Posts Tagged ‘Antifascismo’
Wednesday, June 30th, 2010
Ricorrono oggi i cinquant’anni dei cosiddetti “fatti di Genova”, la rivolta popolare contro il riaffacciarsi del fascismo nella società. Al ricordo di quellarivolta e di cadde per essa dedichiamo la frase che pronunciò Sandro Pertini davanti a migliaia di persone.
“Libertà, Giustizia Sociale, amor di Patria. Noi siamo decisi a difendere la Resistenza. Lo consideriamo un nostro preciso dovere: per la pace dei morti e per l’ avvenire dei vivi, lo compiremo fino in fondo. Costi quel che costi”
Di seguito riportiamo un bell’ articolo di Marco Philopat su quei giorni:
Sono passati esattamente cinquant’anni dalla rivolta dei ragazzi in maglietta a strisce scesi piazza a Genova per impedire un congresso di neofascisti. Un convegno voluto anche dall’allora governo del democristiano Tambroni, che da pochi mesi era diventato presidente del Consiglio grazie ai 14 voti dei parlamentari dell’Msi. La determinazione dei manifestanti fecero fallire quel tentativo di sdoganare, per la prima volta dal dopoguerra, gli eredi del tragico ventennio. Quel convegno fu infatti annullato. Nell’estate del 1960 ci fu un terremoto, di quelli imprevisti, violento e allo stesso tempo liberatorio. In prima fila negli scontri di piazza, da Genova a Catania, da Reggio Emilia a Palermo, da Roma a Bologna, c’erano giovani sui vent’anni, operai figli di operai che pagarono cara la loro voglia di farsi sentire. La pagarono con il sangue. In undici rimasero sull’asfalto, crivellati dalle sventagliate dei mitra e dai colpi di pistola. Altre centinaia finirono in ospedale o sul banco degli imputati come pericolosi sovversivi e condannati a scontare anni di carcere. Sapevano di rischiare grosso eppure scesero in piazza convinti che andasse fatto, che quello era il loro dovere, l’unico modo per dire no al ripetersi della storia. Per questo motivo i ragazzi con le magliette a strisce rimasero impresse nel mio cervello appena ne venni a conoscenza.
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Tags: 1960, 30 giugno, Antifascismo, genova, moti, msi, pertini, popolo, rivolta Posted in Antifascismo, Memoria storica, Segnalazioni | No Comments »
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Saturday, March 27th, 2010
Martedì 23 marzo al fianco dei parenti delle vittime e di alcuni partigiani, abbiamo dato vita ad una commemorazione notturna per rircordare i 335 caduti delle Fosse Ardeatine.
E con essi quelle migliaia di romani antifascisti, ribelli, soldati, civili, donne e uomini delle borgate che combatterono al prezzo della loro stessa vita per la libertà del nostro paese e l’emancipazione del nostro popolo.
335 fiaccole volanti si sono librate in cielo, ciascuna per ogni caduto dell’eccidio. Queste fiamme che hanno squarciato l’oscurità della notte hanno simboleggiato lo spirito ardito e mai domo di tutti coloro che hanno combattuto per un avvenire migliore. I settanta partigiani della formazione combattente “Bandiera Rossa”, le decine di caduti di “Giustizia e Libertà” e tutti gli altri dissidenti ed oppositori al regime.
Che il loro sacrificio non sia stato vano, ed illumini il nostro futuro cammino.
INSORGERE RISORGERE.
Patria Socialista, RASH Roma, Magazzini Popolari Casalbertone
Clicca qui per accedere alla galleria fotografica: “Onore ai martiri delle Fosse Ardeatine”
Tuesday, February 16th, 2010
“Non bisogna” il vecchio disse, “piangere per loro”. ”Non bisogna piangere?” disse Berta.
“No figliola. Non del sangue che oggi e’ sparso”.
“Non dell’offesa? Non del dolore?”
“Se piangiamo accettiamo. Non bisogna accettare”.
“Gli uomini sono uccisi e non bisogna piangere?”
“Certo che no! Che facciamo se piangiamo? Rendiamo inutile ogni cosa che e’ stata”.
[...]
“Ma che dobbiamo fare?”
“Oh!” il vecchio rispose “Dobbiamo imparare”.
“Imparare dai morti?”
“Si capisce. Da chi si puo’ imparare se non da loro? Loro soltanto insegnano”.
“Imparare che cosa?” chiese Berta. “Cos’e’ che insegnano?”.
“Quello per cui” il vecchio disse “sono morti”.
Elio Vittorini
Patria Socialista partecipa alle iniziative in ricordo di Valerio Verbano, ucciso dai fascisti dei Nar in casa sua il 22
febbraio 1980 davanti agli occhi di sua madre per la sua campagna di controinformazione sui legami tra settori dello stato, eversione nera e poteri forti.
NOI NON DIMENTICHIAMO, NOI NON PERDONIAMO.
Assemblea antifascista a San Lorenzo
Mercoledì 17 febbraio 2010, ore 18,00
Spazio Sociale Onda Rossa 32, via dei Volsci 32
con: Guido Caldiron e Nunzio D’Erme
Promuovono: Patria Socialista, Volsci 32, RASH Roma, ESC
Corteo
Sabato 20 febbraio 2010, ore 16:00
Da Via Monte Bianco per le vie del rione.
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Monday, February 8th, 2010
La storiografia moderna si è riempita di pidocchi revisionisti che pretendono di cambiare gli accaduti, la memoria, la toponomastica, i libri di testo […] “I morti –diceva Pavese- sono tutti uguali, partigiani e repubblichini” tutti travolti dal fato. Ma non erano uguali le loro storie, le loro idee. La pietà è una cosa che fa parte del sentimento umano, solidale ma la pietà per le idee non ha senso, non si può avere pietà per le idee barbare, assassine, non si può revisionare l’orrore, si può al massimo dimenticarlo.
Giorgio Bocca.
Cosa ha spinto, negli ultimi anni, una certa area politica a strumentalizzare un avvenimento di secondo piano, il cosiddetto eccidio delle foibe, sezionandolo accuratamente dal contesto storico d’appartenenza, gonfiandone fino all’inverosimile la portata, sovrapponendolo artatamente, in sede di elaborazione storiografica, ad avvenimenti successivi di ben più grande portata?
Non è sicuramente estranea a questa Operazione l’ossessione che, da oltre 15 anni, la Destra (più o meno fascista) manifesta nervosamente: giungere alla tanto agognata pacificazione nazionale (fascismo/antifascismo) su basi paritetiche.
Sono passati tanti, troppi anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, il ricordo di quell’enorme sciagura per il nostro paese è andato facendosi sempre più vago, molti testimoni diretti sono morti, taluni preferiscono dimenticare, altri ancora (quella sinistra, in primis, che siede in parlamento e tanto assomiglia alla sua controparte politica) prediligono le convenienze tattiche di oggi alle ragioni di ieri. E’ questo il clima in cui la destra lancia la sua offensiva sulla memoria, il fenomeno mediatico delle foibe diventa l’utile grimaldello attraverso cui scardinare i pilastri della storia migliore di questa Nazione: la lotta partigiana. Se l’affare foibe si trasforma nel punto massimo di frizione tra italiani e slavi, se i partigiani titini hanno compiuto un’immane pulizia etnica, infoibando in Istria e Dalmazia donne e bambini innocenti colpevoli solo di essere italiani, se le forze partigiane italiane hanno, in seguito, sottaciuto questo crimine in ossequio ad un insano legame ideologico con i comunisti slavi; se, in ultimo, il terrore di nuove infoibazioni di massa ha prodotto, con un legame diretto causa/effetto, l’esodo dei giuliano dalmati dopo la guerra; se tutto questo FOSSE vero e percepito come tale, come fatto storico incontrovertibile, allora sarebbe più facile dimostrare come “tutti sono uguali”, come in realtà ai patrioti della Resistenza non spetti, nel ricordo, alcuna superiorità morale sui nemici in camicia nera.
Ma veniamo ai fatti.
Già da prima della Grande guerra (more…)
Sunday, January 17th, 2010
Riportiamo di seguito il comunicato degli antifascisti veronesi, che combattono sotto la sigla “Arditi del Popolo sezione di Verona”, tenuti prigionieri per la loro determinazione, il loro coraggio, il loro onore.
Vogliamo così esprimere la nostra solidarietà a chi non si è fermato dopo aver resistito ad un vile attacco fascista che, 2 contro 30, ha provocato centinaia di punti di sutura su tutto il corpo. A chi non si ferma oggi davanti alla repressione.
COMUNICATO SULLA REPRESSIONE AGLI ANTIFASCISTI
I compagni antifascisti arrestati a Verona, ora entrambi agli arresti domiciliari da oltre 2 mesi, stanno subendo continui attacchi e intimidazioni da parte dei Carabinieri e della Digos di Verona. In particolare uno dei due compagni riceve più volte al giorno controlli domiciliari dai solerti sbirri molto pressanti. La digos di Verona con azioni di terrorismo sta cercando di far perdere il lavoro al compagno, recandosi più volte sul posto di lavoro, minacciando, intimidendo e facendo pressioni perché lo si licenzi o che i colleghi abbiano paura a frequentarlo. L’azione terrorista è stata coadiuvata dai già noti pennivendoli della stampa asservita di Verona, con una valanga di articoli di merda farciti di balle e supposizioni. Il pubblico ministero Celenza della procura di Verona, che già rifiutò i domiciliari per problemi cardiaci all’antifascista, ora indispettito dalla concessione del giudice che volle ugualmente concedere i domiciliari per gravi motivi di salute, e sempre più sotto pressione dalla DIGOS, non ha alcuna intenzione di rilasciare benefici o alcun cambio alla situazione detentiva dei compagni. E’ una forma di “pressione” e annientamento del sistema politico di giudici e polizia, contro chi si oppone e lotta con coraggio e determinazione contro fascismo, razzismo, e il quotidiano terrorismo e violenza che lo stato e il capitalismo applicano su tutti. I compagni sono accusati d’aver preso a pugni in un luogo pubblico un noto fascista di Forza Nuova veronese, Mauroner Giulio, che 4 anni prima assieme a una trentina di nazisti aveva accoltellato i due antifascisti. Egli è indagato in una miriade di aggressioni razziste e fasciste, anche assieme a due forzanovisti condannati per l’omicidio di Nicola Tommasoli, e con gli altri squadristi che aggredirono e pestarono una ragazza fuori un bar di Piazza Viviani. La codardia e l’infamità fascista è esemplare. Il suo stesso avvocato è un noto esponente dell’estrema destra veronese (Alternativa Antagonista, vicina a Casa Pound) e uno dei difensori degli assassini di Tommasoli. Ovviamente queste indagini sono ferme e chiuse, per la questura scaligera il problema non sono gli omicidi fascisti, ma gli antifascisti che si organizzano difendendosi e lottando. Ne siamo lieti e felici!! Speriamo di essere per questo cancro di magistrati, giornalisti asserviti, sbirri e politicanti, un problema ingestibile sempre!!! Rilanciamo la lotta antifascista e anticapitalista ai tanti antifascisti e antifasciste che da tutta Italia ed Europa sono stati vicino ai due compagni, a tutti/e i/le compagni/e che quotidianamente lottano contro ogni forma di ingiustizia e di razzismo, contro lo sfruttamento e il capitale, i rivoluzionari nelle carceri. Anche in questo momento difficile di repressione e omicidi di stato nelle prigioni e nelle strade italiane, in condizioni drammatiche per la privazione della propria libertà e vita, rilanciamo l’antifascismo militante come unica pratica, teoria e organizzazione possibile a chi ci vorrebbe tutti morti, schiavi o seppelliti nelle prigioni di stato!!
NON UN PASSO INDIETRO!! SEMPRE ARDITI!! SEMPRE ANTIFASCISTI!!
PRIGIONIERI ANTIFASCISTI
Monday, November 9th, 2009
Un ricordo della poderosa resistenza popolare organizzata dai battaglioni rionali e dal Direttorio cittadino degli Arditi del popolo capitolini a fronte dei continui tentativi, messi in atto da diverse migliaia di camice nere giunte da ogni angolo d’Italia, di espugnare i rioni ribelli della città. In seguito all’omicidio del ferroviere antifascista Guglielmo Farsetti, la mattina del 9 novembre 1921 allo scalo di San Lorenzo, il Comitato di Difesa Proletaria romano dichiarava lo sciopero generale. In serata centinaia di squadristi milanesi, giunti alla stazione Tiburtina con un treno speciale, marciavano inquadrati e armati di tutto punto alla volta del rione sovversivo provocando e insultando gli abitanti affacciati dalla case di via Tiburtina ma arrivati all’altezza di piazzale Tiburtino venivano costretti ad una precipitosa ritirata dall’intervento del battaglione degli Arditi del popolo di San Lorenzo, guidato dal futuro capo partigiano di Bandiera Rossa Renato Gentilezza. Nel furioso scontro a fuoco i fascisti meneghini lasciavano sul campo Francesco Baldini della squadraccia “Aldo Sette”.
Una canzone, sull’aria della canzone patriottica “La leggenda del Piave”, ricorda questo episodio:
LA BATTAGLIA DI SAN LORENZO
Il padre di famiglia se ne stava al suo lavoro
per guadagnare il pane ai figli loro
O quanta gente ho visto alla stazione, e furon visti:
eran quella canaglia dei fascisti.
Il treno ferma e non andò più avanti,
erano armati peggio dei briganti;
s’udiva solo un colpo di moschetto
e stramazzava al suolo il poveretto.
Disse la mamma allora al figlio suo:
E’ stato ucciso proprio papà tuo.
Sparsa la voce per la capitale,
“Combatti” proclamò: sciopero generale!
Sti quattro delinquenti co’ le facce come er sego
portavano la morte e il “me ne frego”;
anche noi ce ne saressimo fregati
se il governo come a loro ci avesse armati.
Ma roma è stata sempre bolscevica,
trionfa sempre, sì, falce martello e spiga.
Tratto da: Vettori Giuseppe, Canzoni italiane di protesta 1794-1974, Roma, Newton Compton, 1975
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