non spetti, nel ricordo, alcuna superiorità morale sui nemici in camicia nera.

Ma veniamo ai fatti.

Già da prima della Grande guerra (more…)