Archive for February, 2010
Tuesday, February 23rd, 2010
Alcune foto del corteo di sabato 20 febbraio in onore e in memoria di Valerio Verbano.
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Wednesday, February 17th, 2010
Pubblichiamo di seguito alcune foto dell’iniziativa “FOIBE – la verità” tenutasi lunedì 15 febbraio nell’aula A del dipartimento di Storia Contemporanea dell’Universita di Roma “La Sapienza”.
A breve pubblicheremo anche il report dell’incontro, che ha visto l’attenta partecipazione di circa 130 persone, ringraziando la dott.ssa Kersevan e il dott. Volk per i loro approfonditi interventi e per la loro estenuante ricerca.
Questo è il nostro unico modo di ricordare quel circoscritto episodio storico così tanto strumentalizzato, in un’aula di Università con ricercatori storici di fama europea, ben lontani da un qualunque negazionismo, ma analizzando ciò che è stato, dati ufficiali alla mano.
Unica pecca rimane il non aver potuto organizzare l’iniziativa in questione nella pomposa e pleonastica “Giornata del Ricordo”, ma con i nostri compagni della RASH Roma e dei Magazzini Popolari Casalbertone abbiamo preferito passare il 10 febbraio in piazza, al fianco dei lavoratori da mesi senza stipendio.
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Tuesday, February 16th, 2010
“Non bisogna” il vecchio disse, “piangere per loro”. ”Non bisogna piangere?” disse Berta.
“No figliola. Non del sangue che oggi e’ sparso”.
“Non dell’offesa? Non del dolore?”
“Se piangiamo accettiamo. Non bisogna accettare”.
“Gli uomini sono uccisi e non bisogna piangere?”
“Certo che no! Che facciamo se piangiamo? Rendiamo inutile ogni cosa che e’ stata”.
[...]
“Ma che dobbiamo fare?”
“Oh!” il vecchio rispose “Dobbiamo imparare”.
“Imparare dai morti?”
“Si capisce. Da chi si puo’ imparare se non da loro? Loro soltanto insegnano”.
“Imparare che cosa?” chiese Berta. “Cos’e’ che insegnano?”.
“Quello per cui” il vecchio disse “sono morti”.
Elio Vittorini
Patria Socialista partecipa alle iniziative in ricordo di Valerio Verbano, ucciso dai fascisti dei Nar in casa sua il 22
febbraio 1980 davanti agli occhi di sua madre per la sua campagna di controinformazione sui legami tra settori dello stato, eversione nera e poteri forti.
NOI NON DIMENTICHIAMO, NOI NON PERDONIAMO.
Assemblea antifascista a San Lorenzo
Mercoledì 17 febbraio 2010, ore 18,00
Spazio Sociale Onda Rossa 32, via dei Volsci 32
con: Guido Caldiron e Nunzio D’Erme
Promuovono: Patria Socialista, Volsci 32, RASH Roma, ESC
Corteo
Sabato 20 febbraio 2010, ore 16:00
Da Via Monte Bianco per le vie del rione.
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Monday, February 15th, 2010
Il ricordo rimane nei cuori di chi non ha tradito.
La tribù saluta il grande cacciatore, buon viaggio skinhead.

Thursday, February 11th, 2010
Oggi tutti conoscono le condizioni di vita dei lavoratori dell’ex Eutelia, che non ricevono lo stipendio da molti mesi, così come quelle dei lavoratori di altre aziende come l’Italtel ad esempio, che ieri si sono incontrati per manifestare pacificamente davanti alla Prefettura di Roma in p.zza Santi Apostoli. Uomini e donne che lavorano da anni in queste aziende, grazie alle quali mandano avanti le loro famiglie e l’economia di questo paese, si sono visti togliere anche il diritto di manifestare dal brutale intervento delle forze dell’ordine, che li ha caricati senza alcun principio di sicurezza, disperdendoli nella piazza e rincorrendoli fin dentro i bar e i portoni dei palazzi, pestandoli coi manganelli più per punizione che non per contenimento di un ipotetico disordine. Centinaia di lavoratori che protestavano per chiedere il pagamento dei propri stipendi, sotto gli occhi increduli di donne e bambini, sono stati malmenati dalla Polizia e dai Carabinieri.
Giunge dunque, anche se un po’ in ritardo, il momento di fare una rapida analisi, in primo luogo con noi stessi, per chiarire che gli apparati governativi, protagonisti e speculatori nell’economia privata italiana stanno “cercando di risolvere la crisi” nell’unico modo barbaro che conoscono, spegnendo coi manganelli, sulla bocca di chi protesta, la verità sul percorso di povertà del nostro paese. Questo non vuole essere un retorico appello alla partecipazione al conflitto sociale, ma piuttosto un chiarimento delle prospettive degli eventi, per toglierci ogni giustificazione su ciò che non dovesse accadere domani. Evidente è il conflitto separatore nel nostro paese, tra due visioni dell’ordine, chi dirige, proteggendo il profitto e chi lo subisce non riuscendo a proteggere se stesso. Due ordini all’orizzonte, perché oltre a quello tipico del modo di governare questo paese vi è anche l’ordine del popolo, di chi lavora, di chi produce, tutti i giorni, il benessere di questa società, che ha già un ordine i cui schemi garantiscono la sopravvivenza di questa nazione. Questa sopravvivenza porta con sé dei doveri ma anche dei diritti, come quello di protestare per le proprie condizioni di vita, tanto più la crisi schiaccia tanto più si ha diritto di resistere con forza per non essere schiacciati. La giustizia inizierà il suo corso quando’s’innescherà un principio di causalità, perché ad ogni diritto violato si ha, sempre,il diritto naturale di ribellarsi. Ogni lavoratore nelle piazze è un atto di propaganda, d’informazione sullo stato della società ed ogni governo che reprime questa informazione, dimostra che sta governando non per il bene dei cittadini. Gli Interni, le forze dell’ordine, le prefetture stesse hanno il dovere, nella missione che hanno, di proteggere queste proteste nelle piazze, le occupazioni nelle aziende in caso di bisogno, perché i lavoratori non giocano a fare politica ma protestano per necessità naturali. Vi è oggi come domani la necessità di trasformare chi lavora nella precarietà, da vittima a protagonista della giustizia nel nostro paese, vi è la possibilità di riunire la forza e la volontà del mondo del lavoro, restituendogli un ruolo centrale, iniziando proprio da queste manifestazioni, garantendo che la sicurezza di quell’ordine sia alta e vigile.
Quello che è successo ieri in p.zza Santi Apostoli, così come quello che è successo a Cagliari qualche giorno fa agli operai dell’Alcoa, è forse una delle contraddizioni più forti di questa società, ma ci indica il punto del conflitto e la via della giustizia sociale, perché tale si afferma come un’occasione per smettere di parlare ed incominciare ad agire, per non portare nella piazza della propria coscienza semplice solidarietà ma partecipazione in una battaglia politica di giustizia.
Alcune foto del presidio:
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Tuesday, February 9th, 2010
Lunedì 15 febbraio 2010 – ore 16.00
Aula A del Dipartimento di Storia contemporanea
Università “La Sapienza” – Roma
Fare chiarezza su quanto è accaduto in Istria durante la 2° Guerra mondiale;
Capire perché un circoscritto episodio storico viene strumentalizzato dalla politica di palazzo al fine di arrivare ad un’impossibile pacificazione;
Ragionare su come le foibe diventano un fenomeno mediatico utile per fomentare vecchi odi nazionalistici;
RICORDARE GLI ANTIFASCISTI ITALIANI E SLAVI MORTI PER LA LIBERTA’.
Interverranno:
Alessandra Kersevan – Ricercatrice storica esperta di storia istriana
Sandi Volk – Ricercatore storico esperto di storia balcanica
Valerio Gentili – Scrittore
Promuovono: Patria Socialista, RASH Roma, Magazzini Popolari Casalbertone
Monday, February 8th, 2010
La storiografia moderna si è riempita di pidocchi revisionisti che pretendono di cambiare gli accaduti, la memoria, la toponomastica, i libri di testo […] “I morti –diceva Pavese- sono tutti uguali, partigiani e repubblichini” tutti travolti dal fato. Ma non erano uguali le loro storie, le loro idee. La pietà è una cosa che fa parte del sentimento umano, solidale ma la pietà per le idee non ha senso, non si può avere pietà per le idee barbare, assassine, non si può revisionare l’orrore, si può al massimo dimenticarlo.
Giorgio Bocca.
Cosa ha spinto, negli ultimi anni, una certa area politica a strumentalizzare un avvenimento di secondo piano, il cosiddetto eccidio delle foibe, sezionandolo accuratamente dal contesto storico d’appartenenza, gonfiandone fino all’inverosimile la portata, sovrapponendolo artatamente, in sede di elaborazione storiografica, ad avvenimenti successivi di ben più grande portata?
Non è sicuramente estranea a questa Operazione l’ossessione che, da oltre 15 anni, la Destra (più o meno fascista) manifesta nervosamente: giungere alla tanto agognata pacificazione nazionale (fascismo/antifascismo) su basi paritetiche.
Sono passati tanti, troppi anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, il ricordo di quell’enorme sciagura per il nostro paese è andato facendosi sempre più vago, molti testimoni diretti sono morti, taluni preferiscono dimenticare, altri ancora (quella sinistra, in primis, che siede in parlamento e tanto assomiglia alla sua controparte politica) prediligono le convenienze tattiche di oggi alle ragioni di ieri. E’ questo il clima in cui la destra lancia la sua offensiva sulla memoria, il fenomeno mediatico delle foibe diventa l’utile grimaldello attraverso cui scardinare i pilastri della storia migliore di questa Nazione: la lotta partigiana. Se l’affare foibe si trasforma nel punto massimo di frizione tra italiani e slavi, se i partigiani titini hanno compiuto un’immane pulizia etnica, infoibando in Istria e Dalmazia donne e bambini innocenti colpevoli solo di essere italiani, se le forze partigiane italiane hanno, in seguito, sottaciuto questo crimine in ossequio ad un insano legame ideologico con i comunisti slavi; se, in ultimo, il terrore di nuove infoibazioni di massa ha prodotto, con un legame diretto causa/effetto, l’esodo dei giuliano dalmati dopo la guerra; se tutto questo FOSSE vero e percepito come tale, come fatto storico incontrovertibile, allora sarebbe più facile dimostrare come “tutti sono uguali”, come in realtà ai patrioti della Resistenza non spetti, nel ricordo, alcuna superiorità morale sui nemici in camicia nera.
Ma veniamo ai fatti.
Già da prima della Grande guerra (more…)
Friday, February 5th, 2010
Riportiamo di seguito l’appello a firma “Rete romana contro la crisi” per la manifestazione del 10 febbraio 2010 sotto la Prefettura di Roma.
Diamo la nostra adesione alla mobilitazione del 10 febbraio, al fianco di chi lavora, al fianco di chi lotta.
E’ TEMPO CHE IN QUESTO PAESE TORNINO A SUONARE LE CAMPANE A STORMO E LE FORZE SANE, PURE, DELL’OPPOSIZIONE SOCIALE RIALZINO LA GUARDIA.
Il 10 febbraio 2010 in Prefettura si affronterà il tema del lavoro. Lo faranno gli enti locali, il governo e parti sociali individuate per l’occasione. Come dire: un tavolo non si nega a nessuno. Ne sono stati fatti sull’emergenza abitativa, sull’immigrazione, sulla sicurezza e ora anche sul lavoro. In questo quadro il sindaco ha sparato le sue cifre: 100mila posti di lavoro, ripetendo un proclama che suonava pressappoco così alla vigilia della sua elezione, 40mila casa popolari. Nello stesso tempo Alemanno non ha detto una parola in difesa dei lavoratori delle aziende in crisi.
Le parole non si sono tramutate in fatti e temiamo che anche sul tema lavoro si
andrà nella stessa direzione. Demagogia tanta, concretezza zero.
Non sappiamo cosa diranno le parti sociali che siederanno al tavolo e per questo abbiamo deciso di mobilitarci e invitiamo tutta la città che soffre la crisi a farlo.
Alle 15 di mercoledì 10 febbraio saremo in piazza SS Apostoli con gli inquilini resistenti, con i precari, con i disoccupati, con i cassaintegrati, con gli sfrattati, con chi non arriva a fine mese, con chi non ha un reddito, con i lavoratori in lotta dell’Eutelia e di altre decine di aziende che minacciano licenziamenti.
Roma contro la crisi e dentro la crisi deve diventare visibile e rompere con l’idea di città che ci vogliono propinare, dove la strada maestra immaginata dalla rendita ci condanna all’emergenza permanente e alla cementificazione selvaggia, dove l’unica prospettiva di lavoro è legata ad un pacchetto edilizio e ad eventuali possibilità occupazionali legate ad esso. In una città che sta subendo un aumento esponenziale della cassa integrazione ordinaria e straordinaria oltre che della disoccupazione non abbiamo bisogno di proclami elettorali in vista delle prossime regionali.
Non ci stiamo! Invitiamo tutti e tutte a mobilitarci per sostenere le proposte dei movimenti e delle reti sociali in lotta. Insieme con i migranti impegnati con i cittadini e le cittadine italiani/e in una battaglia senza precedenti contro il razzismo e la xenofobia, rivendicando diritti primari continuamente negati.
Se la città è di chi la abita, è arrivato il momento che questa voce inascoltata prevalga su quella dei costruttori, delle banche, degli speculatori come Bonifaci, Caltagirone, Santarelli, Toti, Mezzaroma. Gli amministratori devono segnare un significativo cambio di passo nella tutela della città come “bene comune” e nella difesa della qualità della vita nella sua interezza.
Saremo in piazza per rivendicare un reale piano anticrisi che passi attraverso la difesa, qui ed ora, dei posti di lavoro; la realizzazione di un piano straordinario di case popolari; un finanziamento adeguato alla legge regionale per il reddito che permetta di coprire le 120mila domande depositate e garantire a tutti i disoccupati e precari oltre all’erogazione monetaria anche il reddito indiretto (casa, trasporti, tariffe e formazione) previsti dalla legge.
Saremo in piazza con i migranti deportati e costretti alla fuga da Rosarno, abbandonati dalle istituzioni per le strade di Roma, per chiedere la realizzazione di un piano straordinario di accoglienza.
La mobilitazione del 10 febbraio deve diventare il punto di partenza verso una mobilitazione nazionale, che imponga al Governo misure economiche e di welfare mirate su chi paga la crisi e non più a sostegno delle banche e delle imprese.
MANIFESTAZIONE
Mercoledì 10 febbraio 2010
Dalle ore 15.00
Piazza SS Apostoli, sotto la Prefettura
Rete romana contro la crisi
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