Archive for November, 2009
Sunday, November 29th, 2009
Il nostro “Centro di documentazione”, che va crescendo mese dopo mese, ha ora una nuova sezione: quella della stampa partigiana clandestina.
Veicolo di informazione, propaganda e incitamento alla lotta delle brigate partigiane, la stampa clandestina fu di fondamentale importanza per la vittoria sul nazi-fascismo. Raccoglierne alcune pagine nel nostro sito a più di 60 anni dalla loro uscita ha, oltre allo scopo puramente storicistico, anche quello di rendere possibile una doverosa e precisa analisi sui contenuti e sulle parole d’ordine dei distaccamenti ribelli.
Clicca qui per accedere alla sezione.
Saturday, November 28th, 2009
Riflessioni e ringraziamenti dopo il pomeriggio dedicato agli Arditi del Popolo presso la Casa del Popolo di Trionfale
«Non sono venuto con un mazzo di fiori per Mussolini.
Ero intenzionato di servirmi anche della rivoltella
qualora non avessi ottenuto il mio scopo con la bomba».
(Dichiarazione in commissariato dell’ex Ardito del Popolo Gino Lucetti,
pochi minuti dopo l’attentato alla vita del Duce, Porta Pia 11/09/1926)
Sabato 21 Ottobre 2009, Rione Trionfale, piazzale degli Eroi 9, piano terra del palazzo dove visse e morì Errico Malatesta. La sede della Casa del Popolo di Trionfale sta per riempirsi di oltre un centinaio di persone accorse (in larga parte dal Rione e dal quadrante nord-ovest di Roma) per la presentazione del libro di Valerio Gentili La legione romana degli Arditi del Popolo. In un’epoca caratterizzata dal valore della quantità a scapito della qualità specifica, vogliamo però valorizzare la visita accorata da parte di alcuni abitanti del Rione Trionfale, nipoti di Arditi del Popolo del Trionfale. A loro il nostro più vivo ringraziamento, perché ci hanno dimostrato quanto, talvolta, possa essere sorprendentemente facile riannodare fili che sembrano irrimediabilmente perduti.
* * * * *
Condividiamo la volontà di Patria Socialista (e di quegli studiosi e storici che da qualche anno se ne stanno occupando) di far riemergere pagine di storia troppo a lungo dimenticate, non già per darne una lettura “di comodo” a seconda dei propri legittimi orientamenti ideologici, ma per poter arricchire, collettivamente e complessivamente, il dibattito su quegli anni. La lezione degli Arditi del Popolo può essere ri-attualizzata? Oggi che come allora i compagni sono divisi in mille rivoli teorici e militanti e gli avversari appaiono scaltri nel guadagnare terreno, proprio come allora, tra le schiere operaie, proletarie e del ribellismo giovanile (la destra “politica” al centro-sud, la destra “xenofoba” al nord), noi crediamo si possa tentare di farlo. Non per “appiattire” le differenze tra aree e orientamenti politici differenti, ma per ritrovare quello “spirito” (ardito per chi ama questa definizione, di “coraggio e abnegazione” per chi non abbia a cuore di rispolverarla), che possa contribuire a far avanzare nel suo complesso le strutture e le individualità che nel variegato milieu della Sinistra operano e lottano. Oggi che la Sinistra ha conquistato molte aree culturali “per bene” (spesso totalmente estranee alla storia del movimento operaio, dell’antifascismo, del “rivoluzionarismo” comunista o anarchico) ma ha quasi totalmente smarrito il contatto con le borgate e con i luoghi dei conflitti reali (strade, stadi, quartieri periferici, rivolte sociali territoriali,” ecc), i soli luoghi (unitamente ai luoghi dello sfruttamento capitalistico del lavoro) da dove possa ripartire una riscossa autentica della vera Sinistra. Oggi che certo osceno pacifismo radical-chic sta stravolgendo elementi sacri e irrinunciabili della nostra Storia e spuntando le armi di nuove riscosse, auspichiamo che la Sinistra torni a essere composta da persone inclini al sacrifico più che al piagnisteo, forgiate dall’unione tra capacità d’azione e preparazione teorica, piuttosto che una sinistra di opinione che da troppi anni si autoalimenta nelle sue “riserve indiane”, spesso con atteggiamenti anti-popolari. Atteggiamenti che ne hanno minato la credibilità presso gli strati tradizionalmente “amici” della popolazione. E’ in questo senso che riteniamo valido l’ESEMPIO degli Arditi del Popolo: loro seppero senza tentennamenti, a differenza di altri, “che fare”! Seppero capire che talvolta, senza inutili balletti dialettici, è l’azione coraggiosa e tatticamente scaltra a portare alla vittoria e/o al respingimento delle istanze nemiche.
Chiudiamo ringraziando Patria Socialista per la interessante mostra di stampe d’epoca riguardante gli Arditi del Popolo che ci ha gentilmente lasciato in esposizione per qualche giorno. Esprimiamo a Voi la nostra solidarietà per le miserabili delazioni (scarsamente) intellettuali a mezzo tastiera subite da parte di qualche sedicente antifascista. Onore a TUTTI gli antifascisti caduti.
Compagni della Casa del Popolo di Trionfale
Thursday, November 26th, 2009
ROMA 26/11/2009
Oggi giovedì 26 novembre, 30 persone hanno occupato gli uffici della “Barani Group”, il service di “sicurezza” che ha prestato il braccio all’infame azione squadrista, verificatasi due settimane fa ai danni dei lavoratori che occupavano la sede dell’ Eutelia, pianificata dall’amministratore delegato della fabbrica.
La nostra azione aveva un duplice obbiettivo:
1) ESSERE MONITO CATEGORICO A TUTTI QUEI NOSTALGICI CHE, IN UN CLIMA DI CRESCENTE INTIMIDAZIONE A DANNO DI CHI LOTTA PER LA PROPRIA DIGNITA’ E IL PROPRIO POSTO DI LAVORO, RIMPIANGONO IL TRISTE ARMAMENTARIO DELLA CAMICIA NERA, DEL BASTONE E L’OLIO DI RICINO. CARI SIGNORI RISPONDEREMO COLPO SU COLPO ALLE VOSTRE INDEGNE PROVOCAZIONI, PRONTI A SCENDERE IN STRADA A DIFESA E AL FIANCO DI TUTTI QUEI LAVORATORI OFFESI E UMILIATI DALLA TRACOTANZA PADRONALE.
2) RIAPRIRE IL DIBATTITTO SU QUANTO, NELLO SPECIFICO, ACCADUTO NELLA NOTTATA DEL BLITZ ALL’EUTELIA. DIETRO ALL’ODIOSO SCENARIO DELL’ATTACCO AI LAVORATORI CHE PRESIDIAVANO IL PROPRIO POSTO DI LAVORO SI CELA, INFATTI, UN’OSCURA MANOVRA. ALCUNI DOCUMENTI SAREBBERO STATI TRAFUGATI DAL DELEGATO AZIENDALE GRAZIE ALLA COPERTURA FISICA DI QUESTI UTILI IDIOTI, SPACCIATISI PER TUTORI DELLE FORZE DELL’ORDINE..
VOGLIAMO VERITA’ E CHIAREZZA CRISTALLINA SU QUANTO ACCADUTO!
NEMICI DEI PREVARICATORI, DI CHI TRAMA PER DIVIDERE E OFFENDERE LE SACROSANTE LOTTE DEL MOVIMENTO DEI LAVORATORI. AL FIANCO DI CHI LOTTA NELLE FABBRICHE, NEGLI UFFICI, NELLE SCUOLE PER LA GIUSTIZIA SOCIALE.
PATRIA SOCIALISTA-RASH ROMA-MAGAZZINI POPOLARI CASALBERTONE
Clicca qui per vedere alcune immagini dell’azione.
Wednesday, November 25th, 2009
Serata musicale prevista per oggi, mercoledì 25 novembre a partire dalle 20,30, organizzata dai lavoratori
dell’Agile (ex-Eutelia) a cui parteciperanno molti cantanti e non solo, in supporto della lotta portata avanti in questi mesi.
Una sera di canzoni sul lavoro, alla viglia dell’incontro di domani con il governo e del presidio sotto Palazzo Chigi, leggendo il diario di un mese di occupazione.
Sunday, November 22nd, 2009
Segnaliamo un’interessante iniziativa della RASH Roma
QUI BELFAST – Presentazione del libro
Giovedì 26 novembre, ore 18,00
Sede RASH Roma, via dei Volsci 26
DAL SITO DELLA RASH ROMA:
“Qui Belfast è una raccolta di articoli, pubblicati nel corso di vent’anni, con cui Silvia Calamati, oggi collaboratrice di RAI News 24, cerca di aprire ancora una volta una breccia nel muro di omertà e connivenze costruito attorno al conflitto nord-irlandese: una censura il cui prezzo più alto è stato pagato da migliaia di cittadini innocenti. Girando in lungo e in largo le sei contee nord-irlandesi la giornalista ha raccolto le voci di gente comune, ma anche di personalità di spicco del mondo politico e culturale e religioso. Ha inoltre seguito il difficile processo politico che ha portato, dagli inizi degli anni Ottanta, alla firma dello storico “Accordo del venerdì santo” dell’aprile 1998. Nonostante tale accordo non si è ancora giunti a una “pace con giustizia” in Irlanda del Nord. Oggi il tentativo di far affievolire in tempi brevissimi una memoria storica di un conflitto in cui Londra ha avuto pesantissime responsabilità si scontra con il pressante bisogno di portare alla luce la verità su quel che è accaduto, così come richiesto dai familiari delle vittime, dai più prestigiosi organismi internazionali per i diritti umani e da giornalisti indipendenti (come Brian Feeney, del quotidiano The Irish News di Belfast, o Roy Greenslade, del londinese The Guardian), i cui articoli sono riportati in questo libro.”
Promuove: RASH Roma
Saturday, November 14th, 2009
Pubblichiamo un articolo riassuntivo con documenti inediti sulla storia degli Arditi del Popolo, come introduzione all’iniziativa di sabato 21 novembre presso la Casa del Popolo di Trionfale.
Nati sul finire del giugno 1921 nella sezione romana dell’ANAI (Associazione Nazionale Arditi d’Italia) gli Arditi del Popolo rappresentano un tentativo organico e inedito di contrapporre risolutamente alla dilagante violenza dello squadrismo fascista un’efficace risposta in campo operaio.
A fronte della manifesta incapacità dei partiti di classe di comprendere il piano nuovo, quello della violenza politica organizzata secondo un preciso criterio scientifico e militare, sul quale, a partire dalla fine del 1920, il fascismo mussoliniano traspone i tradizionali e sostanzialmente legalitari criteri del confronto politico, in ambienti numericamente e politicamente non irrilevanti, del combattentismo organizzato romano (quelli più sensibili alla questione sociale spalancata in Italia da biennio rosso) si organizzano per contrastare le camice nere nella lotta di strada e per strappare ad esse la tanto propagandata egemonia sui milieu del combattentismo.
Nella capitale, diversamente da quanto avviene in altre città italiane in cui sezioni e battaglioni degli Arditi del Popolo nasceranno soprattutto per impulso delle locali sezioni della Lega Proletaria Mutilati Invalidi e Reduci di Guerra, gli Arditi del Popolo di costituiscono attorno a tre diverse organizzazioni intrinsecamente legate all’interventismo, all’esperienza bellica, ma nel contempo portatrici di profonde e “ardite” istanze di rinnovamento sociale.
Grazie alla carismatica figura del Tenente Argo Secondari e alla componente sovversiva dell’ANAI (già maggioritaria nel giugno dell’anno precedente) si uniscono, nella riunione costitutiva del 27 giugno 1921 [SinglePic not found] la “Fratellanza tra gli Arditi d’Italia” (un’associazione di Arditi vicina agli ambienti anarchici e repubblicani nata nel marzo 1919) con oltre 100 militanti nella capitale, guidata da Vincenzo Baldazzi (futuro triumviro degli Arditi del Popolo) e dal segretario Ubaldo Cioccolanti (anarchico futuro capobattaglione di Testaccio) e il “Comitato Romano dell’Allealnza Rivoluzionaria” (un’organizzazione legata anch’essa agli ambienti dell’interventismo anarchico, che fa la sua comparsa in occasione dello sciopero generale del 10 aprile 1919) capitanata dall’anarchico interventista Attilio Paolinelli. [SinglePic not found] Sono queste tre componenti a costituire il nucleo d’acciaio della legione romana degli Arditi del Popolo. Centinaia di ex soldati che si erano forgiati alla lotta politico e sociale nel corso delle cruente insorgenze popolari del biennio precedente per il diritto alla casa, contro il carovita e la penuria di generi alimentari. Attorno a questo nucleo, già protagonista dei fatti di Pietralata nel luglio 1919, si stringono, solo a Roma, migliaia di lavoratori. In ogni rione popolare della città si costituisce un battaglione di Arditi del Popolo. Memorabili le difese vittoriose della cintura periferica capitolina in occasione del congresso di fondazione del PNF (novembre ‘21), con le squadracce fasciste di tutta Italia costrette alla ritirata dopo aver cercato invano di espugnare, armi in pugno, i rioni sovversivi. Dinamica ripropostasi durante il congresso fascista laziale del ‘22. E ancora nel maggio seguente, nel corso della tumulazione della salma dell’eroe di guerra Enrico Toti.
Perfino nei giorni della marcia su Roma, col fascismo ormai trionfante grazie al placet reale, i rioni di San Lorenzo, Trionfale, Testaccio e Trastevere resistono come una trincea insuperabile agli assalti congiunti degli squadristi, delle guardie regie e delle forze di polizia.
Immagini e sintesi sono estrapolate dal libro “Roma Combattente” di Valerio Gentili (inedito, in uscita nella primavera 2010)
Clicca qui per accedere alla sezione del Centro di documentazione dedicata agli Arditi del Popolo.
Friday, November 13th, 2009
Presentazione del libro di Valerio Gentili
“La legione romana degli Arditi del Popolo”
Sabato 21 novembre 2009, ore 17,00
Casa del Popolo di Trionfale, p.le degli Eroi 9.
Gli Arditi del Popolo marciano militarmente a squadre. Il primo battaglione è quello di Porta Pia-Salaria, segue il Tiburtino, poi il battaglione Trionfale e ancora i battaglioni Trastevere, Testaccio, Ponte, Popolo, Prati, Borgo, Santa Croce, Celio e San Giovanni. Il Direttorio nazionale è al completo così pure il Direttorio romano. Imponente è il battaglione Trionfale formato quasi completamente da fornaciai, di quei forti lavoratori che sono stati tra i più provati durante le cinque giornate e con coraggio indomito e con esemplare spirito di sacrificio, hanno saputo meravigliosamente fiaccare la prepotenza fascista. Visi bronzei, spalle quadrate, uomini d’acciaio animati da una fede ardente, dominati da una decisa, formidabile volontà di vittoria [...]
Tratto da ”Tutto il popolo di Roma per le vittime del Fascismo“, “L’Avanti!”, ed. romana, 19 novembre 1921
PROMUOVONO: Patria Socialista, Casa del Popolo di Trionfale
Monday, November 9th, 2009
Un ricordo della poderosa resistenza popolare organizzata dai battaglioni rionali e dal Direttorio cittadino degli Arditi del popolo capitolini a fronte dei continui tentativi, messi in atto da diverse migliaia di camice nere giunte da ogni angolo d’Italia, di espugnare i rioni ribelli della città. In seguito all’omicidio del ferroviere antifascista Guglielmo Farsetti, la mattina del 9 novembre 1921 allo scalo di San Lorenzo, il Comitato di Difesa Proletaria romano dichiarava lo sciopero generale. In serata centinaia di squadristi milanesi, giunti alla stazione Tiburtina con un treno speciale, marciavano inquadrati e armati di tutto punto alla volta del rione sovversivo provocando e insultando gli abitanti affacciati dalla case di via Tiburtina ma arrivati all’altezza di piazzale Tiburtino venivano costretti ad una precipitosa ritirata dall’intervento del battaglione degli Arditi del popolo di San Lorenzo, guidato dal futuro capo partigiano di Bandiera Rossa Renato Gentilezza. Nel furioso scontro a fuoco i fascisti meneghini lasciavano sul campo Francesco Baldini della squadraccia “Aldo Sette”.
Una canzone, sull’aria della canzone patriottica “La leggenda del Piave”, ricorda questo episodio:
LA BATTAGLIA DI SAN LORENZO
Il padre di famiglia se ne stava al suo lavoro
per guadagnare il pane ai figli loro
O quanta gente ho visto alla stazione, e furon visti:
eran quella canaglia dei fascisti.
Il treno ferma e non andò più avanti,
erano armati peggio dei briganti;
s’udiva solo un colpo di moschetto
e stramazzava al suolo il poveretto.
Disse la mamma allora al figlio suo:
E’ stato ucciso proprio papà tuo.
Sparsa la voce per la capitale,
“Combatti” proclamò: sciopero generale!
Sti quattro delinquenti co’ le facce come er sego
portavano la morte e il “me ne frego”;
anche noi ce ne saressimo fregati
se il governo come a loro ci avesse armati.
Ma roma è stata sempre bolscevica,
trionfa sempre, sì, falce martello e spiga.
Tratto da: Vettori Giuseppe, Canzoni italiane di protesta 1794-1974, Roma, Newton Compton, 1975
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