Archive for January, 2010

IL RITORNO DEL CONDOR

Sunday, January 31st, 2010
Segnaliamo un’interessante iniziativa promossa dal Circolo Italia-Cuba, che cerca di far luce sul golpe in Honduras grazie al documentario di un giornalista e alla viva voce di un esponente del Fronte di Resistenza al golpe. 
 
ALT AL GOLPE IN HONDURAS!    honduras
Martedì 2 febbraio 2010, ore 18.30
Libreria RINASCITA, Largo Agosta 36, zona Tor de’ Schiavi
 
Incontro pubblico con Esly Banegas Avila del Fronte della Resistenza contro il Golpe in Honduras, con il giornalista e documentarista Fulvio Grimaldi,
che presenterà il suo ultimo video sull’Honduras e sull’America Latina
” Il ritorno del Condor”.
Presiede Marco Papacci dell’Ass.ne Italia-Cuba circolo di Roma.
 
Promuove: Circolo romano dell’Associazione di amicizia Italia-Cuba.
Info: info@italiacuba.net tel. 331 3774048

SE QUESTO E’ UN UOMO

Wednesday, January 27th, 2010

27 gennaio 1945 – 27 gennaio 2010

65 anni fa le truppe dell’Armata Rossa liberavano il campo di sterminio di Auschwitz svelando al mondo intero l’immonda barbarie nazista.

In questo anniversario, a cui è stato dato il nome di Giornata della Memoria, pubblichiamo la poesia con cui Primo Levi, internato proprio di Auschwitz, apre il suo libro “Se questo è un uomo”, con la ferma volontà che questa orrenda pagina della storia non venga dimenticata.

 

SE QUESTO E’ UN UOMO

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca
I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

REPORT INIZIATIVA “PATRIA, SOCIALISMO O MUERTE!”

Tuesday, January 26th, 2010

Sabato 23 gennaio presso i Magazzini Popolari Casalbertone si è svolta l’iniziativa “Patria, Socialismo o muerte!” organizzata da Patria Socialista.

Circa 110 persone hanno partecipato con grande interesse e riconoscenza ad una delle pochissime occasioni di seria analisi politica, ideologica ed economica che, risultati alla mano, ha affrontato la situazione del Venezuela di Chavez e il suo cammino verso il socialismo.

Partendo da un’analisi relativa al processo di sviluppo bolivariano, relazionata alla figura del suo condottiero, il Presidente Hugo Chavez Frias, nella prima parte dell’incontro si è analizzato l’evolversi di questa democratica rivoluzione che ha visto il Presidente condurre il proprio popolo attraverso le tappe di un processo politico ed ideologico che è passato da un programma in cui non si faceva menzione alcuna del socialismo (“Polo Patriotico” partito con cui Chavez ha vinto le elezioni presidenziali del 1998), ad un Partito Socialista Unito del Venezuela con quasi 6 milioni di iscritti.

Analizzando il Socialismo del XXI secolo, definito da Chavez come fase finale verso cui puntare attraverso il processo bolivariano, è stata ribadita la caratteristica del nuovo socialismo che non è modello d’esportazione, ma che ispirandosi a dei principi universali, sviluppandosi si caratterizza nelle diverse realtà in base alle peculiarità che ogni paese ha insite nella propria storia e nella propria bandiera. Caratteristica ribadita anche dal fiero e approfondito intervento dell’ambasciatore venezuelano in Italia, Luis Josè Berroteran Acosta, che ha inoltre, dati ufficiali alla mano, mostrato al pubblico i risultati ottenuti in questi anni di governo Chavez.

Illustrando poi l’esperienza dell’ALBA (Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América) quale epifenomeno tangibile dell’internazionalismo che è alla base di questo nuovo socialismo, l’ambasciatore ha concluso il suo intervento.

L’intervento di Fabio Nobile, segretario della Federazione romana del PdCI, ha invece sottolineato il ruolo fondamentale che una limpida informazione gioca nel comprendere la grandezza e l’importanza di questa rivoluzione che ha visto in pochi anni, tra le altre cose, il debellamento dell’analfabetismo in Venezuela (dati UNESCO 2005) e la garanzia universale delle necessità primarie come le cure mediche, l’alimentazione e la casa. Nobile ha proseguito poi cercando di comprendere cosa ci insegna e ci consegna l’esperienza venezuelana e sudamericana (vedi infatti anche Bolivia, Ecuador, Nicaragua, etc.).

Gli interventi dei ragazzi di Patria Socialista, che hanno aperto e chiuso l’incontro, sono terminati con la duplice citazione di Garibaldi “Il socialismo è il sole dell’avvenire” e di Simon Bolivar Giuro sul Dio dei miei genitori, giuro sulla mia Patria, giuro sul mio onore, che non darò tranquillità alla mia anima né riposo al mio braccio finché non vedrò spezzate le catene che ci opprimono e che opprimono il popolo per volontà dei potenti.” giuramento prestato simbolicamente anche da Chavez e i suoi compagni il 17 dicembre 1983 (anniversario della morte di Bolivar) per la fondazione dell’Esercito Bolivariano Revolucionario 200 che, formato da soldati ed ufficiali dell’esercito regolare, ha dato paradossalmente inizio, col fallito colpo di stato del 1992, alla democratica rivoluzione bolivariana.

Dopo più di un’ora di dibattito che ha visto l’ambasciatore in primis rispondere alle numerose domande del pubblico, si è chiusa l’iniziativa, con l’auspicio che l’unità delle forze di Sinistra torni tra le nostre fila per annientare il settarismo e il nichilismo, fattori e fautori principali della situazione attuale.

 

PATRIA SOCIALISTA

Alcune foto dell’iniziativa:

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ULTIMI FUOCHI DI RESISTENZA

Sunday, January 24th, 2010

Segnaliamo un’interessante iniziativa della Casa del Popolo di Trionfale, alla riscoperta di un’altra delle pagine dell’antifascismo tenuta nascosta negli anni: La Volante Rossa.

ULTIMI FUOCHI DI RESISTENZA – Presentazione del libro roma_trionfale

Sabato 30 gennaio 2010

Casa del Popolo di Trionfale, p.le degli Eroi 9  (Metro A – Cipro)

La biografia di un importante militante della Volante Rossa, un’organizzazione di ex partigiani comunisti milanesi appartenuti alle brigate garibaldine che negli immediati anni del secondo dopoguerra decisero di non deporre le armi e di continuare una vigilanza e una concreta attività antifascista quotidiana. Insediati presso la Casa del Popolo di Lambrate, e legati da solidi rapporti affettivi oltre che ideologici, i militanti della Volante Rossa furono operativi fino al 1949, anno in cui la polizia riuscì a sgominarli definitivamente. Nel 1951 il processo a loro carico si concluse con ventitré condanne comprensive di quattro ergastoli. I condannati alle massime pene riuscirono, con il sostegno del Partito comunista, a riparare in Cecoslovacchia. A sessant’anni dai fatti narrati, la testimonianza del protagonista di questo libro è un documento storico. Un racconto di stupefacente linearità e chiarezza, una vicenda umana che esemplifica le contraddizioni etiche di una militanza comunista immersa nella realtà sociale e politica dei paesi del blocco socialista negli anni della Guerra Fredda. Il protagonista, successivamente graziato, risiede tuttora in Slovacchia. In Cecoslovacchia ha vissuto in presa diretta l’invasione sovietica del 1968 e il crollo del blocco socialista del 1989. La sua riabilitazione sociale con la piena riacquisizione di tutti i diritti civili è stata recentemente confermata dal Tribunale di Milano suscitando un vespaio di polemiche.

Introduce: Paolo Agrestini (Casa del Popolo)
Interviene: Valerio Gentili (scrittore)
Con la partecipazione dell’autore Massimo Recchioni

Promuove: Casa del Popolo – Trionfale

“PATRIA, SOCIALISMO O MUERTE!”

Friday, January 22nd, 2010

Incontro e dibattito sulla Rivoluzione bolivariana e sul nuovo vincente socialismo del Venezuela di Chavez  manifesto-chavez

 

Sabato 23 gennaio 2010, ore 17,00

Magazzini Popolari Casalbertone,

via B. Orero 61

 

Quasi due secoli fa il generale venezuelano Simon Bolivar combatté per emancipare l’America latina dal giogo colonialista. Sotto il vessillo nero della pirateria, un teschio con le tibie incrociate e la scritta, rossa “Libertà o Morte”, che il Libertador portava con se nelle sue numerose campagne di Liberazione, si radunarono a migliaia gli oppressi e i popoli del Venezuela, del Perù, della Colombia, dell’Ecuador, di Panama. OGGI, i colori rossoneri tornano a sventolare, vincenti, nel Nicaragua sandinista, in Uruguay, nel Salvador mentre la Rivoluzione bolivariana riaccende le speranze di riscatto di tutti i popoli latinoamericani, fornendo nel contempo all’umanità intera un esempio di dignità e Resistenza al pensiero unico, allo sfruttamento capitalista, all’imperialismo.

Studiando il caso del Venezuela del colonnello Hugo Chavez, avanguardia insieme al suo popolo nella lotta per il socialismo, analizzeremo la storia, i contenuti e le aspettative del processo rivoluzionario del XXI secolo.

Interverranno :

Jose Luis Berroteran Acosta - ambasciatore venezuelano in Italia

Fabio Nobile – segretario PdCI Roma

PROMUOVE: Patria Socialista

 

VIA DEI VOLSCI RESISTE!

Friday, January 22nd, 2010

Pubblichiamo il comunicato della RASH Roma sulla mobilitazione del 21 gennaio contro il tentato sgombero della sede di via dei Volsci 26.

Sempre spalla a spalla nella lotta, con il fuoco e con il cuore di questa città ribelle e mai domata.

 

La RASH Roma ringrazia tutti i compagni, i centri sociali, le realtà cittadine e San Lorenzo per la partecipazione alla mobilitazione del 21 Gennaio contro il tentato sgombero dei locali “22″ e “26″ di via dei Volsci. Da oggi abbiamo la rinnovata consapevolezza di poter fare affidamento su realtà diverse capaci, però, di dimostrare una grande forza unitaria per il raggiungimento di obiettivi comuni.
Sullo sgombero: La longa manus della politica di palazzo ha cercato di sfruttare alcune procedure d’uffico, innescate dal fallimento della società immobiliare prorietaria degli immobili, col vile intento di cancellare in un sol colpo 30 anni di lotte sociali portate avanti, sempre in prima linea, dalle occupazioni di via dei Volsci.
SAPPIANO questi signori che, oggi come ieri, siamo determinati a portare avanti le nostre battaglie contro le speculazioni, il degrado e in difesa dei soggetti meno tutelati.
SAPPIA chi di dovere che non ci siamo fatti intimidire nè lo faremo in futuro.
Pronti a difendere ad ogni costo ciò che ci appartiene ed è patrimonio del nostro quartiere, della nostra città e di tutti coloro che lottano per un alto ideale di giustizia sociale.
Gli spazi sociali sono di chi li vive attivamente giorno per giorno non di speculatori immobiliari e/o politici.
Lanciamo un appello al cuore ribelle di questa città affinchè la mobilitazione sia continua, vigile e sempre pronta.
Non abbassiamo la guardia! Ora e sempre Resistenza.

RASH Roma ///

SOLIDARIETA’ AGLI ARDITI VERONESI

Sunday, January 17th, 2010

Riportiamo di seguito il comunicato degli antifascisti veronesi, che combattono sotto la sigla “Arditi del Popolo sezione di Verona”, tenuti prigionieri per la loro determinazione, il loro coraggio, il loro onore.

Vogliamo così esprimere la nostra solidarietà a chi non si è fermato dopo aver resistito ad un vile attacco fascista che, 2 contro 30, ha provocato centinaia di punti di sutura su tutto il corpo. A chi non si ferma oggi davanti alla repressione.

 

COMUNICATO SULLA REPRESSIONE AGLI ANTIFASCISTI

I compagni antifascisti arrestati a Verona, ora entrambi agli arresti domiciliari da oltre 2 mesi, stanno subendo continui attacchi e intimidazioni da parte dei Carabinieri e della Digos di Verona. In particolare uno dei due compagni riceve più volte al giorno controlli domiciliari dai solerti sbirri molto pressanti. La digos di Verona con azioni di terrorismo sta cercando di far perdere il lavoro al compagno, recandosi più volte sul posto di lavoro, minacciando, intimidendo e facendo pressioni perché lo si licenzi o che i colleghi abbiano paura a frequentarlo. L’azione terrorista è stata coadiuvata dai già noti pennivendoli della stampa asservita di Verona, con una valanga di articoli di merda farciti di balle e supposizioni. Il pubblico ministero Celenza della procura di Verona, che già rifiutò i domiciliari per problemi cardiaci all’antifascista, ora indispettito dalla concessione del giudice che volle ugualmente concedere i domiciliari per gravi motivi di salute, e sempre più sotto pressione dalla DIGOS, non ha alcuna intenzione di rilasciare benefici o alcun cambio alla situazione detentiva dei compagni. E’ una forma di “pressione” e annientamento del sistema politico di giudici e polizia, contro chi si oppone e lotta con coraggio e determinazione contro fascismo, razzismo, e il quotidiano terrorismo e violenza che lo stato e il capitalismo applicano su tutti. I compagni sono accusati d’aver preso a pugni in un luogo pubblico un noto fascista di Forza Nuova veronese, Mauroner Giulio, che 4 anni prima assieme a una trentina di nazisti aveva accoltellato i due antifascisti. Egli è indagato in una miriade di aggressioni razziste e fasciste, anche assieme a due forzanovisti condannati per l’omicidio di Nicola Tommasoli, e con gli altri squadristi che aggredirono e pestarono una ragazza fuori un bar di Piazza Viviani. La codardia e l’infamità fascista è esemplare. Il suo stesso avvocato è un noto esponente dell’estrema destra veronese (Alternativa Antagonista, vicina a Casa Pound) e uno dei difensori degli assassini di Tommasoli. Ovviamente queste indagini sono ferme e chiuse, per la questura scaligera il problema non sono gli omicidi fascisti, ma gli antifascisti che si organizzano difendendosi e lottando. Ne siamo lieti e felici!! Speriamo di essere per questo cancro di magistrati, giornalisti asserviti, sbirri e politicanti, un problema ingestibile sempre!!! Rilanciamo la lotta antifascista e anticapitalista ai tanti antifascisti e antifasciste che da tutta Italia ed Europa sono stati vicino ai due compagni, a tutti/e i/le compagni/e che quotidianamente lottano contro ogni forma di ingiustizia e di razzismo, contro lo sfruttamento e il capitale, i rivoluzionari nelle carceri. Anche in questo momento difficile di repressione e omicidi di stato nelle prigioni e nelle strade italiane, in condizioni drammatiche per la privazione della propria libertà e vita, rilanciamo l’antifascismo militante come unica pratica, teoria e organizzazione possibile a chi ci vorrebbe tutti morti, schiavi o seppelliti nelle prigioni di stato!!

 

NON UN PASSO INDIETRO!! SEMPRE ARDITI!! SEMPRE ANTIFASCISTI!!

PRIGIONIERI ANTIFASCISTI

COSTRUENDO LA PATRIA NUOVA

Tuesday, January 12th, 2010

Un assaggio della nostra prossima iniziativa “Patria, Socialismo o muerte!“…

2 Giugno 2007, il colonnello Hugo Chavez soldato della classe operaia parla al popolo di Caracas citando Antonio Gramsci.

<<Voi sapete che mi appassiona molto la storia, perché la storia è maestra, è specchio, è la fonte da cui dobbiamo bere per comprendere i nostri tempi, è la base della filosofia, così dice Marx in diversi scritti. I grandi hanno dovuto appoggiarsi necessariamente alla storia. La filosofia non è altro che l’espressione degli eventi storici interpretati dai pensatori e strutturati in corpo filosofico. Quello che oggi vediamo, quelle strutture, quegli edifici, questa valle, quei barrios, questa strada, sono il prodotto di una storia. Noi siamo il prodotto di una storia. [...]
 
Stiamo scrivendo pagine della nuova storia, e in così poco tempo è successo molto.[...]

In questi giorni ho ricevuto il segretario generale del Comitato Centrale del Partito Comunista del Vietnam, il compagno Man, col quale abbiamo ricordato una delle massime, uno degli appelli, una delle linee strategiche fondamentali del compagno Ho Chi Minh, liberatore del popolo vietnamita, quando diceva “Unità, unità, unità, vittoria, vittoria, vittoria”: solo l’unità ci permetterà di continuare a conseguire vittorie, e ci assicurerà le future vittorie di cui hanno bisogno il nostro popolo, la nostra patria, la nostra rivoluzione.

Approfitto di queste parole per insistere sul processo unitario del partito, di tutto il popolo, della classe operaia, dei contadini, dei movimenti culturali; per sottolineare l’importanza dell’unità nazionale, dell’unità delle forze armate bolivariane, dell’unità del popolo bolivariano. Ricordiamo Simon Bolivar, che con il suo impegno, con la sua speranza, col suo fuoco libertario continua ad insegnarci. Diceva Bolivar “Se non fondiamo l’anima, lo spirito, il corpo, la speranza  nazionale in un tutto unico, la società finirà per essere un combattimento corpo a corpo per la sopravvivenza, e un nuovo colonialismo sarà ciò che lasceremo ai posteri.”

Compagni venezuelani di tutte le latitudini, continuiamo a rafforzare la grande unità nazionale per assicurare la vittoria sempre, la vittoria per sempre.
L’unità dev’essere estesa a tutti gli ambiti della realtà, della struttura e della sovrastruttura, direbbe Antonio Gramsci, e voglio tornare al suo pensiero per utilizzarne le idee.
Utilizzando il suo pensiero illuminante capiamo ogni giorno di più ciò che sta succedendo oggi qui in Venezuela, dove l’oligarchia venezuelana insieme ai suoi alleati, l’oligarchia mondiale e la borghesia internazionale, si sono nuovamente scagliati contro il popolo, contro la morale, contro l’etica, la verità, contro il governo bolivariano, contro la sovranità nazionale, ed hanno attaccato di nuovo questo umile soldato presidente del Venezuela.
Per quanto riguarda la mia persona non m’importa, dicano pure di me ciò che vogliono! Che i rappresentanti della borghesia internazionale vadano lontano, fuori dalle palle! Molto lontano! Glielo imponiamo dalle strade del popolo libero. Questa è una patria libera. Un popolo libero! Alcune sere fa è passato di qui un mio buon amico nordamericano, rappresentate democratico nel Congresso degli USA. Abbiamo parlato alcune ore di temi d’attualità, ora che contro il Venezuela si scagliano di nuovo il Congresso USA, una frazione minoritaria dell’Europarlamento, perfino il Parlamento brasiliano, e i giornali e le televisioni delle grandi catene mondiali manipolate dai loro padroni, rappresentanti dell’élite mondiale, che pretende di imporre ai popoli la volontà imperiale. Gli ho detto che per quel che mi riguarda non mi importa essere paragonato, da questi poderosi mezzi di comunicazione mondiale e in questi spazi dominati dall’élite mondiale, a Hitler e Mussolini. Non mi interessa.

Qualcuno qualche giorno fa mi chiedeva infatti come mi sentivo per il fatto che tutti o quasi tutti i media del mondo mi hanno rappresentato come il tiranno del Venezuela, il dittatore, il carnefice, il repressore dei giovani venezuelani.

In sostanza che mi chiamino Hitler o Mussolini non m’importa. Lo dico a tutti, borghesia venezuelana inclusa: m’importa solo della dignità del popolo del Venezuela, della sovranità nazionale; posso morire ma non torno indietro.

Al contrario, se l’oligarchia venezuelana crede di frenarci con le sue minacce, con le sue manipolazioni, con i suoi piani destabilizzatori, può toglierselo dalla testa. Ogni piano eversivo dell’oligarchia diretta dall’impero nordamericano, avrà come risposta una nuova offensiva rivoluzionaria. Qui lo dico e così sarà. Attenzione dunque all’importanza dell’unità, alla coscienza per interpretare la realtà, per comprendere le nostre debolezze e combatterle: le minacce che ci pioveranno addosso sempre.

Per vedere i nostri punti deboli e rafforzarli, per intendere dunque la situazione complessiva nella quale siamo. Per questo torno ad avvalermi del pensiero di quel grande rivoluzionario italiano, Antonio Gramsci. Che nessuno si scoraggi, che nessuno rallenti nel lavoro quotidiano e nell’assunzione delle proprie responsabilità per far avanzare i piani rivoluzionari in tutti i fronti di lotta, da quello economico a quello sociale e politico, da quello territoriale e internazionale a quello della morale. [...]

Per interpretare ciò che stiamo vivendo, compagni, ci  è molto utile Antonio Gramsci,  l’autore di quella tesi che abbiamo ripetuto molte volte: (more…)