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		<title>MANO FASCISTA-STRAGE DI STATO</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 11:13:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[02/08/1980 &#8211; 02/08/2010

 
Nel trentesimo anniversario di una delle pagine più dolorose del nostro paese, vogliamo ricordare quegli 85 morti che la mano destra dello Stato decise di sacrificare.
Quest&#8217;anno a Bologna non saranno presenti le cariche dello Stato, per la prima volta da quel 1980, quando quelle stesse cariche fecero crollare la stazione.
Disonorando ancora una volta la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #ff0000;">02/08/1980 &#8211; 02/08/2010</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-806  aligncenter" title="bologna-2-agosto-1980" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/bologna-2-agosto-1980.jpg" alt="bologna-2-agosto-1980" width="450" height="325" /></p>
<p> </p>
<p><span style="color: #ffffff;">Nel trentesimo anniversario di una delle pagine più dolorose del nostro paese, vogliamo ricordare quegli 85 morti che la mano destra dello Stato decise di sacrificare.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Quest&#8217;anno a Bologna non saranno presenti le cariche dello Stato, per la prima volta da quel 1980, quando quelle stesse cariche fecero crollare la stazione.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Disonorando ancora una volta la nostra storia, la viltà dei politicanti di turno cercherà di dissolvere anche questo capitolo nel Segreto di Stato.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Ma noi non dimentichiamo. Non dimentichiamo i morti e i loro carnefici. L&#8217;apatia e il menefreghismo di questa società non spegneranno in noi l&#8217;ardente fiamma della memoria.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">PER QUANTO VOI VI CREDIATE ASSOLTI, SIETE PER SEMPRE COINVOLTI!</span></p>
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		<title>LETTERA DEL FIGLIO DI UN OPERAIO FIAT</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 17:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riportiamo di seguito un articolo che in poche righe racconta la rabbia di chi non rinnega, ma onora le proprie radici. 
Descrive la dignità di chi, nella scala sociale, sa bene a quale classe appartiene e di quale invece fa parte in nemico.
 
Ero nato da poche ore e l’ho visto per la prima volta, era alto, bello, forte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #c0c0c0;">Riportiamo di seguito un articolo che in poche righe racconta la <span style="color: #ff0000;"><strong>rabbia</strong></span> di chi non rinnega, ma onora le proprie <strong><span style="color: #ff0000;">radici</span></strong>. </span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Descrive la dignità di chi, nella scala sociale, sa bene a quale <span style="color: #ff0000;"><strong>classe</strong></span> appartiene e di quale invece fa parte in <span style="color: #ff0000;"><strong>nemico</strong></span>.</span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"> </span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"><span style="color: #ffffff;">Ero nato da poche ore e l’ho visto per la prima volta, era alto, bello, forte e odorava di olio e lamiera.<br />
Per anni l’ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino in direzione della Fabbrica.</p>
<p>L’ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro e alienato dalla produzione di migliaia di pezzi tutti uguali imposti dal cottimo. L’ho visto felice, passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie.<br />
L’ho visto soffrire, quando mi ha detto che il suo stipendio non gli permetteva di farmi frequentare l’università.<br />
L’ho visto umiliato quando gli hanno offerto un aumento di 100 lire per ogni ora di lavoro.<br />
L’ho visto distrutto quando, a 53 anni, un manager della Fabbrica gli ha detto che era troppo vecchio per le loro esigenze.<br />
Ho visto manager e industriali chiedere di alzare sempre più l’età lavorativa, ho visto economisti incitare alla globalizzazione del denaro ma dimenticare la globalizzazione dei diritti, ho visto direttori di giornali affermare che gli operai non esistevano più, ho visto politici chiedere agli operai di fare sacrifici per il bene del paese, ho visto sindacalisti dire che la modernità richiede di tornare indietro.</p>
<p>Ma mi è mancata l’aria, quando lunedì 26 Luglio 2010 su «La Stampa» di Torino ho letto l’editoriale del Prof. Mario Deaglio. Nell’esposizione del professore i «diritti dei lavoratori» diventavano «componenti non monetarie della retribuzione», la “difesa del posto di lavoro” doveva essere sostituita da una volatile «garanzia della continuità delle occasioni di lavoro», ma soprattutto il lavoratore, i cui salari erano ormai ridotti al minimo, non necessitava più del «tempo libero in cui spendere quei salari», ma doveva solo pensare a soddisfare le maggiori richieste della controparte (teoria ripetuta dal Prof. Deaglio a Radio 24 tra le 17.30 e le 18.00 di Martedì 27 Luglio 2010). Pensare che un uomo di cultura, pur con tutte le argomentazioni di cui è capace, arrivi a sostenere che il tempo libero di un operaio non abbia alcun valore perché non è correlato al denaro mi ha tolto l’aria.</p>
<p>Sono salito sull’auto, costruita dagli operai della Mirafiori di Torino. Sono corso a casa dei miei genitori, l’ho visto per l’ennesima volta. Era curvo, la labirintite, causata da milioni di colpi di pressa lo faceva barcollare, era debole a causa della cardiopatia, era mio padre, operaio al reparto presse per 35 anni in cui aveva sacrificato tutto, tranne il tempo libero con la sua famiglia, quello era gratis. Odorava di dignità.</p>
<p></span>tratto da:<br />
<a href="http://emiliaromagna.indymedia.org/node/9237" target="_blank">http://emiliaromagna.indymedia.org/node/9237</a><br />
</span><span style="color: #c0c0c0;"> </span></p>
<p><a href="http://emiliaromagna.indymedia.org/node/9237" target="_blank"><span style="color: #c0c0c0;"> </span></a></p>
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		<title>CARLO NEL CUORE</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 06:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Carlo Giuliani 1978-2001
&#8230;resta amara e indelebile la traccia aperta di una ferita.
.
.
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-798" title="carlo" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/carlo.jpg" alt="carlo" width="290" height="350" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Carlo Giuliani</strong> 1978-2001</span></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #ffffff;">&#8230;resta amara e indelebile la traccia aperta di una ferita.</span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #000000;">.</span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #000000;">.</span></em></p>
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		<title>30 GIUGNO 1960</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 21:47:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ricorrono oggi i cinquant&#8217;anni dei cosiddetti &#8220;fatti di Genova&#8221;,  la rivolta popolare contro il riaffacciarsi del fascismo nella società. Al ricordo di quellarivolta e di cadde per essa dedichiamo la frase che pronunciò Sandro Pertini davanti a migliaia di persone.
&#8220;Libertà, Giustizia Sociale, amor di Patria. Noi siamo decisi a difendere la Resistenza. Lo consideriamo un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Ricorrono oggi i cinquant&#8217;anni dei cosiddetti &#8220;fatti di Genova&#8221;,  la rivolta popolare contro il riaffacciarsi del fascismo nella società. Al ricordo di quellarivolta e di cadde per essa dedichiamo la frase che pronunciò Sandro Pertini davanti a migliaia di persone.</span></p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">&#8220;Libertà, Giustizia Sociale, amor di Patria. Noi siamo decisi a difendere la Resistenza. Lo consideriamo un nostro preciso dovere: per la pace dei morti e per l&#8217; avvenire dei vivi, lo compiremo fino in fondo. Costi quel che costi&#8221;</span></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;"> </span></em></strong></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Di seguito riportiamo un bell&#8217; articolo di Marco Philopat su quei giorni:</span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"> </span></p>
<blockquote><p><img class="alignleft size-full wp-image-792" title="ge_giugno60" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/ge_giugno60.jpg" alt="ge_giugno60" width="336" height="255" /><span style="color: #ffffff;">Sono passati esa</span><span style="color: #ffffff;">ttamente cinquant&#8217;anni dalla rivolta dei ragazzi in maglietta a strisce scesi piazza a Genova per impedire un congresso di neofascisti. Un convegno voluto anche dall&#8217;allora governo del democristiano Tambroni, che da pochi mesi era diventato presidente del Consiglio grazie ai 14 voti dei parlamentari dell&#8217;Msi. La determinazione dei manifestanti fecero fallire quel tentativo di sdoganare, per la prima volta dal dopoguerra, gli eredi del tragico ventennio. Quel convegno fu infatti annullato. Nell&#8217;estate del 1960 ci fu un terremoto, di quelli imprevisti, violento e allo stesso tempo liberatorio. In prima fila negli scontri di piazza, da Genova a Catania, da Reggio Emilia a Palermo, da Roma a Bologna, c&#8217;erano giovani sui vent&#8217;anni, operai figli di operai che pagarono cara la loro voglia di farsi sentire. La pagarono con il sangue. In undici rimasero sull&#8217;asfalto, crivellati dalle sventagliate dei mitra e dai colpi di pistola. Altre centinaia finirono in ospedale o sul banco degli imputati come pericolosi sovversivi e condannati a scontare anni di carcere. Sapevano di rischiare grosso eppure scesero in piazza convinti che andasse fatto, che quello era il loro dovere, l&#8217;unico modo per dire no al ripetersi della storia. Per questo motivo i ragazzi con le magliette a strisce rimasero impresse nel mio cervello appena ne venni a conoscenza.</span><a name="more"></a></p>
<p><span id="more-791"></span><br />
<span style="color: #ffffff;">Sentii parlare di loro, per la prima volta in vita mia, quando indossavo con orgoglio la mia nera corazza punk. Fu il libraio Primo Moroni che mi spiegò bene cosa accadde il 30 giugno 1960 a Genova. “Andammo sulle barricate a fare a cazzotti con i celerini e carabinieri che difendevano i fascisti. Eravamo tutti giovani, generosi e intransigenti, portavamo i jeans, avevamo il mito dell&#8217;America e siccome i soldi in tasca erano pochi ci vestimmo con delle magliette comprate per trecento lire nei grandi magazzini. Non ci interessava una vita passata solo lavorando, preferivano guadagnare meno ma avere più tempo libero, però quando ci fu da protestare non ci tirammo certo indietro.” Era uno dei suoi strepitosi racconti orali che per noi ventenni di allora rappresentava una specie di rappresentazione cinematografica a dir poco epica, con i moti dei movimenti operai come protagonisti. C&#8217;era stato anche lui a Genova quando aveva 24 anni e partecipò agli scontri in prima fila dopo aver <em>mal interpretato</em> una telefonata del responsabile del servizio d&#8217;ordine di una sezione della Fgci milanese alla quale era iscritto. Inutile dire che per noi punk, che consideravamo i nostri vestiti come uno dei pochi strumenti per esprimere rabbia e ribellione, quelle magliette a strisce furono una precisa indicazione sui nostri futuri doveri. D&#8217;altronde, come tentò sempre di sottolinearci Primo, non avevamo inventato proprio niente. Già il grande poster incorniciato che il libraio teneva alla sue spalle ci consigliava di guardare un po&#8217; oltre la nostra divisa. Era infatti una foto d&#8217;epoca che ritraeva la Banda Bonnot, anarchici francesi nonché rapinatori di banca che vestivano in nero come noi, che vivevano in una comune ed erano vegetariani come noi. (Ai quei tempi noi punk stavamo tutti al Virus di via Correggio). A Milano poi c&#8217;erano stati i giubbotti di pelle della Volante Rossa, i capelloni beat che inneggiavano al libero amore, gli studenti con l&#8217;eskimo e infine i trench bianchi della famosa banda Bellini&#8230;</span><span style="color: #ffffff;">Le magliette a strisce orizzontali bianche e blu o bianche e rosse furono un segno distintivo che riunì i giovani contro il ritorno del fascismo, in una lotta fino all&#8217;ultimo sangue come quello dei <em>Morti di Reggio Emilia</em>, (7 luglio 1960), immortalati nella celebre canzone di Fausto Amodei.<br />
Cosa portò alcuni ragazzi a scegliere un indumento come simbolo di una rivolta contro l&#8217;autorità costituita? Cosa li mosse? Non erano bandiere rosse quelle che sventolavano, erano semplici magliette comprate al discount. Ma soprattutto perché dopo il 1960 non ci fu più niente di così dirompente nel rapporto tra i simboli della rivolta e l&#8217;impegno politico?<br />
Dopo tanti anni si potrebbe anche affermare che noi non siamo stati capaci di tramandare l&#8217;importanza dell&#8217;adottare nuovi simboli in grado di rappresentare un&#8217;opposizione intransigente alle attuali derive totalitarie. Resta il fatto che i ragazzi con le magliette a strisce non furono mai così irrimediabilmente ostacolati dai loro rappresentanti istituzionali come invece capitò alla mia generazione. Per farvi un esempio vi vorrei riportare le parole che l&#8217;allora deputato del Psi Sandro Pertini, pronunciò a Genova il 28 giugno 1960. Sarà ricordato come “u brighettu”, il fiammifero, a significare che accese la fiamma della sollevazione popolare. Sandro Pertini arrivò attraversò Piazza della Vittoria a Genova strinse la mano ai vecchi compagni partigiani e salì sul palco accolto dall&#8217;ovazione di trentamila antifascisti. “Le autorità romane sono impegnate a trovare quelli che ritengono i sobillatori, gli iniziatori, i capi di queste manifestazione di antifascismo” gridò con tutto il fiato che aveva in gola. “Non c&#8217;è bisogno che s&#8217;affannino. Lo dirò io chi sono i nostri sobillatori. Eccoli qui: sono i fucilati del Turchino, della Benedicta, dell&#8217;Olivetta e di Cravasco, sono i torturati della Casa dello studente, che risuona ancora delle urla strazianti delle vittime e delle risate sadiche dei torturatori.” Gli applausi lo interruppero per diversi minuti. Poi Pertinì continuò. “Io nego che i missini abbiano il diritto di tenere a Genova il loro congresso. Ogni iniziativa. ogni atto, ogni manifestazione di quel movimento è una chiara esaltazione del fascismo. Si tratta, del resto, di un congresso qui convocato, non per discutere ma per provocare e contrapporre un passato vergognoso ai valori politici e morali della Resistenza” Pertini chiese a tutti di scendere in piazza per tutelare la libertà conquistata con il sacrificio di migliaia di innocenti. “Oggi i fascisti la fanno da padroni, sono di nuovo al governo, giungono addirittura a qualificare come un delitto l&#8217;esecuzione di Mussolini. Ebbene, io mi vanto di aver ordinato la fucilazione di Mussolini, perché io e gli altri membri del CLN non abbiamo fatto altro che firmare una condanna a morte, pronunciata dal popolo italiano vent&#8217;anni prima.” Pertini comunque non fu il solo a stare a fianco dei ragazzi in rivolta, lo dimostra il fatto che al processo sui fatti di Genova e quelli siciliani o di Reggio Emilia, gli imputati per gli scontri furono difesi dai migliori avvocati dell&#8217;apparato del Pci, tra cui Umberto Terracini che aveva redatto la Costituzione e il capo partigiano Giovanbattista Lazagna. Inoltre i vertici del partito togliattiano cominciarono una seria autocritica interna per capire lo scollamento tra il movimento spontaneo e la strategia del Pci. “Non bisogna perdere il contatto con le masse entrate in lotta” dicevano. Le testimonianze che dimostrano tutta la lacerazione di quel dibattito sono riportate da molti libri. Il primo è uscito da qualche settimana e s&#8217;intitola <em>Al tempo di Tambroni</em> di Annibale Paloscia per Mursia, poi c&#8217;è lo stupendo romanzo del 2008, <em>L&#8217;estate delle magliette a strisce</em> di Diego Colombo per Sedizioni e infine un capitolo del breviario di racconti orali di Cesare Bermani, <em>Il nemico interno</em> per Odradek, dove potete trovare le ragioni della telefonata mal interpretata da Primo Moroni. Vedere i dirigenti del Pci barcamenarsi tra i Teddy boy e le magliette a strisce <em>presumibilmente</em> usate da personaggi trasgressivi come Picasso e Brigitte Bardot, fa oggi morire dal ridere. Emilio Sereni s&#8217;interrogava sulla “gioventù sotto una direzione che non è la nostra.” E in effetti le iscrizioni alla Fgci erano in calo mostruoso (365 mila nel &#8216;56, 229 mila nel 1960). C&#8217;era chi accusava i giovani di aver subito una “deteriore influenza dal clericalismo e dall&#8217;americanismo” e chi invece sosteneva il dialogo, certamente non fu facile per tutti loro controbattere alle tesi dello scrittore Carlo Levi apparse sul settimanale “ABC”. “Spingere con la forza e non tacere. Dovete usare la vostra forza per sovvertire, protestare. Fatelo voi che siete giovani.” diceva Levi e quindi, rivolto ai dirigenti del Pci notava. “Questi fatti impongono a tutti un esame approfondito, e l&#8217;elaborazione, o la modificazione di programmi e di metodi: lo studio preciso di fini concreti, nati dalla coscienza popolare. La fiducia, rinata attraverso l&#8217;azione, è un bene prezioso che non può essere deluso e dissipato”. Su quelle magliette a strisce, e in senso più ampio sulla passione per i modelli trasgressivi dell&#8217;american way of life trasmessi dai film come <em>The Wild one</em> o con le scosse del Rock &#8216;n&#8217; Roll, nessuno dei dirigenti comunisti o socialisti riuscì mai a capirci qualcosa. Eppure non erano in pochi quelli che avevano compreso quanto quei modelli erano sedimentati tra i giovani e quanti immaginari di società diverse e vissuti generazionali affascinanti avessero sprigionato.<br />
Negli ultimi 50 anni i partiti che avrebbe dovuto rappresentare i diritti dei lavoratori e delle fasce più deboli della società si sono trasferiti piano piano dall&#8217;altra parte della barricata, ormai è palese. Durante gli anni Settanta furono impegnati a spegnere ogni fuoco possibile che nasceva spontaneo tra le masse diseredate, ripiegando sulla criminalizzazione dei sobillatori, come a dire: “Se non ci fossero gli estremisti di sinistra, il mondo sarebbe perfetto.” Poi, dopo essersi battuti soprattutto per dimostrare di essere all&#8217;altezza della modernità, di essere persone raffinate e di buone maniere e amici del business globale, hanno raggiunto l&#8217;apice nel dopo G8 2001, (ancora una volta a Genova), con la deleteria questione della nonviolenza. E lì è crollata la maschera.<br />
È vero che da parte nostra, e intendo ragionare sui quei pochi punk e autonomi che restarono a galla durante gli anni del riflusso, non ci fu la capacità di smontare i meccanismi di cancrena sociale che si svilupparono attorno alle nostre roccaforti liberate. Forse non capimmo bene ciò che si nascondeva dietro la gelateria dei gusti colorati e degli stili di vita che stava prendendo piede nelle nuove generazioni. Non capimmo neanche la danza degli spettri dei rave nel limbo fluorescente di una bolla destinata prima o poi a scoppiare, senz&#8217;altro fummo travolti dal bling bling degli anni &#8216;00 con il luccicare delle fibbie dolcegabbana a simboleggiare la resa definitiva del nostro futuro. Non sta a me provare a fare analisi, sono solo un grande appassionato delle magliette a strisce e di tutte le creature simili che si sono susseguite nel corso del tempo. Però di una cosa ne sono sicuro, noi fummo contrastati in primo luogo da ciò che rimaneva dell&#8217;apparato dell&#8217;ex partito comunista italiano teso nella sempre più spasmodica ricerca di un paese normale&#8230;<br />
Purtroppo oggi l&#8217;orologio della storia è ritornato brutalmente indietro e i fascisti non solo sono stati ampiamente sdoganati, ma hanno addirittura riconquistato il potere e l&#8217;egemonia culturale. Ora che l&#8217;insolente corruzione dei politicanti e la tracotanza padronale hanno dilagato, sono ancora pochi coloro disposti a non naufragare di fronte alla paura nei confronti della passione per la libertà e l&#8217;uguaglianza. E noi continuiamo a essere orfani di quelle magliette strisce, che oltre a difendere i diritti già acquisiti, riuscirono a rilanciare sul futuro per conquistarne nuovi.</span></p>
<p><em><span style="color: #ffffff;">Per sua stessa natura la giovinezza è stata da sempre incaricata di rappresentare il futuro: la perenne caratterizzazione mediatica dell&#8217;adolescente come genio o mostro continua a veicolare le speranze e le paure degli adulti su quanto accadrà in futuro. Ignorare chi spicca come precursore a favore di chi resta fedele allo status quo significa rifiutare l&#8217;impegno preso con il futuro, se non addirittura equivocare la natura stessa della giovinezza. Io vado fiero del mio romanticismo in materia, quanto meno perché spero in un mondo migliore. </span></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Jon Savage<br />
<em>L&#8217;invenzione dei giovani</em></span><br />
<span style="color: #ffffff;">Intervento dedicato a Valerio Marchi, storico, skinhead, ultrà della Roma, studioso del conflitto e fratello dei ragazzi di strada, che verrà ricordato in questi giorni nel suo quartiere San Lorenzo di Roma.</span></p>
<p><strong><br />
</strong></p></blockquote>
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		<title>IL TUO SAPERE, LA NOSTRA VITA</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 18:55:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Patria Socialista partecipa alle iniziative previste per giovedì 1° e venerdì 2 luglio in ricordo di Valerio Marchi.
Storico, skinhead, ultrà della Roma, studioso del conflitto, fratello dei ragazzi di strada.
 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Patria Socialista partecipa alle iniziative previste per giovedì 1° e venerdì 2 luglio in ricordo di <strong><span style="color: #ff0000;">Valerio Marchi</span></strong>.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Storico, skinhead, ultrà della Roma, studioso del conflitto, fratello dei ragazzi di strada.</span></p>
<p> </p>

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		<title>QUANDO LA SOLIDARIETA&#8217; DIVENTA AZIONE</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 07:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #c0c0c0;">
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/o1.jpg" title="25/06/2010 - Militanti di Patria Socialista, RASH Roma e Magazzini Popolari Casalbertone 'consegnano' simbolicamente 50 kg di zucchero al reparto penitenziario dell'ospedale Pertini dove venne lasciato morire Stefano Cucchi" class="shutterset_singlepic384" >
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</a>
 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/o2.jpg" title="25/06/2010 - Militanti di Patria Socialista, RASH Roma e Magazzini Popolari Casalbertone 'consegnano' simbolicamente 50 kg di zucchero al reparto penitenziario dell'ospedale Pertini dove venne lasciato morire Stefano Cucchi" class="shutterset_singlepic385" >
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</a>
   </span></em><em><span style="color: #c0c0c0;"> </span></em></p>
<p><em><span style="color: #c0c0c0;"> </span></em></p>
<p><em><span style="color: #c0c0c0;"> </span></em></p>
<p><em><span style="color: #c0c0c0;"> </span></em></p>
<p><em><span style="color: #c0c0c0;"> </span></em></p>
<p><em><span style="color: #c0c0c0;"> </span></em></p>
<p><em><span style="color: #c0c0c0;"> </span></em></p>
<p><em><span style="color: #c0c0c0;">Questa mattina alle ore 7,30 circa 40 militanti di Patria Socialista, RASH Roma e Magazzini Popolari Casalbertone hanno &#8216;consegnato&#8217; simbolicamente 50 kg di zucchero al reparto penitenziario dell&#8217;ospedale Sandro Pertini, reparto in cui venne lasciato morire Stefano Cucchi il 22 ottobre scorso dopo le percosse delle guardie carcerarie.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #c0c0c0;">Questo il testo del volantino distribuito durante l&#8217;azione:</span></em></p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">In memoria di STEFANO CUCCHI, vittima della viltà e della prevaricazione</span></strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><em>15 Ottobre 2009</em>: Stefano Cucchi viene fermato da una pattuglia dei Carbinieri nei pressi del Parco degli Acquedotti, trovato in possesso di un modesto quantitativo di hascisch è arrestato e tradotto in caserma. Al processo per direttissima nel tribunale di piazzale Clodio, il giorno seguente, Stefano già reca sul volto i segni delle prime percosse. Dall’abisso della sezione penale dell’ospedale Pertini, dove viene trasferito, la figura di Stefano riemergerà soltanto attraverso una serie di fotografie crude e raccapriccianti: il suo volto tumefatto, gli occhi incavati, la mascella spezzata. Il suo corpo esanime, martoriato, simbolo di una violenza<strong> </strong>crudele e insensata.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Dichiarato morto la mattina del 22 Ottobre, Stefano Cucchi è diventato il simbolo dei diritti calpestati e della triste, infinita, serie di omicidi istituzionali nelle “patrie galere”.<br />
<em> </em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><em>17 Giugno 2010</em>: Tredici persone &#8211; 3 guardie carcerarie; un funzionario, 6 medici e 3 infermieri dell’ospedale Pertini &#8211; vengono rinviati a giudizio dai Pm che si occupano dell’inchiesta sulla morte di Cucchi. Le accuse per le guardie carcerarie sono le solite: lesioni ed abuso di autorità. L’accusa per il personale sanitario è invece di aver omesso volontariamente perfino i più elementari interventi che avrebbero potuto salvare la vita al ragazzo, addirittura la somministrazione di un cucchiaino di zucchero.<br />
E&#8217; per queste persone che siamo qui oggi, per ciò che rappresentano nella vita quotidiana e per ciò che colpevolmente non hanno voluto fare quei maledetti giorni dell’Ottobre scorso. </span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Nel consegnare simbolicamente 50 kg di zucchero al reparto penitenziario di questo ospedale, pretendiamo che quello che è accaduto a Stefano Cucchi non accada più.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Che mai più la prevaricazione di chi vede nella divisa che veste l’impunità al di sopra della Giustizia, possa permettersi di strappare la vita di ragazzi innocenti come Stefano.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Che mai più il personale sanitario, custode in terra della salvaguardia della vita degli uomini, si permetta di asservirsi alla barbarie istituzionale che governa e disonora il nostro Paese, venendo meno per viltà e convenienza al Giuramento che ha donato loro il camice che indossano.</span></p>
<p><em><span style="color: #ffffff;">“In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario…</span></em></p>
<p><em><span style="color: #ffffff;">…e a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell&#8217;arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro.”</span></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">dall’antico Giuramento di Ippocrate</span></p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">PER QUANTO VOI VI CREDIATE ASSOLTI SIETE LO STESSO COINVOLTI</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Patria Socialista – RASH Roma – Magazzini Popolari Casalbertone</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>PARLANO DI NOI E CON NOI</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 10:06:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo nel nostro sito il documentario di Vanguard realizzato dai giornalisti di Current TV sull&#8217;ascesa degli estremismi in Europa. Nella panoramica europea delle opposte e differenti formazioni estremiste presentate nel documentario, gli autori hanno voluto rappresentare l&#8217;Italia con la nostra compagine, con Patria Socialista.
Naturalmente, delle numerose riprese e interviste effettuate dai giornalisti di Current, solo le parti che più rappresentano nell&#8217;immaginario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Pubblichiamo nel nostro sito il documentario di Vanguard realizzato dai giornalisti di Current TV sull&#8217;ascesa degli estremismi in Europa. Nella panoramica europea delle opposte e differenti formazioni estremiste presentate nel documentario, gli autori hanno voluto rappresentare l&#8217;Italia con la nostra compagine, con Patria Socialista.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Naturalmente, delle numerose riprese e interviste effettuate dai giornalisti di Current, solo le parti che più rappresentano nell&#8217;immaginario collettivo &#8220;l&#8217;estremismo&#8221; del nostro gruppo sono state inserite nel video, ma questo fa parte del <span style="color: #ffffff;">gioco. </span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">Ringraziamo gli autori del </span>documentario per il rispetto e la professionalità dimostratici.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">La parte che riguarda Patria Socialista comincia dal minuto 24:13  </span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Ci scusiamo per la pubblicità iniziale ma non è stato possibile rimuoverla.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"> </span></p>
<h2><span style="color: #ff0000;"> </span></h2>
<div>
<h2><span style="color: #ff0000;"><object id="ce_92480494" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://current.com/e/92480494/en_US" /><embed id="ce_92480494" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://current.com/e/92480494/en_US" wmode="transparent" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></span></h2>
</div>
<h2><span style="color: #ff0000;">       </p>
<p></span></h2>
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		<title>SULLA STESSA BARCA</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 13:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ 

Patria Socialista partecipa alla manifestazione nazionale dei sindacati di base di sabato 5 giugno. 
Contro lo smantellamento di ciò che rimane della scuola e dell&#8217;università pubblica.
Contro una Manovra Finanziaria che, come sempre, non ci vede &#8216;tutti sulla stessa barca&#8217;.
Accanto ai lavoratori greci in lotta&#8230;stessa CRISI, stessi &#8216;SACRIFICI&#8217;, stessa RABBIA. 
Appuntamento alle ore 15 a p.zza della Repubblica.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-748" title="grecia_riseup" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/grecia_riseup1.gif" alt="grecia_riseup" width="600" height="250" /></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Patria Socialista</strong> partecipa alla manifestazione nazionale dei sindacati di base di sabato 5 giugno. </span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Contro lo smantellamento di ciò che rimane della scuola e dell&#8217;università pubblica.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Contro una Manovra Finanziaria che, come sempre, non ci vede &#8216;tutti sulla stessa barca&#8217;.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Accanto ai lavoratori greci in lotta&#8230;<strong>stessa CRISI, stessi &#8216;SACRIFICI&#8217;, stessa RABBIA.</strong></span> </p>
<p><span style="color: #ff0000;">Appuntamento alle ore 15 a p.zza della <span style="color: #ff0000;">Repubblica</span></span><span style="color: #ff0000;">.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>MASSACRO A BORDO DELLA FREEDOM FLOTTILA</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 11:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antimperialismo]]></category>
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		<category><![CDATA[palestina]]></category>

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		<description><![CDATA[Stanotte, lunedì 31 maggio 2010, la Marina Militare  israeliana coadiuvata da elicotteri da guerra ha attaccato la Freedom Flotilla uccidendo almeno 10 persone e ferendone altre.
La Freedom Flotilla è una flotta carica di aiuti umanitari, tra cui medicine, generi alimentari e case prefabbricate. Sulla nave erano presenti oltre 700 persone di 40 nazionalità diverse, volontari di organizzazioni ong, medici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">Stanotte, lunedì <span style="color: #ffffff;">31 </span><span style="color: #ffffff;">maggio 2010, la Marina Militare  israeliana coadiuvata da elicotteri da guerra ha attaccato la Freedom Flotilla uccidendo almeno 10 persone e ferendone altre.<br />
La Freedom Flotilla è una flotta carica di aiuti umanitari, tra cui medicine, generi alimentari e case prefabbricate. Sulla nave erano presenti oltre 700 persone di 40 nazionalità diverse, volontari di organizzazioni ong, medici, giornalisti, etc.  </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">Scopo della missione era attraccare a Gaza dove migliaia di palestinesi sono da più </span>di 4 anni costretti in un embargo/assedio che nega alla popolazione i più elementari diritti umani.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">Sulle imbarcazioni attaccate in acque internazionali a più di 75 miglia dalla costa israeliana, sono presenti anche 5 italiani, tra cui un compagno di Roma che in molti conoscono per il suo impegno costante nel documentare di persona quanto avvenuto con la precedente strage denominata &#8220;Piombo fuso&#8221; (1.500 morti, di cui 500 bambini) e autore di importanti documentari quali &#8220;Fratelli di Tav&#8221; e &#8220;Comando e controllo&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">Nel dare la nostra totale solidarietà agli attivisti attaccati, riportiamo di seguito i link dei principali siti di riferimento in materia:</span></p>
<p><a title="http://www.infopal.it" rel="nofollow" href="http://www.infopal.it/"><span style="color: #c0c0c0;">http://www.infopal.it</span></a></p>
<p><a title="http://www.forumpalestina.org" rel="nofollow" href="http://www.forumpalestina.org/"><span style="color: #c0c0c0;">http://www.forumpalestina.org</span></a></p>
<p><a title="www.witnessgaza.com/it" rel="nofollow" href="http://www.witnessgaza.com/it"><span style="color: #c0c0c0;">www.witnessgaza.com/it</span></a></p>
<p><a title="http://shiptogazase.blogspot.com" rel="nofollow" href="http://shiptogazase.blogspot.com/"><span style="color: #c0c0c0;">http://shiptogazase.blogspot.com</span></a></p>
<p><a title="www.livestream.com/insaniyardim" rel="nofollow" href="http://www.livestream.com/insaniyardim"><span style="color: #c0c0c0;">www.livestream.com/insaniyardim</span></a></p>
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		<title>CIAO EDOARDO</title>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 20:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[edoardo]]></category>
		<category><![CDATA[odio di classe]]></category>
		<category><![CDATA[poeta]]></category>
		<category><![CDATA[sanguineti]]></category>

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		<description><![CDATA[“Bisogna restaurare l’odio di classe. Perché loro ci odiano, dobbiamo ricambiare.  Loro sono i capitalisti, noi siamo i proletari del mondo d’oggi: non più gli operai di Marx o i contadini di Mao, ma «tutti coloro che lavorano per un capitalista, chi in qualche modo sta dove c’è un capitalista che sfrutta il suo lavoro.
A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #ffffff;">“Bisogna restaurare l’odio di classe. Perché loro ci odiano, dobbiamo ricambiare. <img class="alignright size-medium wp-image-737" title="edoardo-sanguineti" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/edoardo-sanguineti-285x300.jpg" alt="edoardo-sanguineti" width="285" height="300" /> Loro sono i capitalisti, noi siamo i proletari del mondo d’oggi: non più gli operai di Marx o i contadini di Mao, ma «tutti coloro che lavorano per un capitalista, chi in qualche modo sta dove c’è un capitalista che sfrutta il suo lavoro.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #ffffff;">A me sta a cuore un punto. Vedo che oggi si rinuncia a parlare di proletariato. Credo invece che non c’è nulla da vergognarsi a riproporre la questione. E’ il segreto di pulcinella: il proletariato esiste. E un male che la coscienza di classe sia lasciata alla destra mentre la sinistra via via si sproletarizza.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #ffffff;">Bisogna invece restaurare l’odio di classe, perché loro ci odiano e noi dobbiamo ricambiare. Loro fanno la lotta di classe, perché chi lavora non deve farla proprio in una fase in cui la merce dell’uomo è la più deprezzata e svenduta in assoluto? Recuperare la coscienza di una classe del proletariato di oggi, è essenziale.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #ffffff;">E’ importante riaffermare l’esistenza del proletariato. Oggi i proletari sono pure gli ingegneri, i laureati, i lavoratori precari, i pensionati. Poi c’è il sottoproletariato, che ha problemi di sopravvivenza e al quale la destra propone con successo un libro dei sogni”.</span></em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ffffff;">Edoardo Sanguineti</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ROMA COMBATTENTE</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 18:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
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		<category><![CDATA[ribelli]]></category>
		<category><![CDATA[roma combattente]]></category>
		<category><![CDATA[trionfale]]></category>
		<category><![CDATA[valerio gentili]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione del libro &#8220;Roma Combattente&#8221; di Valerio Gentili
Sabato 22 maggio 2010, ore 18 
Casa del Popolo Trionfale, p.le degli Eroi 9
 
Nel 1915, la Prima Guerra Mondiale devastò l’Europa ma non servì a risolvere le contraddizioni che avevano spinto i diversi eserciti nazionali a schierarsi l’uno contro l’altro. Per una moltitudine di soldati italiani, inquadrati nei reparti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff0000;">Presentazione del libro &#8220;Roma Combattente&#8221; di Valerio Gentili</span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;">Sabato 22 maggio 2010, ore 18 <img class="alignright size-medium wp-image-726" title="cdp rm comb" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/cdp-rm-comb-212x300.jpg" alt="cdp rm comb" width="212" height="300" /></span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;">Casa del Popolo Trionfale, p.le degli Eroi 9</span></h2>
<p> </p>
<p><span style="color: #ffffff;">Nel 1915, la Prima Guerra Mondiale devastò l’Europa ma non servì a risolvere le contraddizioni che avevano spinto i diversi eserciti nazionali a schierarsi l’uno contro l’altro. Per una moltitudine di soldati italiani, inquadrati nei reparti di fanteria e destinati a sopportare in trincea la parte più dura e sanguinosa della battaglia, abbracciare la causa del conflitto aveva significato lottare affinché, insieme alle dinastie imperialiste, venisse sconfitto un ordine sociale ritenuto ingiusto. All’indomani della firma dei trattati di pace, quando fu chiaro che la guerra non si sarebbe mai trasformata in rivoluzione, gli uomini che avevano animato il fenomeno del combattentismo progressista insorsero e, da Roma, diedero origine alle organizzazioni a cui occorre fare riferimento per comprendere come, in Italia, ebbe origine, insieme alla resistenza al fascismo, anche il fenomeno della lotta armata: una storia scomoda che, con passione e rigore, Valerio Gentili sceglie finalmente di raccontare, rendendo onore alla vita, al sacrificio, alla memoria di tanti uomini diversi per orientamento ideologico (comunisti, anarchici, repubblicani, sindacalisti rivoluzionari, arditi, legionari fiumani ecc) ma uniti da una “intuizione resistenziale” per la quale, primi fra tutti, imbracciarono le armi per resistere all’incombente dittatura. Il contesto era quello dell’immobilismo paralizzante del partito socialista che, anzichè formare militarmente i suoi iscritti e/o cooptare il consenso del proletariato ex combattente (come fatto negli stessi anni in Russia con esiti favorevoli e in Germania con esiti sfavorevoli), se lo mise contro.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">L&#8217;avvento del fascismo fu davvero ineluttabile? Lo sono anche i <em>nuovi fascismi</em>?</span></p>
<div><span style="color: #ffffff;">Una pagina di Storia poco dibattuta ma gravida di insegnamenti per il presente.</span></div>
<div><span style="color: #c0c0c0;"> </span></div>
<div><span style="color: #c0c0c0;"><em>A seguire cena a sottoscrizione per le attività della Casa del Popolo.</em></span></div>
<div><span style="color: #c0c0c0;"><br />
<em>Saranno esposte due mostre su Arditi del Popolo e Resistenza sconosciuta di partigiani e ribelli nelle borgate romane.</em></span></div>
]]></content:encoded>
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		<title>NESSUN ARBITRIO, NESSUN GIUBBOTTO ROSSO</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 08:25:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Vittima di un atto arbitrario” così è stato definito, e per questo finalmente scarcerato, Stefano Gugliotta, il ragazzo malmenato ed arrestato dalla polizia in occasione di Roma-Inter del 5 maggio scorso. Malmenato ed arrestato “in quanto scambiato per un ultras”, motivazione riportata da molti media, come se essere un ultras, o esser definito tale, fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">“Vittima di un atto arbitrario” così è stato definito, e per questo finalmente scarcerato, Stefano Gugliotta, il ragazzo malmenato ed arrestato dalla polizia in occasione di Roma-Inter del 5 maggio scorso. Malmenato ed arrestato “in quanto scambiato per un ultras”, motivazione riportata da molti media, come se essere un ultras, o esser definito tale, fosse un motivo valido per essere malmenati ed arrestati.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Ancora una volta parole apparentemente innocue nascondono questioni ben più profonde.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Il pugno del poliziotto a Gugliotta, le scariche di calci e manganellate che sono seguite (e che pochi menzionano), l’auto bianca che investe un altro tifoso che tenta di scappare da questo trattamento, non sono atti arbitrari.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Così come non lo furono la pozza di sangue in cui fu trovato Aldrovandi, il proiettile nel collo di Sandri, i lividi sul corpo di Cucchi e la viltà di quei medici che non ebbero il coraggio di “somministrargli” neanche una bustina di zucchero.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Non c’è arbitrio in tutto ciò.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Le forze dell’ordine non hanno arbitrio. Eseguono e seguono gli ordini, non il loro arbitrio. Grado dopo grado, scrivania dopo scrivania l’ordine è sempre più chiaro, il disegno sempre più preciso, l’impunità sempre più colpevole.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Nessun arbitrio. Nessun giubbotto rosso.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Ma proprio nel momento in cui l’arbitrario diventa sistematico, è allora che la solidarietà deve diventare azione nei cuori e nelle braccia di chi non si piega.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Le fotografie con le facce sorridenti di questi ragazzi, la dignità dimostrata dalle loro famiglie, reclamano giustizia.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Perché quelle sono le nostre facce, perché questa è la nostra rabbia.</span></p>
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		<title>UNA DOVUTA RISPOSTA</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 08:15:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un tempo dicevate “ricordati di osare sempre”.
Un tempo dicevate “me ne frego”.
Un tempo dicevate “marciare per non marcire”.
Invece oggi accettate, per quieto vivere, di marcire in una piazza autorizzata piuttosto che sfidare l’ignoto.
Sono anni che negli stadi prendete in giro i ragazzi di strada spacciandovi per ribelli, nemici dello stato e delle sue leggi. Ieri, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Un tempo dicevate “ricordati di osare sempre”.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un tempo dicevate “me ne frego”.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un tempo dicevate “marciare per non marcire”.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Invece oggi accettate, per quieto vivere, di marcire in una piazza autorizzata piuttosto che sfidare l’ignoto.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Sono anni che negli stadi prendete in giro i ragazzi di strada spacciandovi per ribelli, nemici dello stato e delle sue leggi. Ieri, però, non avete esitato a piagnucolare di fronte al ministro ideatore della tessera del tifoso.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Sono anni che vi riempite la bocca con la lotta “contro il pensiero unico” ma che ribellione esprimete stringendo la mano a ministri e uomini di potere?</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Sono anni che nei vostri comunicati non ravvisiamo più alcuna traccia di quell’onore che per anni avete sbandierato: avete appreso il vizio peggiore della sinistra, il vittimismo.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Gridate inorriditi, come l’ultimo dei benpensanti, alla violenza, alla prepotenza, al razzismo. Mentendo ben sapendo di mentire.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Mentite quando fingete di non sapere che: i giornali vi coccolano, i partiti vi stipendiano, le questure vi regalano le sedi, i tribunali vi assolvono.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">In tutto questo non c’è ribellismo, futurismo, arditismo ma solo avidità e compromesso.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Elencate dati e percentuali democratiche come burocrati e funzionari di partito, come vili riformisti.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Dove sono i fasti di San Sepolcro?</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Il mero calcolo politico vi ha reso ipocriti: per un pugno di voti e poltrone siete disposti a rinnegare quello che siete razzisti e violenti. Avete avuto il “coraggio” di inventare delle accette e metterle in mano a studenti che non sanno neanche da che parte si impugnano.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">La vostra “forza tranquilla” ha preso a calci in pancia una ragazza che priva di sensi vi era caduta davanti. Non c’è onore nel picchiare le donne. Avete inventato falsi dossier per poter piangere meglio dai vostri amici in questura.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">La gioventù non è vostra così come non lo è la giovinezza. La vostra maschera sta cadendo insieme a voi.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Avete accettato il divieto e vi siete sottomessi, chiusi nella morsa del sistema contro cui dicevate di “scagliarvi” e con il quale invece vi ritrovate, oggi, ad attacchinare.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Volete fare la storia e vivere da uomini liberi ma la vostra storia fatta di angherie, corruzione e pensiero unico è stata scritta col sangue di quegli Eroi che, indomiti e solitari, vi combatterono in nome della libertà e della giustizia sociale.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Parole che, oggi come ieri, voi non siete degni di pronunciare.</span></p>
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		<title>1° MAGGIO</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 12:36:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In ricordo delle centinaia di persone uccise perchè reclamavano condizioni di lavoro umane.
In onore delle centinaia di uomini e donne che ogni anno muoiono sul posto di lavoro.
 
Portella della Ginestra (PA) &#8211; lapide in ricordo dei morti del 1° maggio 1947
 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ffffff;">In ricordo delle centinaia di persone uccise perchè reclamavano condizioni di lavoro umane.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ffffff;">In onore delle centinaia di uomini e <span style="color: #ffffff;">donn<span style="color: #ffffff;">e che ogni anno muoiono sul posto di lavoro.</span></span></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"> <img class="size-full wp-image-711   aligncenter" title="portella" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/portella3.jpg" alt="portella" width="503" height="378" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #888888;"><em>Portella della Ginestra (PA) &#8211; lapide in ricordo dei morti del 1° maggio 1947</em></span></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>OGNI CONTRADA E&#8217; PATRIA DEL RIBELLE</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 07:53:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Segnaliamo di seguito tutti gli appuntamenti a cui parteciperemo il 24 e il 25 aprile, per onorare e ricordare la Resistenza partigiana e la Liberazione.
SABATO 24 APRILE
ore 18:00 &#8211; &#8220;Anche i muri parlano&#8230;&#8221; Corteo nel quartiere san Lorenzo per omaggiare con corone d&#8217;alloro e bandiere rosse tutti i combattenti della Resistenza che sono ricordati nelle targhe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #c0c0c0;">Segnaliamo di seguito tutti gli appuntamenti a cui parteciperemo il 24 e il 25 aprile, per onorare e ricordare la Resistenza partigiana </span>e la Liberazione.</span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">SABATO 24 APRILE</span></strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;">ore 18:00 &#8211; &#8220;Anche i muri parlano&#8230;&#8221; Corteo nel quartiere san Lorenzo per omaggiare con corone d&#8217;alloro e bandiere rosse tutti i combattenti della Resistenza che sono ricordati nelle targhe presenti nei muri del rione. </span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">DOMENICA 25 APRILE</span></strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;">ore 9,30 &#8211; Insieme alle associazioni partigiane e all&#8217;anima ribelle di questa città saremo a Porta san Paolo, lì dove soldati e civili uniti combatterono nel settembre &#8216;43 contro i tedeschi, dando inizio alla Resistenza.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">ore 17,30 &#8211; 3° trofeo della Liberazione &#8211; Riunione di boxe promossa dalla Boxe Roma san Lorenzo all&#8217;interno dei locali della Palestra Popolare di via dei Volsci 94.</span></p>
<p>.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>ORA E SEMPRE RESISTENZA!</em></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>7 MAGGIO 2010: FORZIAMO IL BLOCCO!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 08:02:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[UN APPELLO ALLE FORZE DEMOCRATICHE E ANTIFASCISTE DELLA CAPITALE E D&#8217;ITALIA 
Esattamente un anno fa, attraverso un infame disegno di legge l&#8217;&#8221;Ordine del Tricolore&#8221;, ambienti governativi cercavano di infliggere l&#8217;ennesimo fendente mortale alla storia repubblicana del Paese assimilando partigiani e repubblichini alla medesima visione mistificatrice e senza memoria del nostro passato.

Grazie alla mobilitazione spontanea e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">UN APPELLO ALLE FORZE DEMOCRATICHE E ANTIFASCISTE DELLA CAPITALE E D&#8217;ITALIA </span></em></strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Esattamente un anno fa, attraverso un infame disegno di legge l&#8217;&#8221;Ordine del Tricolore&#8221;, ambienti governativi cercavano di infliggere l&#8217;ennesimo fendente mortale alla storia repubblicana del Paese assimilando partigiani e repubblichini alla medesima visione mistificatrice e senza memoria del nostro passato. 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/segnalazioni/colosseo.jpg" title="" class="shutterset_singlepic322" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/322__300x250_colosseo.jpg" alt="colosseo" title="colosseo" />
</a>
<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">Grazie alla mobilitazione spontanea e di massa dell&#8217;Italia antifascista <span id="more-663"></span> l&#8217;aborrito proposito rientrava ma nei mesi successivi sistematicamente si continuava a perseguire, a più livelli, un preciso obiettivo: riscrivere, in spregio alla verità, la storia del passato per meglio controllare quella del futuro. Altrimenti </span>non potrebbe essere in un Paese nel quale politicanti, trasformisti e avventurieri di ogni risma governano facendo e disfacendo leggi a loro piacimento e convenienza personale, sputando senza vergogna sulla Costituzione vergata col sangue di un&#8217;intera gioventù che seppe ribellarsi all&#8217;arbitrio e alla prevaricazione fatte sistema.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">In questo quadro, dove a vincere sono sempre i furbetti potenti di turno, i prepotenti e gli uomini privi di etica, la Resistenza, simbolo reale e metastorico degli alti ideali di Giustizia sociale e Libertà rappresenta un precedente scomodo e ingombrante di cui sbarazzarsi frettolosamente.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">Abbiamo così assistito al tentativo </span>truffaldino di derubricare dai programmi scolastici i temi della Resistenza e della guerra di Liberazione, nella nostra città, medaglia d&#8217;oro alla Resistenza, al taglio dei fondi per le celebrazioni in onore dei caduti partigiani (Fosse Ardeatine, Quadraro). Tutto questo mentre ministri non hanno perso occasione di esaltare la &#8220;mai dimenticata X MAS&#8221;, noti imprenditori vicini al governo hanno sponsorizzato celebrazioni in ricordo delle SS italiane (vedi Nettuno), famigerati criminali neonazisti sono stati dislocati in posizioni strategiche dell&#8217;amministrazione comunale (vedi i recenti scandali comparsi sulle cronache cittadine).</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Per il 7 maggio CasaPound e Blocco Studentesco, gli orgogliosi fascisti del III millennio, hanno indetto la loro piccola marcetta su Roma, una manifestazione nazionale che intende sfilare per le strade di Roma da piazza della Repubblica fino a piazza Venezia, in un evidente sussulto di nostalgia mussoliniana. In spregio al dettato costituzionale questo ennesimo tassello di una più articolata, rinnovata &#8220;mobilitazione reazionaria&#8221; si profila come particolarmente insidioso. La manifestazione, infatti, pur priva di una piattaforma rivendicativa intelligibile, reca con sè il fine strategico e oggettivo di far accreditare i fascisti che la organizzano come forza pienamente accettata e accettabile in una democrazia ferita e miope che ha perso le sue radici e le sue ali.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un corteo di fascisti che fieramente inneggiano al traditore Mussolini (il guerrafondaio nemico dei popoli, collaborazionista dei criminali nazisti), un corteo di personaggi che puntutamente, da qualche anno a questa parte, rinverdiscono le vili gesta delle squadracce in camicia nera rendendosi responsabili in tutta Italia di vili aggressioni a studenti e studentesse (vedi i recenti fatti dell&#8217;Università di Tor Vergata). Un corteo di questo tipo sarebbe un&#8217;onta incancellabile per il cuore Libero e Generoso della nostra città.<br />
Non possiamo tollerare che la memoria e la dignità delle migliaia di soldati, partigiani, uomini e donne che generosamente hanno sacrificato la loro vita nella lotta al nazifascismo per consegnarci una società più giusta vengano ancora una volta infangate complici l&#8217;oblio, la rassegnazione, l&#8217;indifferenza.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Intendiamo dare una risposta chiara e unitaria ai fascisti e ai loro padrini, per questo lanciamo un appello a tutte le forze dell&#8217;antifascismo romano e nazionale per bloccare sul nascere questa annunciata presenza in piazza dei nostalgici di Hitler e Mussolini.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Per <span style="color: #ffffff;">questo chiediamo accoratamente alle associazioni partigiane, a quelle dei combattenti, ai movimenti, ai centri sociali, ai partiti, ai comitati di quartiere, ai singoli, ai comunisti, agli anarchici, agli antifascisti di ogni tendenza di sottoscrivere questo appello per creare insieme un ampio fronte che esiga la cancellazione del corteo.</span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #888888;"><strong><span style="color: #c0c0c0;">Per adesioni, informazioni e quant&#8217;altro:</span>  </strong><a href="mailto:forziamoilblocco@yahoo.it"><strong><span style="color: #c0c0c0;">forziamoilblocco@yahoo.it</span></strong></a></span></span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Patria Socialista, RASH Roma, Magazzini Popolari Casalbertone</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ROMA COMBATTENTE</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 08:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presentazione del libro &#8220;ROMA COMBATTENTE&#8221; di Valerio Gentili
Sabato 24 aprile 2010 &#8211; ore 18 /span>
Acrobax &#8211; via della Vasca Navale 6
 

Nel 1915, la Prima Guerra Mondiale devastò l’Europa ma non servì a risolvere le contraddizioni che avevano spinto i diversi eserciti nazionali a schierarsi l’uno contro l’altro. Per una moltitudine di soldati italiani, inquadrati nei reparti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #c0c0c0;"><span style="color: #ff0000;">Presentazione del libro &#8220;ROMA COMBATTENTE&#8221; di Valerio Gentili</span></span></h2>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Sabato 24 aprile 2010 &#8211; ore 18  
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/segnalazioni/cover_roma_combat-copia.jpg" title="" class="shutterset_singlepic363" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/363__300x300_cover_roma_combat-copia.jpg" alt="cover_roma_combat-copia" title="cover_roma_combat-copia" />
</a>
</span></h2>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Acrobax &#8211; via della Vasca Navale 6</span></h2>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"> </span></h2>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #c0c0c0;">Nel 1915, la Prima Guerra Mondiale devastò l’Europa ma non servì a risolvere le contraddizioni che avevano spinto i diversi eserciti nazionali a schierarsi l’uno contro l’altro. Per una moltitudine di soldati italiani, inquadrati nei reparti di fanteria e destinati a sopportare in trincea la parte più dura e sanguinosa della battaglia, abbracciare la causa del conflitto aveva significato lottare affinché, insieme alle dinastie imperialiste, venisse sconfitto un ordine sociale ritenuto ingiusto. All’indomani della firma dei trattati di pace, quando fu chiaro che la guerra non si sarebbe mai trasformata in rivoluzione, gli uomini che avevano animato il fenomeno del combattentismo progressista insorsero e, da Roma, diedero origine alle organizzazioni a cui occorre fare riferimento per comprendere come, in Italia, ebbe origine, insieme alla resistenza al fascismo, anche il fenomeno della lotta armata: una storia scomoda che, con passione e rigore, Valerio Gentili sceglie finalmente di raccontare.</span></p>
<p> </p></blockquote>
<p><span style="color: #ffffff;">Interverrà l’autore <em>Valerio Gentili</em> e <em>Cristiano Armati</em> (scrittore).<br />
Alla presentazione del libro seguirà la presentazione del Festival “<strong>Liberation Fest</strong>” e un dibattito aperto a tutti, singoli e strutture, sulle ragioni dell’antifascismo oggi. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ffffff;">All’interno della sala saranno esposte le mostre fotografiche:<br />
</span><em><span style="color: #ffffff;">“Il primo antifascismo: gli Arditi del Popolo”<br />
“La Resistenza sconosciuta: partigiani e ribelli nelle borgate romane”</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #c0c0c0;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>REPORT MARCIA COMMEMORATIVA 17 APRILE 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 08:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[commemorazione]]></category>
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		<category><![CDATA[monumento]]></category>
		<category><![CDATA[onore]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel pomeriggio di sabato, 17 aprile 2010, si è svolta la marcia commemorativa in onore dei partigiani caduti della Resistenza Romana. Per il 2° anno consecutivo, nel silenzio di via Tiburtina i ragazzi di Patria Socialista, RASH Roma e Magazzini Popolari Casalbertone hanno marciato inquadrati al suono dei tamburi in 3 file capeggiate dalle 3 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Nel pomeriggio di sabato, 17 aprile 2010, si è svolta la marcia commemorativa in onore dei partigiani caduti della Resistenza Romana. Per il 2° anno consecutivo, nel silenzio di via Tiburtina i ragazzi di Patria Socialista, RASH Roma e Magazzini Popolari Casalbertone hanno marciato inquadrati al suono dei tamburi in 3 file capeggiate dalle 3 bandiere simbolo dell&#8217;unità delle forze che, oggi come un tempo, si pone come presupposto fondamentale per la riscossa della compagine antagonista.<br />
Davanti alle bandiere, quest&#8217;anno, si è alzato fiero il labaro della legione romana degli Arditi del Popolo che, in una fedele riproduzione dell&#8217;originale, ha reso omaggio a chi con audacia e disciplina respinse le scorribande delle camicie nere negli anni ‘20, tornando poi a combattere tra le file partigiane vent&#8217;anni dopo.<br />
Le oltre 100 persone che hanno marciato sono state accompagnate fisicamente e moralmente dagli abitanti del rione che hanno sfilato in silenzio ai lati dello schieramento e fatto ascoltare dalle proprie finestre il canto simbolo della lotta partigiana.<br />
Giunti infine nei pressi del Verano, al suono dei tamburi si è sostituito quello del ricordo e della consapevolezza di chi, dinanzi al monumento ai caduti della Resistenza Romana, ha giurato a nome di tutti i presenti che non resteremo inermi di fronte al tradimento degli ideali di libertà, giustizia ed uguaglianza che la lotta di quegli indomiti spiriti ci ha lasciato in eredità.<br />
Tra commozione e rabbia, fiori ed alloro, il suono del Silenzio ha chiuso la commemorazione.<br />
 <br />
<strong>ONORE E GLORIA ETERNA AI CADUTI PARTIGIANI</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Patria Socialista, RASH Roma, Magazzini Popolari Casalbertone<br />
</strong></span> </p>
<p><em><span style="color: #c0c0c0;">&#8220;&#8230;Presto i marosi scavalcheranno i ponti e stroncheranno le dighe sbattendoci entrambi sulle barricate. Tu combatterai per la realizzazione d&#8217;un sogno collettivo e sociale, io troverò nella battaglia il balsamo dell&#8217;immediata libertà di violenta espansione individuale. E canteremo insieme l&#8217;epico canto degli antichi Eroi. Forse nella lotta comune potremo scorgere qualche lato nuovo di questo eterno perché della Vita. La mia Negazione e la tua Fede si stringeranno nell&#8217;amplesso titanico della distruzione. Tu cadrai abbracciato al tuo utopistico sogno di redenzione collettiva e sociale ed io al crimine sacrilego della mia rinnegazione e della mia Libertà sanguinante. E forse la Morte farà splendere nelle nostre spente pupille i raggi folgoreggianti ed immortali del medesimo Sole!&#8221;<br />
</span></em> <br />
<span style="color: #c0c0c0;">R. Novatore</span></p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #c0c0c0;"><a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/?page_id=9&amp;album=1&amp;gallery=18" target="_self"><span style="color: #ffffff;">Clicca qui per vedere le foto della marcia (galleria fotografica in ampliamento)</span></a></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #c0c0c0;">
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/marcia-commemorativa-17-aprile-2010/marcia2010-1.jpg" title="" class="shutterset_singlepic342" >
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</a>
 
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</a>
 
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</a>
 
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</a>
</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #c0c0c0;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #c0c0c0;"> </span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ONORE E GLORIA ETERNA AI CADUTI PARTIGIANI</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 10:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
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		<category><![CDATA[partigiani]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[MARCIA COMMEMORATIVA &#8211; Sabato 17 Aprile 2010, ore 15 /span>
Da piazzale Tiburtino al monumento ai caduti della Resistenza Romana al Verano
 
Il 18 Aprile dello scorso anno il quartiere romano di San Lorenzo è stato attraversato da una marcia di militanti antifascisti, che ha sfilato da Piazzale Tiburtino a Piazzale del Verano per commemorare i combattenti della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #ff0000;">MARCIA COMMEMORATIVA &#8211; Sabato 17 Aprile 2010, ore 15  [SinglePic not found]</span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #ff0000;">Da piazzale Tiburtino al monumento ai caduti della Resistenza Romana al Verano</span></h2>
<p style="TEXT-ALIGN: left"> </p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">Il 18 Aprile dello scorso anno il quartiere romano di San Lorenzo è stato attraversato da una marcia di militanti antifascisti, che ha sfilato da Piazzale Tiburtino a Piazzale del Verano per commemorare i combattenti della Resistenza Romana.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">Un corteo insolito, diverso dall’ordinario, perché ordinato, marziale, silenzioso così come la ricorrenza imponeva. Un corteo riuscito nell’obiettivo che i suoi promotori si erano prefissati: vedere sfilare UNITE varie anime dell’antifascismo romano in un omaggio doveroso e commosso ai martiri, agli eroi della nostra Libertà.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">Un anno è passato da quel giorno e, oggi più di ieri, la vecchia cancrena fascista torna a farsi nuovamente strada spalleggiata e tutelata dalle forze governative. Siamo in un periodo meschino e difficile, fatto di revisionismo, finte verità, populismo da due soldi, un periodo in cui uomini che hanno il potere cercano, attraverso i mezzi più scorretti, di inculcare la credenza che “un caduto fascista sia eguale ad un caduto partigiano”. Attraverso scaltri stratagemmi e mezzucci burocratici, figli entrambi della stessa viltà, si prova (e in alcuni casi con successo) a cancellare le commemorazioni della Resistenza con il fine di sdoganare quelle legate al fascismo</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">Nel giro di pochi giorni abbiamo così assistito a commemorazioni, più o meno direttamente foraggiate da ambienti economici e politici che contano, delle divisioni Waffen SS italiane, al tentativo di derubricare dai programmi scolastici il tema della Resistenza. Tre settimane fa, l’oltraggio più infame alla Storia gagliarda e ribelle della nostra città: una commemorazione, promossa dal PDL nel cimitero di Milano, per quegli squadristi che 90 anni fa assaltarono i quartieri popolari di Roma per spianare la strada alla dittatura fascista. Allora il popolo di Roma seppe resistere eroicamente con coraggio e determinazione versando copioso il suo sangue. Quel sangue noi lo consideriamo nostro. E’ per i Partigiani, per gli Arditi del popolo, per quei proletari, che in ogni luogo e in ogni epoca, hanno dato la propria vita per i supremi ideali di Giustizia e Libertà che sabato 17 aprile marceremo. Per non scordare MAI il sacrificio e l&#8217;onore di chi si oppose con Spirito indomito all’infame regime fascista, all’invasore nazista fino a cadere sotto il piombo dell’oppressore o ad avanzare solennemente nella liberazione della nostra città e del nostro paese. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ff0000;">INSORGERE, RISORGERE!</span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ff0000;">Promuovono: RASH Roma &#8211; Patria Socialista &#8211; Magazzini Popolari Casalbertone</span></strong></p>
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		<title>STADIO DI POLIZIA</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 08:46:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
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		<category><![CDATA[ultras]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione del libro collettivo:
&#8220;Stadio Italia, i conflitti del calcio moderno&#8221; /span>
Sabato 10 aprile 2010 &#8211; ore 17,00
Magazzini Popolari Casalbertone, via B. Orero 61
 
Ribelli? Conformisti? Utili idioti del sistema? Stadio come luogo di sublimazione del conflitto? Terreno di sperimentazione di azioni repressive? Tante sono le domande che girano intorno agli ultras, forma, secondo noi, di aggregazione giovanile come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff0000;">Presentazione del libro collettivo:</span></h2>
<h2><em><span style="color: #ff0000;">&#8220;Stadio Italia, i conflitti del calcio moderno&#8221;  
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/manifesti-iniziative/stadio.jpg" title="" class="shutterset_singlepic321" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/321__350x300_stadio.jpg" alt="stadio" title="stadio" />
</a>
</span></em></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;">Sabato 10 aprile 2010 &#8211; ore 17,00</span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;">Magazzini Popolari Casalbertone, via B. Orero 61</span></h2>
<p> </p>
<p><span style="color: #ffffff;">Ribelli? Conformisti? Utili idioti del sistema? Stadio come luogo di sublimazione del conflitto? Terreno di sperimentazione di azioni repressive? Tante sono le domande che girano intorno agli ultras, forma, secondo noi, di aggregazione giovanile come poche altre in una società sempre più fortemente individualista.  </span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Per questo vogliamo parlarne, cercare di capire cosa accade in quel mondo che non ha una sola testa e che ha codici difficili da decifrare. Senza pretese di dare lezioni o indicare strade. E soprattutto senza paraocchi o schemi precostituiti. </span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Non possiamo non chiederci perchè a sinistra, questo mondo, sia stato abbandonato. Perchè, salvo rari casi, i frequentatori delle gradinate siano stati bollati come idioti che si scontrano per una sciarpa diversa. Gente da tenere lontana. Da irridere e disprezzare. Salvo poi insorgere davanti ai tentativi di infiltrazione della destra nelle curve, come se non si sapesse che per ogni vuoto lasciato, c&#8217;è sempre qualcuno pronto ad occuparlo.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Lamentarsi, a cose fatte, serve a<span style="color: #ffffff;"> poco. Avere l&#8217;intelligenza e l&#8217;umiltà di capire e comportarsi di conseguenza, invece, è l&#8217;unica strada che porta a qualcosa. Ed è questa la nostra strada.</span></span><span style="color: #ffffff;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt;"> </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt;"> </span></span></p>
<p><span style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; FONT-SIZE: 12pt"><em><span style="color: #ffffff;">Interverranno i curatori ed alcuni autori del libro.<br />
A seguire proiezione di video e filmati sugli ultras.</span></em></span></p>
<p><span style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; FONT-SIZE: 12pt"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt;"><span style="color: #ff0000;"> </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt;"><span style="color: #ff0000;">PROMUOVONO: Patria Socialista, Casa del Popolo Trionfale</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>UNA FIAMMA CHE NON SMETTE DI ARDERE</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 14:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[ardeatine]]></category>
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		<category><![CDATA[fiamma]]></category>
		<category><![CDATA[fosse]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì 23 marzo al fianco dei parenti delle vittime e di alcuni partigiani, abbiamo dato vita ad una commemorazione notturna per rircordare i 335 caduti delle Fosse Ardeatine.E con essi quelle migliaia di romani antifascisti, ribelli, soldati, civili, donne e uomini delle borgate che combatterono al prezzo della loro stessa vita per la libertà del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">Martedì 23 marzo al fianco dei parenti delle vittime<span style="color: #ffffff;"> e </span><span style="color: #ffffff;">di <span style="color: #ffffff;">alcuni</span><span style="color: #ffffff;"> partigiani, abbiamo dato vita ad una commemorazione notturna per rircordare i 335 caduti delle Fosse Ardeatine. 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/onore-ai-martiri-delle-fosse-ardeatine/ardeatine7.jpg" title="Foto: Massimo Noletti" class="shutterset_singlepic319" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/319__320x240_ardeatine7.jpg" alt="ardeatine7" title="ardeatine7" />
</a>
 E con essi quelle migliaia di romani antifascisti, ribelli, soldati, civili, donne e uomini delle borgate che combatterono al prezzo della loro stessa vita per la libertà del nostro paese e l’emancipazione del nostro popolo.<br />
335 fiaccole volanti si sono librate in cielo, ciascuna per ogni caduto dell’eccidio. Queste fiamme che hanno squarciato l’oscurità della notte hanno simboleggiato lo spirito ardito e mai domo di tutti coloro </span></span><span style="color: #ffffff;">che hanno </span>combattuto per un avvenire migliore. I settanta partigiani della formazione combattente “Bandiera Rossa”, le decine di caduti di “Giustizia e Libertà” e tutti gli altri dissidenti ed oppositori al regime.</span></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ff0000;">Che il loro sacrificio non sia stato vano, ed illumini il nostro futuro cammino.</span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ff0000;">INSORGERE RISORGERE.</span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ff0000;">Patria Socialista, RASH Roma, Magazzini Popolari Casalbertone</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ff0000;"> </span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/?page_id=9&amp;album=1&amp;gallery=17" target="_self"><span style="color: #ff0000;">Clicca qui per accedere alla galleria fotografica: &#8220;Onore ai martiri delle Fosse Ardeatine&#8221;</span></a></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>ONORE AI MARTIRI ANTIFASCISTI DELLE FOSSE ARDEATINE</title>
		<link>http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/?p=621</link>
		<comments>http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/?p=621#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 14:28:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[antifascisti]]></category>
		<category><![CDATA[fosse ardeatine]]></category>
		<category><![CDATA[martiri]]></category>
		<category><![CDATA[onore]]></category>

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		<description><![CDATA[Presente commemorativo/span>
Martedì 23 marzo 2010, ore 21.00
Largo Bompiani, Roma
 
“Desidero che le molte verità insabbiate per cinquant’anni vengano finalmente a galla e che alle giovani generazioni siano restituite conoscenze fondamentali per la loro cultura e per il loro senso civico. Infatti ritengo che solo attraverso una limpida e approfondita cognizione dei fatti, un vivo e indelebile ricordo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff0000;">Presente commemorativo 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/manifesti-iniziative/fosse-ardeatine-sito.jpg" title="" class="shutterset_singlepic312" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/312__350x300_fosse-ardeatine-sito.jpg" alt="fosse-ardeatine-sito" title="fosse-ardeatine-sito" />
</a>
</span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;">Martedì 23 marzo 2010, ore 21.00</span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;">Largo Bompiani, Roma</span></h2>
<p> </p>
<blockquote><p><span style="color: #c0c0c0;">“Desidero che le molte verità insabbiate per cinquant’anni vengano finalmente a galla e che alle giovani generazioni siano restituite conoscenze fondamentali per la loro cultura e per il loro senso civico. Infatti ritengo che solo attraverso una limpida e approfondita cognizione dei fatti, un vivo e indelebile ricordo delle atrocità della dittatura e dei sacrifici patiti da migliaia di militari, partigiani e civili, si possa imparare a scorgere i rischi di nuove insidie alla libertà e alla giustizia.</span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Noi partigiani sopravvissuti che abbiamo sofferto e versato tanto sangue con tanti sacrifici stiamo per sempre con gli acciacchi e le cicatrici che ci hanno inferto nazisti e fascisti.</span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Ce ne andiamo con rammarico perché con noi scompare la prima Repubblica, ma quello di cui vi supplico, in nome anche di tutte le persone che sono morte, è di lottare affinchè non venga perduta la libertà che vi abbiamo dato.</span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Fate in modo che non continuino a vincere il falso, il vigliacchio, l’arguto sorriso del disonesto.</span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Fate in modo che non continuino a trionfare le trame, l’assassinio e il latrocinio.</span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Noi vecchi che, lo ripeto, stiamo per andarcene vi abbiamo lasciato un bene prezioso: la libertà. Difendetela con tutti i mezzi e ricordatevi che per essa perirono milioni di esseri umani.”</span></p></blockquote>
<p><span style="color: #c0c0c0;"> </span></p>
<blockquote><p><strong><span style="color: #c0c0c0;"><span style="color: #ff0000;">Franco “Felice” Napoli</span>, comandante militare della cosiddetta “Banda del Gobbo”</span></strong></p></blockquote>
<p> </p>
<p> </p>
<p><span style="color: #ffffff;">Il giorno mercoledì 24 Marzo 2010 si celebrerà il 66esimo anniversario dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine, il massacro compiuto a Roma dalle truppe di occupazione della Germani nazista il 24 marzo 1944, ai danni di 335 civili e militari italiani, come atto di rappresaglia in seguito ad un attacco partigiano contro le truppe germaniche avvenuto il giorno prima in via Rasella.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Come era ormai consuetudine da un po’ di anni a questa parte, i bambini delle scuole elementari della zona, si sarebbero dovuti recare nel mausoleo eretto in onore delle vittime dell’infame rappresaglia per lanciare 335 palloncini colorati rappresentanti i caduti lì sepolti in una giornata finanziata e organizzata dalle istituzioni di Roma, città medaglia d’oro alla Resistenza.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Purtroppo però, proprio dalle vuote parole pronunciate lo scorso anno dal più importante rappresentante di queste istituzioni, il sindaco Gianni Alemanno, si capiva ciò che sarebbe stato il <em>modus operandi:</em></span></p>
<p><em><span style="color: #ffffff;">«In questo luogo sacro della Roma moderna &#8211; dice promettendo l&#8217; apertura di un museo della Resistenza a Forte Bravetta- si rafforza e si mantiene il valore della pacificazione e della memoria, per fare in modo che non tornino gli orrori del nazismo, del fascismo e del comunismo». </span></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">( dal discorso del 24 Marzo 2009)</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Crediamo sia doveroso, innanzitutto, a proposito di tale citazione, portare avanti due precisazioni:</span></p>
<ol>
<li><span style="color: #ffffff;">Risulta impossibile pensare ad una pacificazione con periodi e personaggi della storia passata italiana, che si impegnarono nel tentativo di far perdurare un regime dittatoriale fondato sulla discriminazione, sull’eliminazione fisica e psicologica di chi non si piegava ai dettami imposti e sullo sfrenato individualismo, soprattutto in virtù del fatto che, sfortunatamente, ancora oggi esistono personaggi impuniti che inneggiano a tali “valori”.</span></li>
<li><span style="color: #ffffff;"> Gianni Alemanno, nel pronunciare questa frase con tanto di tricolore a tracolla, ha dimenticato quella che è stata e che è la storia italiana, una storia che non ha conosciuto un periodo di dittatura comunista, una storia che ha invece tristemente vissuto un totalitarismo fascista per oltre venti anni, una storia che quindi non può assolutamente paragonare e mettere a fianco i “famigerati orrori” del comunismo, con quelli reali del nazifascismo.</span></li>
</ol>
<p><span style="color: #ffffff;"> </span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Alla luce di quanto detto emerge così il reale intento del sindaco capitolino, quello di equiparare i martiri della Resistenza italiana che combatterono per la dignità d’Italia e la libertà di popolo, con i morti repubblichini che giurarono fedeltà all’invasore nazista, attraverso un progetto subdolo, sotterraneo, fatto di piccoli e talvolta impercettibili <em>escamotage</em>.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Dall’inizio del suo mandato sempre meno fondi vengono destinati alle celebrazioni delle ricorrenze inerenti alla Resistenza Italiana. Quest’anno infatti il 24 Marzo ci si dovrà accontentare solo del suo sguardo triste senza le scuole, senza i palloncini, senza la memoria condivisa, e se questo potrebbe far pensare ai più che, come ormai si sente spessissimo, non ci sono soldi, sappiamo bene che non è così.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Chiara dimostrazione di ciò risulta essere infatti lo stanziamento di fondi per un’altra celebrazione, della quale tanto si è sentito parlare nel mese di febbraio e alla quale addirittura tutti i mass media hanno dato un enorme risalto, la “giornata del ricordo” per i morti infoibati.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Risulta scandaloso il fatto che in data 10 Febbraio 2010 Roma abbia dovuto osservare un’ora di silenzio, sia stata tappezzata di manifesti inneggianti ai martiri del comunista Tito, sia stata oggetto di iniziative istituzionali al fine di raccontare la “vera verità”, la verità del nuovo governo, della nuova storia e che invece non ci sia più tempo, spazio, disponibilità economica per ricordare 335 uomini barbaramente trucidati per la loro fede nella libertà.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Il governo, la sua opposizione tacente, Alemanno a Roma, cercano attraverso proposte di legge, finti messaggi di pacificazione e giornate del ricordo per i non si sa quanti italiani morti, di far leva sul sentimento di pietà e contemporaneamente, e sempre meno segretamente, di cambiare quella che in realtà dovrebbe essere l’unica memoria condivisa del nostro paese, una memoria antifascista.</span></p>
<p><strong><span style="color: #ffffff;">In questo clima di voluta confusione, di paragoni forzati, di becero revisionismo e di nuove violenze dall’antico sapore, si inseriscono le nostre iniziative:</span></strong></p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #ffffff;">Questa che realizzeremo nella notte tra il 23 e il 24 Marzo 2010 per non dimenticare quanto accaduto alle Fosse Ardeatine, le atrocità perpetrate dai nazisti ai danni di 335 uomini intenzionati a resistergli e per questo barbaramente massacrati., illuminando la volta celeste sopra Roma, costringendo tutti coloro che si troveranno fuori casa ad alzare la testa e a ricordare almeno per un momento ciò che è stato;</span></strong></li>
</ul>
<p><strong><span style="color: #ffffff;"> </span></strong></p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #ffffff;">Quella prevista per il 17 Aprile 2010, in cui per il secondo anno consecutivo marceremo per onorare e glorificare eternamente i caduti partigiani.</span></strong></li>
</ul>
<p><strong><span style="color: #ffffff;"> </span></strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Perché non lasceremo spazio a chi ancora oggi inneggia ad un vile comandante scovato mentre tentava la fuga vestito di una divisa straniera.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Perché i subdoli giochi governativi non  cancelleranno la memoria di un intero popolo che fieramente sconfisse la barbarie nazifascista.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Perché questa è la nostra storia.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Perché questa è la nostra forza.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Perché questa è la nostra lotta.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> </span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">Promuovono: <strong>PATRIA SOCIALISTA, RASH ROMA, MAGAZZINI POPOLARI CASALBERTONE</strong></span></span></p>
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		<title>ONORE AL COMANDANTE ARGO SECONDARI</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 15:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[arditi]]></category>
		<category><![CDATA[comandante]]></category>
		<category><![CDATA[onore]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Nel corso avventuroso della mia vita, da quando avevo 12 anni e percorrevo gli oceani sulle navi o mi abbeveravo di libertà nelle foreste del Brasile, lontano dalle famiglia, completamente solo, fino ad oggi, dopo quattro anni di guerra vissuta giorno per giorno in trincea, io non ho avuto che una sola forza, in me [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #c0c0c0;">&#8220;<em>Nel corso avventuroso della mia vita, da quando avevo 12 anni e percorrevo gli oceani sulle navi o mi abbeveravo di libertà nelle foreste del Brasile, lontano dalle famiglia, completamente solo, fino ad oggi, dopo quattro anni di guerra vissuta giorno per giorno in trincea, io non ho avuto che una sola forza, in me stesso: una fede senza limiti per tutto ciò che trascende l&#8217;attimo fuggente e fida in un avvenire più sano e più umano.&#8221; </em></span></p></blockquote>
<blockquote><p><strong><span style="color: #c0c0c0;">Argo Secondari.</span></strong></p></blockquote>
<p><strong><span style="color: #888888;"> </span></strong></p>
<p> <br />
<strong><span style="color: #ffffff;">Ricorre oggi l&#8217;anniversario della scomparsa, causata dall&#8217;infame viltà squadrista, del Comandante Argo Secondari. Ci riempie di orgoglio, oggi, poter ricordarne la vita e le gesta affinchè, per chi avrà cuore di leggerle, suonino come meravigliosa esortazione all&#8217;azione pura, decisa, audace.<br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ffffff;">Noi non dimentichiamo l&#8217;esempio e il martirio di questo solitario Spirito Libero. </span></strong><span style="color: #ffffff;"><strong>Il tuo sogno, Comandante, è il nostro sogno. Forza, Bellezza, Giovinezza e Ardimento: Onore a te Immortale Fiamma Nera!<br />
</strong> <br />
</span><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Argo Secondari </span></strong><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #888888;"><span style="color: #ffffff;">nasce a Roma il 12 Settembre 1895. </span>
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/arditi-del-popolo/argo-secondari-b-n.jpg" title="Argo Secondari fondatore e comandante degli Arditi del popolo." class="shutterset_singlepic115" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/115__320x240_argo-secondari-b-n.jpg" alt="Argo Secondari  " title="Argo Secondari  " />
</a>
 <span style="color: #ffffff;">Di estrazione sociale borghese è il quinto di sette figli. Dopo la prematura morte della madre, sebbene giovanissimo, viene fatto imbarcare come mozzo in una nave in partenza per il Sud America, dove, fatte perdere le proprie tracce, vive di espedienti. Tra le varie professioni esercita</span></span><span style="color: #ffffff;"> anche quella di pugile ed entra in contatto con i circoli sovversivi</span> dell&#8217;emigrazione italiana E&#8217; sicuramente questa <em>scuola</em> di vita che forgia il suo carattere barricadero, generoso e ribelle e  che, allo scoppio del conflitto mondiale, lo conduce, al pari di molti sindacalisti rivoluzionari a fare ritorno in Italia per arruolarsi -assieme ai fratelli- nella guerra contro gli imperi centrali.<br />
Partito come soldato semplice, durante il conflitto mondiale, raggiunge il grado di tenente del battaglione Studenti degli Arditi. Decorato con tre medaglie -due di bronzo e una di argento- al valor militare, nel dopoguerra è uno dei fondatori dell&#8217;Associazione tra gli Arditi.<br />
Nel luglio 1919 pianifica, di concerto con elementi anarchici e repubblicani, un tentativo insurrezionale che dal Forte di Pietralata si sarebbe dovuto estendere ai quartieri popolari della capitale.<br />
Ma il piano fallisce e i congiurati arrestati. S. riesce a sfuggire alla cattura e dopo un breve periodo di latitanza sui monti vicino Bevagna viene arrestato mentre cerca di espatriare in Svizzera. Grazie ad un&#8217;amnistia, torna libero nel marzo del &#8216;20. Due mesi dopo, in maggio, è il principale promotore, in seno alla sezione romana dell&#8217;Ass. Arditi, dell&#8217;espulsione dal direttivo degli Arditi legati alle correnti politiche d&#8217;ordine e reazionarie (fascisti e nazionalisti).<br />
A più riprese S. cerca di far scendere in piazza gli Arditi romani al fianco dei lavoratori in occasione delle agitazioni del &#8220;Biennio rosso&#8221; ma nel complesso i suoi tentativi falliscono. S. si dimette da ogni carica direttiva. La sua figura riemerge prepotente dalle ceneri dell&#8217;arditismo l&#8217;anno successivo, nel pieno dilagare dello squadrismo fascista. E&#8217; infatti S. che, di concerto con gli Arditi Piccioni e Baldazzi -legati ad un&#8217;altra associazione la &#8220;Fratellanza tra gli Arditi d&#8217;Italia&#8221;- e l&#8217;anarchico interventista Attilio Paolinelli- fonda, negli ultimi giorni del Giugno 1921, gli Arditi del Popolo:la prima milizia paramilitare della classe operaia<br />
Estromesso, nell&#8217;ottobre dello stesso anno, dall&#8217;associazione da lui stesso fondata, a causa dei dissidi con l&#8217;ala dell&#8217;organizzazione legata ai partiti e alla politica, S. cerca, senza riuscirvi, di raccogliere nuove forze attorno ad un nuovo progetto di milizia antifascista.<br />
Nell&#8217;ottobre del &#8216;22, nei giorni della marcia su Roma, S. viene aggredito sotto casa da una squadraccia di fascisti, tutti armati di bastone. Nella lotta furibonda egli, coraggioso ma solo, viene più volte colpito alla testa da violente bastonate. Dall&#8217;aggressione non si riprenderà più. Trasferitosi col fretello a Camerino, nel 1924 viene internato dalle autorità fasciste nel locale manicomio criminale. Traferito, in seguito,  in quello di Montefiascone e, definitivamente, in quello di Rieti. Sepolto dalla vendetta dello stato fascista tra le mura del sanatorio della cittadina laziale, S. trova la morte, dopo 17 anni di internamento coatto, il 17 marzo 1942.<br />
</span></p>
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		<title>LA NOSTRA INTERPRETAZIONE</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 14:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[decreto]]></category>
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		<description><![CDATA[“Interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione”.
Le parole non sono casuali. Mai. Per quanto ci vorrebbero far credere i politicanti ogni espressione porta con sé un significato ben preciso. E se nel 2010 si ha bisogno di una “interpretazione autentica” di una legge del 1968, non serve un esperto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #c0c0c0;"><strong>“Interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione”.</strong></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #ffffff;">Le parole non sono casuali. Mai. Per quanto ci vorrebbero far credere i politicanti ogni espressione porta con sé un significato ben preciso. E se nel 2010 si ha bisogno di una “interpretazione autentica” di una legge del 1968, non serve un esperto di diritto per comprendere che i tempi bui in cui viviamo sono solo un prodromo di ciò che ci attende.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Quando le regole che tengono in piedi la nostra traballante democrazia vengono disattese mediante decreto, e anche chi è incaricato di difendere l’integrità dello Stato si piega al volere del despota di turno, è in quel momento che il dado è tratto.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Ed è tratto nel peggiore dei modi, alla luce del sole, sotto gli occhi di questo popolo addormentato e addomesticato da una scatola dai vetri colorati.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Le regole diventano interpretazione, la vergogna un vanto, i diritti una merce, il gentiluomo un pappone, il lavoratore un rifiuto non riciclabile, il diverso un pericolo.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Ed allora la Storia ritorna, cinica e inesorabile si compone nelle menti di chi non dorme, di chi non ha cancellato la memoria, di chi sa a cosa si va incontro quando la becera impunità dei potenti si impone come elemento di distinzione tra governanti e governati, tra pastori e gregge.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Ed è in momenti come questo che le forze indomite di chi non si è piegato devono serrare i propri ranghi e far sì che la rabbia diventi azione, la lotta unità.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> </span></p>
<p><em><span style="color: #ffffff;">“Se le masse fossero così trasparenti, così compatte fin nei singoli atomi come sostiene la propaganda dello Stato Mondiale, basterebbero tanti poliziotti quanti i cani che servono ad un pastore per le sue greggi. Ma le cose stanno diversamente, poiché tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato che cos’è la libertà. E non soltanto quei lupi sono forti in se stessi, c’è anche il rischio che un brutto giorno essi trasmettano le loro qualità alla massa e il gregge si trasformi in branco. E’ questo l’incubo dei potenti.”</span></em></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Ernst Junger</span></p>
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		<title>SAN LORENZO ANTIFASCISTA</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 13:00:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alcune foto del corteo di sabato 20 febbraio in onore e in memoria di Valerio Verbano.
 
 
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Alcune foto del corteo di sabato 20 febbraio in onore e in memoria di Valerio Verbano.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> </span></p>

<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/verbano2010a.jpg" title="20/02/2010 - Corteo in onore e in memoria di Valerio Verbano, a 30 anni dal suo vile assassinio - Spezzone di San Lorenzo" class="shutterset_singlepic308" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/308__500h=440x_verbano2010a.jpg" alt="p2" title="p2" />
</a>

<p> </p>

<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/verbano2010.jpg" title="20/02/2010 - Corteo in onore e in memoria di Valerio Verbano, a 30 anni dal suo vile assassinio - Via Monte Bianco." class="shutterset_singlepic307" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/307__100x100_verbano2010.jpg" alt="p1" title="p1" />
</a>
 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/verbano2010b.jpg" title="20/02/2010 - Corteo in onore e in memoria di Valerio Verbano, a 30 anni dal suo vile assassinio - Spezzone di San Lorenzo" class="shutterset_singlepic309" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/309__100x100_verbano2010b.jpg" alt="p3" title="p3" />
</a>
 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/verbano2010c.jpg" title="20/02/2010 - Corteo in onore e in memoria di Valerio Verbano, a 30 anni dal suo vile assassinio - Spezzone di San Lorenzo" class="shutterset_singlepic310" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/310__100x100_verbano2010c.jpg" alt="p4" title="p4" />
</a>
 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/verbano2010d.jpg" title="20/02/2010 - Corteo in onore e in memoria di Valerio Verbano, a 30 anni dal suo vile assassinio - Striscione in testa al corteo." class="shutterset_singlepic311" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/311__100x100_verbano2010d.jpg" alt="p5" title="p5" />
</a>

<p>.</p>
<p>.</p>
<p>.</p>
<p>.</p>
<p>.</p>
<p>.</p>
<p>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL NOSTRO MODO DI RICORDARE&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 16:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo di seguito alcune foto dell&#8217;iniziativa &#8220;FOIBE &#8211; la verità&#8221; tenutasi lunedì 15 febbraio nell&#8217;aula A del dipartimento di Storia Contemporanea dell&#8217;Universita di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;.
A breve pubblicheremo anche il report dell&#8217;incontro, che ha visto l&#8217;attenta partecipazione di circa 130 persone, ringraziando la dott.ssa Kersevan e il dott. Volk per i loro approfonditi interventi e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Pubblichiamo di seguito alcune foto dell&#8217;iniziativa <strong>&#8220;FOIBE &#8211; la verità&#8221;</strong> tenutasi lunedì 15 febbraio nell&#8217;aula A del dipartimento di Storia Contemporanea dell&#8217;Universita di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">A breve pubblicheremo anche il report dell&#8217;incontro, che ha visto l&#8217;attenta partecipazione di circa 130 persone, ringraziando la dott.ssa Kersevan e il dott. Volk per i loro approfonditi interventi e per la loro estenuante ricerca.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Questo è il nostro unico modo di ricordare quel circoscritto episodio storico così tanto strumentalizzato, in un&#8217;aula di Università con ricercatori storici di fama europea, ben lontani da un qualunque negazionismo, ma analizzando ciò che è stato, dati ufficiali alla mano. </span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Unica pecca rimane il non aver potuto organizzare l&#8217;iniziativa in questione nella pomposa e pleonastica &#8220;Giornata del Ricordo&#8221;, ma con i nostri compagni della RASH Roma e dei Magazzini Popolari Casalbertone abbiamo preferito passare il 10 febbraio in piazza, al fianco dei lavoratori da mesi senza stipendio.</span></p>
<p> </p>

<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/foto-foibe1.jpg" title="15/02/2010 - &quot;Foibe - la verità&quot; Aula A, Dipartimento di Storia Contemporanea, Università &quot;La Sapienza&quot; di Roma" class="shutterset_singlepic303" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/303__100x100_foto-foibe1.jpg" alt="q1" title="q1" />
</a>
 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/foto-foibe2.jpg" title="15/02/2010 - &quot;Foibe - la verità&quot; Aula A, Dipartimento di Storia Contemporanea, Università &quot;La Sapienza&quot; di Roma" class="shutterset_singlepic304" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/304__100x100_foto-foibe2.jpg" alt="q2" title="q2" />
</a>
 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/foto-foibe3.jpg" title="15/02/2010 - &quot;Foibe - la verità&quot; Aula A, Dipartimento di Storia Contemporanea, Università &quot;La Sapienza&quot; di Roma" class="shutterset_singlepic305" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/305__100x100_foto-foibe3.jpg" alt="q3" title="q3" />
</a>
 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/foto-foibe4.jpg" title="15/02/2010 - &quot;Foibe - la verità&quot; Aula A, Dipartimento di Storia Contemporanea, Università &quot;La Sapienza&quot; di Roma" class="shutterset_singlepic306" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/306__100x100_foto-foibe4.jpg" alt="q4" title="q4" />
</a>

<p>.</p>
<p>.</p>
<p>.</p>
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		<title>NOI NON DIMENTICHIAMO&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 09:37:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[corteo]]></category>
		<category><![CDATA[nar]]></category>
		<category><![CDATA[verbano]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Non bisogna&#8221; il vecchio disse, &#8220;piangere per loro&#8221;.  &#8221;Non bisogna piangere?&#8221; disse Berta.
&#8220;No figliola. Non del sangue che oggi e&#8217; sparso&#8221;.
&#8220;Non dell&#8217;offesa? Non del dolore?&#8221;
&#8220;Se piangiamo accettiamo. Non bisogna accettare&#8221;.
&#8220;Gli uomini sono uccisi e non bisogna piangere?&#8221;
&#8220;Certo che no! Che facciamo se piangiamo? Rendiamo inutile ogni cosa che e&#8217; stata&#8221;.
[...]
&#8220;Ma che dobbiamo fare?&#8221;
&#8220;Oh!&#8221; il vecchio rispose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #c0c0c0;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">&#8220;Non bisogna&#8221; il vecchio disse, &#8220;piangere per loro&#8221;.  &#8221;</span>Non bisogna piangere?&#8221; disse Berta.<br />
&#8220;No figliola. Non del sangue che oggi e&#8217; sparso&#8221;.<br />
&#8220;Non dell&#8217;offesa? Non del dolore?&#8221;<br />
&#8220;Se piangiamo accettiamo. Non bisogna accettare&#8221;.<br />
&#8220;Gli uomini sono uccisi e non bisogna piangere?&#8221;<br />
&#8220;Certo che no! Che facciamo se piangiamo? Rendiamo inutile ogni cosa che e&#8217; stata&#8221;.<br />
[...]<br />
&#8220;Ma che dobbiamo fare?&#8221;<br />
&#8220;Oh!&#8221; il vecchio rispose &#8220;Dobbiamo imparare&#8221;.<br />
&#8220;Imparare dai morti?&#8221;<br />
&#8220;Si capisce. Da chi si puo&#8217; imparare se non da loro? Loro soltanto insegnano&#8221;.<br />
&#8220;Imparare che cosa?&#8221; chiese Berta. &#8220;Cos&#8217;e&#8217; che insegnano?&#8221;.<br />
&#8220;Quello per cui&#8221; il vecchio disse &#8220;sono morti&#8221;.</span> </span></p>
<p><em><span style="color: #ffffff;">Elio Vittorini</span></em></p></blockquote>
<p><span style="color: #c0c0c0;"> </span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Patria Socialista partecipa alle iniziative in ricordo di Valerio Verbano, ucciso dai fascisti dei Nar in casa sua il 22 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/segnalazioni/verbano1.jpg" title="" class="shutterset_singlepic301" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/301__320x240_verbano1.jpg" alt="verbano1" title="verbano1" />
</a>
febbraio 1980 davanti agli occhi di sua madre per la sua campagna di controinformazione sui legami tra settori dello stato, eversione nera e poteri forti.</span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"><strong><span style="color: #ff0000;">NOI NON DIMENTICHIAMO, NOI NON PERDONIAMO.</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"><strong><span style="color: #ff0000;">Assemblea antifascista a San Lorenzo</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"><span style="color: #ffffff;">Mercoledì 17 febbraio 2010, ore 18,00</span></span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"><span style="color: #ffffff;">Spazio Sociale Onda Rossa 32, via dei Volsci 32</span></span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #c0c0c0;"><span style="color: #ffffff;">con: Guido Caldiron e Nunzio D&#8217;Erme</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"><span style="color: #ff0000;">Promuovono: Patria Socialista, Volsci 32, RASH Roma, ESC</span></span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"><span style="color: #ff0000;"> </span></span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Corteo</strong></span></span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"><span style="color: #ffffff;">Sabato 20 febbraio 2010, ore 16:00</span></span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"><span style="color: #ffffff;">Da Via Monte Bianco per le vie del rione.</span></span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"><span style="color: #000000;">.</span></span></p>
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		<title>ROBERTO &#8220;PATATA&#8221; MASSI &#8211; Comunista</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 22:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[comunista]]></category>
		<category><![CDATA[massi]]></category>
		<category><![CDATA[patata]]></category>
		<category><![CDATA[roberto]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ricordo rimane nei cuori di chi non ha tradito.
La tribù saluta il grande cacciatore, buon viaggio skinhead.
 

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ffffff;">Il ricordo rimane nei cuori di chi non ha tradito.</span></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>La tribù saluta il grande cacciatore, buon viaggio skinhead.</em></strong></span></p>
<p> </p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-576" title="patata_2010" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/patata_2010.gif" alt="patata_2010" width="500" height="320" /></p>
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		<title>MANGANELLI SU CHI LAVORA</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 18:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[cariche]]></category>
		<category><![CDATA[eutelia]]></category>
		<category><![CDATA[italtel]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi tutti conoscono le condizioni di vita dei lavoratori dell’ex Eutelia, che non ricevono lo stipendio da molti mesi, così come quelle dei lavoratori di altre aziende come l’Italtel ad esempio, che ieri si sono incontrati per manifestare pacificamente davanti alla Prefettura di Roma in p.zza Santi Apostoli. Uomini e donne che lavorano da anni in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #888888;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=grV0GxIkQKw"></a></span></span><span style="color: #ffffff;">Oggi tutti conoscono le condizioni di vita dei lavoratori dell’ex Eutelia, che non ricevono lo stipendio da molti mesi, così come quelle dei lavoratori di altre aziende come l’Italtel ad esempio, che ieri si sono incontrati per manifestare pacificamente davanti alla Prefettura di Roma in p.zza Santi Apostoli. Uomini e donne <img class="alignleft size-full wp-image-549" title="img6599" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/img65991.jpg" alt="img6599" width="320" height="214" />che lavorano da anni in queste aziende, grazie alle quali mandano avanti le loro famiglie e l’economia di questo paese, si sono visti togliere anche il diritto di manifestare dal brutale intervento delle forze dell’ordine, che li ha caricati senza alcun principio di sicurezza, disperdendoli nella piazza e rincorrendoli fin dentro i bar e i  portoni dei palazzi, pestandoli coi manganelli più per punizione che non per contenimento di un ipotetico disordine. Centinaia di lavoratori che <span style="color: #ffffff;">protestavano per chiedere il pagamento dei propri stipendi, sotto gli occhi increduli di donne e bambini, sono stati malmenati dalla Polizia e dai Carabinieri.</span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">Giunge dunque, anche se un po’ in ritardo, il momento di fare una rapida analisi, in primo luogo con noi stessi, per chiarire che gli apparati governativi, protagonisti e speculatori nell’economia privata italiana stanno “cercando di risolvere la crisi” nell’unico modo barbaro che conoscono, </span>spegnendo coi manganelli, sulla bocca di chi protesta, la verità sul percorso di povertà del nostro paese. Questo non vuole essere un retorico appello alla partecipazione al conflitto sociale, ma piuttosto un chiarimento delle prospettive degli eventi, per toglierci ogni giustificazione su ciò che non dovesse accadere domani. Evidente è il conflitto separatore nel nostro paese, tra due visioni dell’ordine, chi dirige, proteggendo il profitto e chi lo subisce non riuscendo a proteggere se stesso. Due ordini all’orizzonte, perché oltre a quello tipico del modo di governare questo paese vi è anche l’ordine del popolo, di chi lavora, di chi produce, tutti i giorni, il benessere di questa società, che ha già un ordine i cui schemi garantiscono la sopravvivenza di questa nazione.  Questa sopravvivenza porta con sé dei doveri ma anche dei diritti, come quello di protestare per le proprie condizioni di vita, tanto più la crisi schiaccia tanto più si ha diritto di resistere con forza per non essere schiacciati. <img class="alignleft size-full wp-image-550" title="img6594" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/img6594.jpg" alt="img6594" width="320" height="214" /> La giustizia inizierà il suo corso quando&#8217;s’innescherà un principio di causalità, perché ad ogni diritto violato si ha, sempre,il diritto naturale di ribellarsi. Ogni lavoratore nelle piazze è un atto di propaganda, d’informazione sullo stato della società ed ogni governo che reprime  questa informazione, dimostra che sta governando non per il bene dei cittadini. Gli Interni, le forze dell’ordine, le prefetture stesse hanno il dovere, nella missione che hanno, di proteggere queste proteste nelle piazze, le occupazioni nelle aziende in caso di  bisogno, perché i lavoratori non giocano a fare politica ma protestano per necessità naturali. Vi è oggi come domani la necessità di trasformare chi lavora nella precarietà, da vittima a protagonista della giustizia nel nostro paese, vi è la possibilità di riunire la forza e la volontà del mondo del lavoro, restituendogli un ruolo centrale, iniziando proprio da queste manifestazioni, garantendo che la sicurezza di quell’ordine sia alta e vigile.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Quello che è successo ieri in p.zza Santi Apostoli, così come quello che è successo a Cagliari qualche giorno fa agli operai dell’Alcoa, è forse una delle contraddizioni più forti di questa società, ma ci indica il punto del conflitto e la via della giustizia sociale, perché tale si <span style="color: #ffffff;">afferma come un’occasione per smettere di parlare ed incominciare ad agire, per non portare nella piazza della propria coscienza semplice solidarietà ma partecipazione in una battaglia  politica di giustizia.</span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #888888;"> </span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #888888;"><strong>Alcune foto del presidio:</strong> </span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #888888;">
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/10-feb-1.jpg" title="10/02/2010 - Militanti di Patria Socialista, RASH Roma e MPC, partecipano al presidio dei lavoratori in p.za ss. Apostoli dietro lo striscione &quot;ORGOGLIOSI DI ESSERE AL VOSTRO FIANCO&quot; a firma unitaria &quot;ARDITI&quot;." class="shutterset_singlepic292" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/292__100x100_10-feb-1.jpg" alt="r1" title="r1" />
</a>
 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/10-feb-2.jpg" title="10/02/2010 - Militanti di Patria Socialista, RASH Roma e MPC, partecipano al presidio dei lavoratori in p.za ss. Apostoli dietro lo striscione &quot;ORGOGLIOSI DI ESSERE AL VOSTRO FIANCO&quot; a firma unitaria &quot;ARDITI&quot;." class="shutterset_singlepic293" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/293__100x100_10-feb-2.jpg" alt="r2" title="r2" />
</a>
 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/10-feb-3.jpg" title="10/02/2010 - Militanti di Patria Socialista, RASH Roma e MPC, partecipano al presidio dei lavoratori in p.za ss. Apostoli dietro lo striscione &quot;ORGOGLIOSI DI ESSERE AL VOSTRO FIANCO&quot; a firma unitaria &quot;ARDITI&quot;." class="shutterset_singlepic294" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/294__100x100_10-feb-3.jpg" alt="r3" title="r3" />
</a>
 [SinglePic not found]</span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #888888;"> </span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">.</span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #888888;"> </span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>FOIBE &#8211; LA VERITA&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 20:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[foibe]]></category>
		<category><![CDATA[istria]]></category>
		<category><![CDATA[partigiani]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 15 febbraio 2010 – ore 16.00  /span>
Aula A del Dipartimento di Storia contemporanea
Università “La Sapienza” – Roma
 
Fare chiarezza su quanto è accaduto in Istria durante la 2° Guerra mondiale;
Capire perché un circoscritto episodio storico viene strumentalizzato dalla politica di palazzo al fine di arrivare ad un’impossibile pacificazione;
Ragionare su come le foibe diventano un fenomeno mediatico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff0000;">Lunedì 15 febbraio 2010 – ore 16.00   
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/manifesti-iniziative/foibe-verita.jpg" title="" class="shutterset_singlepic291" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/291__350x300_foibe-verita.jpg" alt="foibe-verita" title="foibe-verita" />
</a>
</span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;">Aula A del Dipartimento di Storia contemporanea</span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;">Università “La Sapienza” – Roma</span></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Fare chiarezza su quanto è accaduto in Istria durante la 2° Guerra mondiale;</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Capire perché un circoscritto episodio storico viene strumentalizzato dalla politica di palazzo al fine di arrivare ad un’impossibile pacificazione;</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Ragionare su come le foibe diventano un fenomeno mediatico utile per fomentare vecchi odi nazionalistici;</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>RICORDARE GLI ANTIFASCISTI ITALIANI E SLAVI MORTI PER LA LIBERTA’.</strong></span></p>
<p> </p>
<p><em><span style="color: #c0c0c0;">Interverranno:</span></em></p>
<p><strong><span style="color: #ffffff;">Alessandra Kersevan</span></strong><span style="color: #c0c0c0;"> – Ricercatrice storica esperta di storia istriana</span></p>
<p><strong><span style="color: #ffffff;">Sandi Volk</span> </strong><span style="color: #c0c0c0;">– Ricercatore storico esperto di storia balcanica</span></p>
<p><strong><span style="color: #ffffff;">Valerio Gentili</span></strong> <span style="color: #c0c0c0;">– Scrittore</span></p>
<p> </p>
<p><span style="color: #ff0000;">Promuovono: Patria Socialista, RASH Roma, Magazzini Popolari Casalbertone</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>UN VIAGGIO ATTRAVERSO LA PALUDE MALEODORANTE DELLA “MEMORIA CONDIVISA”: LA FOIBOMANIA</title>
		<link>http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/?p=525</link>
		<comments>http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/?p=525#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 17:37:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[foibe]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[partigiani]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
La storiografia moderna si è riempita di pidocchi revisionisti che pretendono di cambiare gli accaduti, la memoria, la toponomastica, i libri di testo […] “I morti –diceva Pavese- sono tutti uguali, partigiani e repubblichini” tutti travolti dal fato. Ma non erano uguali le loro storie, le loro idee. La pietà è una cosa che fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #c0c0c0;"> </span></em></p>
<blockquote><p><em><span style="color: #c0c0c0;">La storiografia moderna si è riempita di pidocchi revisionisti che pretendono di cambiare gli accaduti, la memoria, la toponomastica, i libri di testo […] “I morti –diceva Pavese- sono tutti uguali, partigiani e repubblichini” tutti travolti dal fato. Ma non erano uguali le loro storie, le loro idee. La pietà è una cosa che fa parte del sentimento umano, solidale ma la pietà per le idee non ha senso, non si può avere pietà per le idee barbare, assassine, non si può revisionare l’orrore, si può al massimo dimenticarlo.</span></em></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">                                                                                                                                                       Giorgio Bocca.</span></p></blockquote>
<p><span style="color: #ffffff;">Cosa ha spinto, negli ultimi anni, una certa area politica a strumentalizzare un avvenimento di secondo piano, il cosiddetto <em>eccidio delle foibe</em>, sezionandolo accuratamente dal  contesto storico d’appartenenza, gonfiandone fino all’inverosimile la portata, sovrapponendolo artatamente, in sede di elaborazione storiografica, ad avvenimenti successivi di ben più grande portata?</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Non è sicuramente estranea a questa Operazione l’ossessione che, da oltre 15 anni, la Destra (più o meno fascista) manifesta nervosamente: giungere alla tanto agognata <em>pacificazione </em>nazionale (fascismo/antifascismo) su basi paritetiche.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Sono passati tanti, troppi anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, il ricordo di quell’enorme sciagura per il nostro paese è andato facendosi sempre più vago, molti testimoni diretti sono morti, taluni preferiscono dimenticare, altri ancora (quella sinistra, in primis, che siede in parlamento e tanto assomiglia alla sua controparte politica) prediligono le convenienze tattiche di oggi alle ragioni di ieri. E’ questo il clima in cui la destra lancia la sua offensiva sulla memoria, il fenomeno mediatico delle foibe diventa l’utile grimaldello attraverso cui scardinare i pilastri della storia migliore di questa Nazione: la lotta partigiana. Se l’affare foibe si trasforma nel punto massimo di frizione tra italiani e slavi, se i partigiani titini hanno compiuto un’immane pulizia etnica, infoibando in Istria e Dalmazia donne e bambini innocenti colpevoli solo di essere italiani, se le forze partigiane italiane hanno, in seguito, sottaciuto questo crimine in ossequio ad un insano legame ideologico con i comunisti slavi; se, in ultimo, il terrore di nuove infoibazioni di massa ha prodotto, con un legame diretto causa/effetto, l’esodo dei giuliano dalmati dopo la guerra; se tutto questo FOSSE vero e percepito come tale, come fatto storico incontrovertibile, allora sarebbe più facile dimostrare come “tutti sono uguali”, come in realtà ai patrioti della Resistenza non spetti, nel ricordo, alcuna superiorità morale sui nemici in camicia nera.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Ma veniamo ai fatti.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Già da prima della Grande guerra <span id="more-525"></span>il movimento nazionalista italiano (un valido modello, secondo reciproca ammissione, per quello che sarà il fascismo dal 1921), notoriamente legato a doppio filo con influenti ambienti industriali e bancari (vedi Oscar Sinigallia e Giovanni Giuriati) mostrava grande interesse per l’Istria e la Dalmazia. Un interesse che potremmo definire senza mezzi termini di tipo coloniale ed espansionistico (gli salvi erano considerati un popolo inferiore): per il controllo dell’Adriatico quale precondizione per una politica egemonica dell’Italia nel Mediterraneo orientale. Scriveva in proposito il nazionalista triestino Attilio Tamaro:</span></p>
<blockquote><p><em><span style="color: #c0c0c0;">Un rapporto di potenza, un equilibrio nazionale tra slavi ed italiani nell’Adriatico non si formano, non trovano elementi stabili, non si fondano su basi durevoli che in Dalmazia. Chi possiede la Dalmazia regola a suo favore quel rapporto politico e quell’equilibrio nazionale dell’Adriatico. Se l’italianità della Dalmazia rimane soggetta o soggiace agli slavi, non solo cessa di vivere la sua vita nazionale ed ideale una parte della Nazione italiana, non solo passa in dominio straniero un immenso patrimonio spirituale e politico ereditariamente spettante all’Italia, ma essendo risolto a favore degli slavi –croati o serbi- l’equilibrio nazionale dell’Adriatico orientale, l’Italia perde le basi della sua preponderanza</span></em></p></blockquote>
<p><span style="color: #ffffff;">Non bisogna dimenticare (ma soprattutto occorre ricordarlo agli attuali foibomani che non perdono occasione per sbandierare il loro presunto patriottismo) che questi signori pur di raggiungere i loro obiettivi si dichiaravano disposti a sostenere la guerra al fianco degli imperi centrali, ai nemici giurati, cioè, dell’idea stessa di patria libera, del principio di nazionalità e autodeterminazione dei popoli e, nello specifico, all’odiata Austria cui soggiacevano da secoli le terre irredente della Venezia Giulia.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">La storia avrebbe preso un’altra piega e i nazionalisti, per ragioni tattico-propagandistiche, si sarebbero accodati alla crociata dell’interventismo democratico.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Ma dopo la guerra, i propositi nazionalisti avrebbero, comunque, trovato un valido corroborante nell’irresistibile avanzata del fascismo mussoliniano. Cominciava così l’opera di totale annientamento dell’identità culturale e nazionale croato slovena nella Venezia Giulia. Al corollario rappresentato dalle azioni terroristiche messe in atto dalle squadracce fasciste (si vedano ad esempio la distruzione del Narodni dom a Trieste e l’uccisione, a Struggano nel 1921, di due bambini e il ferimento di altri 5 ad opera di alcuni fascisti che si erano divertiti a sparargli contro da un treno) si sostituiva poi, col trionfo del fascismo-regime, un opera di sistematica discriminazione e segregazione razziale delle componenti slave della cittadinanza: italianizzazione forzata delle scuole, allontanamento dei professori slavi, interdizione dai posti di pubblico impiego, soppressione di associazioni culturali e partiti politici. Con questi sistemi il fascismo governava la Venezia Giulia. Sarebbe tuttavia limitante non tenere conto del fatto che il fascismo governava, affidandosi a dinamiche simili (seppur in diversi contesti), anche il resto d’Italia. Una dittatura quella fascista, sarebbe bene non scordarlo, che si era imposta, col decisivo sostegno della grassa borghesia latifondista e industriale, versando copioso il sangue di operai, contadini e antifascisti italiani. Quando nel 1927 il tristemente noto Tribunale speciale dava inizio alla sua azione di controllo e repressione delle attività antifasciste anche nel nord-est, avevano inizio rappresaglie, persecuzioni e fucilazioni il cui bersaglio non erano solo gli odiati slavi ma anche quegli italiani attivamente ostili al regime. Dodici anni dopo, lo scoppio del secondo conflitto mondiale. Mentre decine di migliaia di soldati italiani venivano mandati al macello su diversi fronti di guerra (compreso quello iugoslavo), per le smanie mussoliniane di accodarsi alle deliranti campagne annessionistiche di Hitler, il vile generale Mario Roatta (criminale di guerra impunito, riconosciuto dal tribunale preposto, responsabile della mancata difesa di Roma dopo l’8 settembre, condannato all’ergastolo ma “miracolosamente” riparato nella Spagna franchista) agente del servizio segreto fascista, divenuto nel marzo 1942 comandante della 2° armata in Slovenia e Dalmazia, emanava precise disposizioni (circolare 3C) per reprimere la Resistenza partigiana “<em>senza false pietà</em>”, ordinando di fucilare sul posto i partigiani, armati o meno e quindi anche solo supposti di essere tali, catturati. Seguivano nuove violenze ed esecuzioni, sconsiderate e arbitrarie, contro una parte della popolazione civile.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Arriviamo quindi allo snodo fondamentale dell’8 settembre 1943 e alla questione foibe nello specifico. Alla proclamazione dell’armistizio seguiva un breve periodo d’interregno titino (un mese all’incirca) nella penisola istriana. Alcune centinaia di fascisti venivano giustiziati, spesso per mano popolare, e gettati nelle foibe (pratica questa, comunque, precedentemente inaugurata dai fascisti come testimonia la foiba di Bassovizza). Rispetto a questi avvenimenti, oggi, certa storiografia prezzolata fa lievitare il numero dei caduti ad alcune migliaia di unità, includendo nel computo anche gli infoibati antifascisti e i caduti civili per i bombardamenti nazisti, gettati nelle cavità carsiche (lo stesso metodo di calcolo iperbolico è applicato al secondo fronte <em>bollente</em> della questione foibe, quello relativo ai 40 giorni di occupazione di Trieste ad opera dell’armata partigiana iugoslava nel maggio 1945).</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Gli storici vicini alla destra ci parlano, dunque, di migliaia di vittime, eppure a smentirli, sono, innanzitutto, le fonti fasciste di ieri, quelle coeve agli avvenimenti trattati! In seguito al ripristino dell’”ordine” nazifascista (RSI) nella zona, il maresciallo Harzarich riceveva, nell’inverno ’43-’44, il comando di guidare le esumazioni dalle foibe. Nel suo rapporto si parla di poche centinaia di fascisti infoibati. Sempre per rimanere in tema di cifre, secondo il federale dell’Istria Luigi Bilucaglia il numero dei fascisti infoibati (con relativa e dettagliatissima documentazione) in Istria, tra il settembre del ’43 e l’aprile del ’45, era da considerarsi nel numero di 500 unità.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Perché la destra, così bramosa di rintracciare nelle pieghe della storia un genocidio italiano nella Venezia Giulia, non ci racconta di quante migliaia di soldati ITALIANI vennero uccisi o deportati nei lager nazisti dalle forze della RSI dopo l’ottobre 1943? Perché non ci informa su come, nello stesso periodo, 13 MILA istriani vennero giustiziati (come riportato dai giornali dell’epoca) senza alcuna pietà dagli assassini nazifascisti? Perché non ci fa un bell’elenco dei villaggi rasi al suolo dalle truppe della croce uncinata? Perché non ci rammenta di come, grazie alla confluenza nell’Armata popolare di liberazione iugoslava, migliaia di soldati italiani, sbandati a causa della vigliaccheria dei loro comandi, ebbero salva la vita?</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Ha significativamente affermato Tomislav Ravnic, segretario della sezione istriana dell’Unione dei soldati antifascisti della Croazia:</span></p>
<blockquote><p><em><span style="color: #c0c0c0;">Quando nel 1943 abbiamo catturato 15 mila 800 soldati italiani, non gli è successo nulla. Avevamo un rapporto umano nei confronti dei prigionieri italiani. E’ per questo che dico a Berlusconi, a Fini e compagnia che dovrebbero inchinarsi di fronte ai nostri soldati che hanno salvato migliaia di persone. I PARTIGIANI NON HANNO UCCISO GLI ITALIANI MA I FASCISTI che sono stati condannati dai Tribunali militari.</span></em></p></blockquote>
<p><span style="color: #ffffff;">La storia, si sa, non è più oggetto esclusivo di una lettura secondo schemi ideologici prestabiliti, si aprono e sono aperti da alcuni anni, nuovi, stimolanti, campi di ricerca. Alla destra nostrana, così affaccendata alla ricerca di un martirio collettivo di esclusiva italianità, tanto da giungere al parossismo con la “questione foibe”, ci permettiamo di ricordare il sacrificio sublime e pieno di onore dei soldati della Divisone Acqui. 9.640 italiani caduti in parte combattendo, dopo l’8 settembre, i nazisti tedeschi fino all’ultima pallottola, sulle isole di Cefalonia e Corfù, o morti in seguito alla deportazione nei campi di concentramento. Per chiudere, un piccolo inciso: i pochi sopravvissuti della divisione (che contava 11 mila 500 soldati e 525 ufficiali) ebbero salva la vita collegandosi ai partigiani greci e costituendo il raggruppamento autonomo dei Banditi della Acqui.</span></p>
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		<title>10 FEBBRAIO 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 11:36:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[10 febbraio]]></category>
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		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
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		<description><![CDATA[
Riportiamo di seguito l&#8217;appello a firma &#8220;Rete romana contro la crisi&#8221; per la manifestazione del 10 febbraio 2010 sotto la Prefettura di Roma.
Diamo la nostra adesione alla mobilitazione del 10 febbraio, al fianco di chi lavora, al fianco di chi lotta. 
E’ TEMPO CHE IN QUESTO PAESE TORNINO A SUONARE LE CAMPANE A STORMO E LE FORZE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="inbdy">
<p><span style="color: #ffffff;">Riportiamo di seguito l&#8217;appello a firma &#8220;Rete romana contro la crisi&#8221; per la manifestazione del 10 febbraio 2010 sotto la Prefettura di Roma.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Diamo la nostra adesione alla mobilitazione del 10 febbraio, al fianco di chi lavora, al fianco di chi lotta.<span style="color: #000000;"> </span></strong></span></p>
<p><span style="COLOR: #ff0000"><strong><span style="color: #ff0000;">E’ </span>TEMPO CHE IN QUESTO PAESE TORNINO A SUONARE LE CAMPANE A STORMO E LE FORZE SANE, PURE, DELL’OPPOSIZIONE SOCIALE RIALZINO LA GUARDIA.<br />
</strong></span></p>
<blockquote><p><span style="color: #ffffff;">Il 10 febbraio 2010 in Prefettura si affronterà il tema del lavoro. Lo faranno gli enti locali, il governo e parti sociali individuate per l’occasione. Come dire: un tavolo non si nega a nessuno. Ne sono stati fatti sull’emergenza abitativa, sull’immigrazione, sulla sicurezza e ora anche sul lavoro. In questo quadro il sindaco ha sparato le sue cifre: 100mila posti di lavoro, ripetendo un proclama che suonava pressappoco così alla vigilia della sua elezione, 40mila casa popolari. Nello stesso tempo Alemanno non ha detto una parola in difesa dei lavoratori delle aziende in crisi.<br />
Le parole non si sono tramutate in <span style="color: #ffffff;">fatti e </span><span style="color: #ffffff;">temiamo che anche sul tema lavoro si 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/segnalazioni/tetto2.jpg" title="" class="shutterset_singlepic290" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/290__350x270_tetto2.jpg" alt="tetto2" title="tetto2" />
</a>
andrà nella stessa direzione. Demagogia tanta, concretezza zero.<br />
Non sappiamo cosa diranno le parti sociali che siederanno al tavolo e per questo abbiamo deciso di mobilitarci e invitiamo tutta la città che soffre la crisi a farlo.<br />
Alle 15 di mercoledì 10 febbraio saremo in piazza SS Apostoli con gli inquilini resistenti, con i precari, con i disoccupati, con i cassaintegrati, con gli sfrattati, con chi non arriva a fine mese, con chi non ha un reddito, con i lavoratori in lotta dell’Eutelia e di altre decine di aziende che minacciano licenziamenti.<br />
Roma contro la crisi e dentro la crisi deve diventare visibile e rompere con l’idea di città che ci vogliono propinare, dove la strada maestra immaginata dalla rendita ci condanna all’emergenza permanente e alla cementificazione selvaggia, dove l’unica prospettiva di lavoro è legata ad un pacchetto edilizio e</span> ad eventuali possibilità occupazionali legate ad esso. In una città che sta subendo un aumento esponenziale della cassa integrazione ordinaria e straordinaria oltre che della disoccupazione non abbiamo bisogno di proclami elettorali in vista delle prossime regionali.<br />
Non ci stiamo! Invitiamo tutti e tutte a mobilitarci per sostenere le proposte dei movimenti e delle reti sociali in lotta. Insieme con i migranti impegnati con i cittadini e le cittadine italiani/e in una battaglia senza precedenti contro il razzismo e la xenofobia, rivendicando diritti primari continuamente negati.<br />
Se la città è di chi la abita, è arrivato il momento che questa voce inascoltata prevalga su quella dei costruttori, delle banche, degli speculatori come Bonifaci, Caltagirone, Santarelli, Toti, Mezzaroma. Gli amministratori devono segnare un significativo cambio di passo nella tutela della città come “bene comune” e nella difesa della qualità della vita nella sua interezza.<br />
Saremo in piazza per rivendicare un reale piano anticrisi che passi attraverso la difesa, qui ed ora, dei posti di lavoro; la realizzazione di un piano straordinario di case popolari; un finanziamento adeguato alla legge regionale per il reddito che permetta di coprire le 120mila domande depositate e garantire a tutti i disoccupati e precari oltre all’erogazione monetaria anche il reddito indiretto (casa, trasporti, tariffe e formazione) previsti dalla legge.<br />
Saremo in piazza con i migranti deportati e costretti alla fuga da Rosarno, abbandonati dalle istituzioni per le strade di Roma, per chiedere la realizzazione di un piano straordinario di accoglienza.<br />
La mobilitazione del 10 febbraio deve diventare il punto di partenza verso una mobilitazione nazionale, che imponga al Governo misure economiche e di welfare mirate su chi paga la crisi e non più a sostegno delle banche e delle imprese.</span></p>
<h2><span style="color: #ff0000;">MANIFESTAZIONE<br />
Mercoledì 10 febbraio 2010</span><br />
<span style="color: #ffffff;">Dalle ore 15.00<br />
Piazza SS Apostoli, sotto la Prefettura</span></h2>
<h2><span style="color: #ffffff;"> </span></h2>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Rete romana contro la crisi</strong></span></p></blockquote>
</div>
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		<title>IL SUICIDIO DELLA CLASSE OPERAIA</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 23:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[operaio]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;attuale situazione lavorativa di molte persone nel nostro paese diventa ogni giorno sempre più preoccupante e problematica, con l&#8217;introduzione del lavoro precario sembrano essere venute meno molte conquiste sociali ottenute dalle classi lavoratrici degli ultimi due secoli.
In nome della chimerica crisi viene permessa ogni losca macchinazione economica in grado di accrescere gli utili per gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">L&#8217;attuale situazione lavorativa di molte persone nel nostro paese diventa ogni giorno sempre più preoccupante e problematica, con l&#8217;introduzione del lavoro precario sembrano essere venute meno molte conquiste sociali ottenute dalle classi lavoratrici degli ultimi due secoli.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">In nome della chimerica crisi viene permessa ogni losca macchinazione economica in grado di accrescere gli utili per gli azionisti, diminuire i costi di produzione e esasperare la classe lavoratrice.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Di fronte all&#8217;ultimo triste caso di suicidio di un giovane lavoratore trentaseienne arrivato addirittura a cospargersi di benzina e darsi fuoco dopo essere stato esasperato da un sistema lavorativo disumano, vorremmo portare uno spunto di riflessione ai vari lettori di queste poche righe: perchè un individuo nel pieno delle sue capacità fisiche e mentali decide di porre fine alla sua giovane vita per la perdita di un lavoro? La critica che vorremmo muovere è quella al fatto che nella nostra società pian piano si è affermato un modello di vita a nostro avviso insostenibile che può essere riassunto nell&#8217;espressione: “lavorare di più, per consumare di più”.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">La visione totale del lavoro porta l&#8217;individuo ad identificare il suo ruolo come unica ragione di vita, l&#8217;unico mezzo capace di permettergli di gareggiare alla corsa quotidiana dei consumi: qualcuno ha riassunto questo concetto attraverso l&#8217;espressione: produci-consuma-crepa.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">A causa di questo fenomeno inoltre si è di fronte alla frammentazione dello spirito comunitario che ha caratterizzato i lavoratori dell&#8217;era moderna, basta farsi raccontare da persone neanche troppo avanti con l&#8217;età di circoli ricreativi, dopolavori vari , di vita associativa in generale tra i lavoratori, perfino le aziende spesso tendevano ad agevolare questo fenomeno; in un decennio tutto ciò può dirsi estinto a causa delle nuove politiche dettate dall&#8217;economia globalizzata; di conseguenza, non tanto l&#8217;indifferenza, ma sopratutto la rassegnazione e il sentirsi impotenti di fronte a questioni che appaiono al di sopra delle proprie possibilità, fiaccano moralmente il lavoratore che  perde così lo slancio necessario a portare avanti le proprie rivendicazioni.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">L&#8217;operazione condotta sotto il nome di precarizzazione mira alla creazione di modelli di vita nuovi, secondo i quali il lavoratore/consumatore non sentendosi legato ad un determinato territorio,  stabilisce rapporti sociali solamente all&#8217;interno del mondo della produzione, quindi esso è  inevitabilmente controllabile attraverso il vettore economico. La necessità di rendere sempre più competitivo il lavoro in termini di costi e di profitti fa apparire l&#8217;iniziativa personale e l&#8217;individualità del lavoratore fattori trascurabili nell&#8217;equazione economica: un bel regresso ai tempi del taylorismo e del lavoro organizzato scientificamente!</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Lo scoramento generalizzato sopratutto tra i più giovani sembra recitare: “Il futuro non è più quello di una volta”. Lo sconforto tuttavia va cancellato dai nostri cuori, la paura non ha mai aiutato nessuno, la paura del futuro è solamente una bieca mossa politica che offre un comodo collare in cambio della libertà; <strong>è di nuovo ora di gettare il cuore oltre l&#8217;ostacolo!</strong></span></p>
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		<title>IL RITORNO DEL CONDOR</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 20:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antimperialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[golpe]]></category>
		<category><![CDATA[honduras]]></category>
		<category><![CDATA[operazione condor]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo un&#8217;interessante iniziativa promossa dal Circolo Italia-Cuba, che cerca di far luce sul golpe in Honduras grazie al documentario di un giornalista e alla viva voce di un esponente del Fronte di Resistenza al golpe. 
 

ALT AL GOLPE IN HONDURAS!   /span>
Martedì 2 febbraio 2010, ore 18.30
Libreria RINASCITA, Largo Agosta 36, zona Tor de&#8217; Schiavi
 
Incontro pubblico con Esly Banegas Avila del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">Segnaliamo un&#8217;interessante iniziativa promossa dal Circolo Italia-Cuba, che cerca di far luce sul golpe in Honduras grazie al documentario di un giornalista </span>e alla viva voce di un esponente del Fronte di Resistenza al golpe. </span></div>
<div><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></div>
<blockquote>
<div><strong><span style="color: #ff0000;">ALT AL GOLPE IN HONDURAS!    
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/segnalazioni/honduras.jpg" title="" class="shutterset_singlepic283" >
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</a>
</span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #c0c0c0;">Martedì 2 febbraio 2010, ore 18.30</span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #c0c0c0;">Libreria RINASCITA, Largo Agosta 36, zona Tor de&#8217; Schiavi</span></strong></div>
<div><span style="color: #c0c0c0;"> </span></div>
<div><span style="color: #c0c0c0;">Incontro pubblico con Esly Banegas Avila del Fronte della Resistenza contro il Golpe in Honduras, con il giornalista e documentarista Fulvio Grimaldi,<br />
che presenterà il suo ultimo video sull&#8217;Honduras e sull&#8217;America Latina<br />
&#8221; Il ritorno del Condor&#8221;.<br />
Presiede Marco Papacci dell&#8217;Ass.ne Italia-Cuba circolo di Roma.</span></div>
<div><span style="color: #c0c0c0;"> </span></div>
<div><span style="color: #ff0000;">Promuove: Circolo romano dell&#8217;Associazione di amicizia Italia-Cuba.</span></div>
<div><span style="color: #c0c0c0;">Info: info@italiacuba.net tel. 331 3774048</span></div>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>SE QUESTO E&#8217; UN UOMO</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 10:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[campi di sterminio]]></category>
		<category><![CDATA[deportati]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[27 gennaio 1945 &#8211; 27 gennaio 2010
65 anni fa le truppe dell&#8217;Armata Rossa liberavano il campo di sterminio di Auschwitz svelando al mondo intero l&#8217;immonda barbarie nazista.
In questo anniversario, a cui è stato dato il nome di Giornata della Memoria, pubblichiamo la poesia con cui Primo Levi, internato proprio di Auschwitz, apre il suo libro &#8220;Se questo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ffffff;">27 gennaio 1945 &#8211; 27 gennaio 2010</span></strong></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">65 anni fa le truppe dell&#8217;Armata Rossa liberavano il campo di sterminio di Auschwitz svelando al mondo intero l&#8217;immonda barbarie nazista.</span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">In questo anniversario, a cui è stato dato il nome di Giornata della Memoria, pubblichiamo la poesia con cui Primo Levi, internato proprio di Auschwitz, apre il suo libro &#8220;Se questo è un uomo&#8221;, con la ferma volontà che questa orrenda pagina della storia non venga dimenticata.</span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"> </span></p>
<blockquote><p><em><strong><span style="color: #ffffff;">SE QUESTO E&#8217; UN UOMO</span></strong></em></p>
<p><em><span style="color: #ffffff;">Voi che vivete sicuri<br />
Nelle vostre tiepide case,<br />
Voi che trovate tornando a sera<br />
Il cibo caldo e visi amici:<br />
Considerate se questo è un uomo<br />
Che lavora nel fango<br />
Che non conosce pace<br />
Che muore per un sì o per un no.<br />
Considerate se questa è una donna,<br />
Senza capelli e senza nome<br />
Senza più forza di ricordare<br />
Vuoti gli occhi e freddo il grembo<br />
Come una rana d’inverno.<br />
Meditate che questo è stato:<br />
Vi comando queste parole.<br />
Scolpitele nel vostro cuore<br />
Stando in casa andando per via,<br />
Coricandovi alzandovi;<br />
Ripetetele ai vostri figli.<br />
O vi sfaccia la casa,<br />
La malattia vi impedisca<br />
I vostri nati torcano il viso da voi.<br />
</span></em></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Primo Levi</span></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>REPORT INIZIATIVA “PATRIA, SOCIALISMO O MUERTE!”</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 19:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antimperialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[ambasciatore]]></category>
		<category><![CDATA[chavez]]></category>
		<category><![CDATA[magazzini]]></category>
		<category><![CDATA[socialismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 23 gennaio presso i Magazzini Popolari Casalbertone si è svolta l’iniziativa “Patria, Socialismo o muerte!” organizzata da Patria Socialista.
Circa 110 persone hanno partecipato con grande interesse e riconoscenza ad una delle pochissime occasioni di seria analisi politica, ideologica ed economica che, risultati alla mano, ha affrontato la situazione del Venezuela di Chavez e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Sabato 23 gennaio presso i Magazzini Popolari Casalbertone si è svolta l’iniziativa “Patria, Socialismo o muerte!” organizzata da Patria Socialista.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Circa 110 persone hanno partecipato con grande interesse e riconoscenza ad una delle pochissime occasioni di seria analisi politica, ideologica ed economica che, risultati alla mano, ha affrontato la situazione del Venezuela di Chavez e il suo cammino verso il socialismo.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Partendo da un’analisi relativa al processo di sviluppo bolivariano, relazionata alla figura del suo condottiero, il Presidente Hugo Chavez Frias, nella prima parte dell’incontro si è analizzato l’evolversi di questa democratica rivoluzione che ha visto il Presidente condurre il proprio popolo attraverso le tappe di un processo politico ed ideologico che è passato da un programma in cui non si faceva menzione alcuna del socialismo (“Polo Patriotico” partito con cui Chavez ha vinto le elezioni presidenziali del 1998), ad un Partito Socialista Unito del Venezuela con quasi 6 milioni di iscritti.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Analizzando il Socialismo del XXI secolo, definito da Chavez come fase finale verso cui puntare attraverso il processo bolivariano, è stata ribadita la caratteristica del nuovo socialismo che non è modello d’esportazione, ma che ispirandosi a dei principi universali, sviluppandosi si caratterizza nelle diverse realtà in base alle peculiarità che ogni paese ha insite nella propria storia e nella propria bandiera. Caratteristica ribadita anche dal fiero e approfondito intervento dell’ambasciatore venezuelano in Italia, Luis Josè Berroteran Acosta, che ha inoltre, dati ufficiali alla mano, mostrato al pubblico i risultati ottenuti in questi anni di governo Chavez.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Illustrando poi l’esperienza dell’ALBA (Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América) quale epifenomeno tangibile dell’internazionalismo che è alla base di questo nuovo socialismo, l’ambasciatore ha concluso il suo intervento.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">L’intervento di Fabio Nobile, segretario della Federazione romana del PdCI, ha invece sottolineato il ruolo fondamentale che una limpida informazione gioca nel comprendere la grandezza e l’importanza di questa rivoluzione che ha visto in pochi anni, tra le altre cose, il debellamento dell’analfabetismo in Venezuela (dati UNESCO 2005) e la garanzia universale delle necessità primarie come le cure mediche, l’alimentazione e la casa. Nobile ha proseguito poi cercando di comprendere cosa ci insegna e ci consegna l’esperienza venezuelana e sudamericana (vedi infatti anche Bolivia, Ecuador, Nicaragua, etc.).</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Gli interventi dei ragazzi di Patria Socialista, che hanno aperto e chiuso l’incontro, sono terminati con la duplice citazione di Garibaldi <em>“Il socialismo è il sole dell’avvenire”</em> e di Simon Bolivar <em>“</em><em>Giuro sul Dio dei miei genitori, giuro sulla mia Patria, giuro sul mio onore, che non darò tranquillità alla mia anima né riposo al mio braccio finché non vedrò spezzate le catene che ci opprimono e che opprimono il popolo per volontà dei potenti.”</em> giuramento prestato simbolicamente anche da Chavez e i suoi compagni il 17 dicembre 1983 (anniversario della morte di Bolivar) per la fondazione dell’Esercito Bolivariano Revolucionario 200 che, formato da soldati ed ufficiali dell’esercito regolare, ha dato paradossalmente inizio, col fallito colpo di stato del 1992, alla democratica rivoluzione bolivariana.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Dopo più di un’ora di dibattito che ha visto l’ambasciatore <em>in primis</em> rispondere alle numerose domande del pubblico, si è chiusa l’iniziativa, con l’auspicio che l’unità delle forze di Sinistra torni tra le nostre fila per annientare il settarismo e il nichilismo, fattori e fautori principali della situazione attuale.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> </span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>PATRIA SOCIALISTA</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #888888;">Alcune foto dell&#8217;iniziativa:</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/chavez1.jpg" title="23/01/2010 - Il tavolo della presidenza durante l'iniziativa &quot;Patria, Socialismo o muerte!&quot; presso i Magazzini Popolari Casalbertone." class="shutterset_singlepic284" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/284__100x100_chavez1.jpg" alt="s1" title="s1" />
</a>
 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/chavez2.jpg" title="23/01/2010 - Il tavolo della presidenza durante l'iniziativa &quot;Patria, Socialismo o muerte!&quot; presso i Magazzini Popolari Casalbertone." class="shutterset_singlepic285" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/285__100x100_chavez2.jpg" alt="s2" title="s2" />
</a>
 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/chavez3.jpg" title="23/01/2010 - Una ripresa dal centro della sala dei Magazzini Popolari Casalbertone, durante l'intervento dell'ambasciatore, il gen. Berroteran Acosta." class="shutterset_singlepic286" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/286__100x100_chavez3.jpg" alt="s3" title="s3" />
</a>
 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/varie/chavez4.jpg" title="23/01/2010 - Vista dall'esterno dei Magazzini Popolari Casalbertone subito dopo l'iniziativa &quot;Patria, Socialismo o muerte!&quot; a cui hanno partecipato circa 110 persone." class="shutterset_singlepic287" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/287__100x100_chavez4.jpg" alt="s4" title="s4" />
</a>
  </span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"> </span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ULTIMI FUOCHI DI RESISTENZA</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 11:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[casa del popolo]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[volante rossa]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo un&#8217;interessante iniziativa della Casa del Popolo di Trionfale, alla riscoperta di un&#8217;altra delle pagine dell&#8217;antifascismo tenuta nascosta negli anni: La Volante Rossa.
ULTIMI FUOCHI DI RESISTENZA &#8211; Presentazione del libro

Sabato 30 gennaio 2010 
Casa del Popolo di Trionfale, p.le degli Eroi 9  (Metro A &#8211; Cipro)

La biografia di un importante militante della Volante Rossa, un&#8217;organizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Segnaliamo un&#8217;interessante iniziativa della Casa del Popolo di Trionfale, alla riscoperta di un&#8217;altra delle pagine dell&#8217;antifascismo tenuta nascosta negli anni: La Volante Rossa.</span></p>
<blockquote><p><span style="color: #ff0000;"><strong>ULTIMI FUOCHI DI RESISTENZA &#8211; <em>Presentazione del libro 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/segnalazioni/roma_trionfale.jpg" title="" class="shutterset_singlepic282" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/282__300x250_roma_trionfale.jpg" alt="roma_trionfale" title="roma_trionfale" />
</a>
<br />
</em></strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Sabato 30 gennaio 2010 </span></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Casa del Popolo di Trionfale, p.le degli Eroi 9  (Metro A &#8211; Cipro)</strong><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">La biografia di un importante militante della Volante Rossa, un&#8217;organizzazione di ex partigiani comunisti milanesi appartenuti alle brigate garibaldine che negli immediati anni del secondo dopoguerra decisero di non deporre le armi e di continuare una vigilanza e una concreta attività antifascista quotidiana. Insediati presso la Casa del Popolo di Lambrate, e legati da solidi rapporti affettivi oltre che ideologici, i militanti della Volante Rossa furono operativi fino al 1949, anno in cui la polizia riuscì a sgominarli definitivamente. Nel 1951 il processo a loro carico si concluse con ventitré condanne comprensive di quattro ergastoli. I condannati alle massime pene riuscirono, con il sostegno del Partito comunista, a riparare in Cecoslovacchia. A sessant&#8217;anni dai fatti narrati, la testimonianza del protagonista di questo libro è un documento storico. Un racconto di stupefacente linearità e chiarezza, una vicenda umana che esemplifica le contraddizioni etiche di una militanza comunista immersa nella realtà sociale e politica dei paesi del blocco socialista negli anni della Guerra Fredda. Il protagonista, successivamente graziato, risiede tuttora in Slovacchia. In Cecoslovacchia ha vissuto in presa diretta l&#8217;invasione sovietica del 1968 e il crollo del blocco socialista del 1989. La sua riabilitazione sociale con la piena riacquisizione di tutti i diritti civili è stata recentemente confermata dal Tribunale di Milano suscitando un vespaio di polemiche. </span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Introduce: Paolo Agrestini (Casa del Popolo)<br />
Interviene: Valerio Gentili (scrittore)<br />
Con la partecipazione dell&#8217;autore Massimo Recchioni</span><br />
<span style="color: #ff0000;">Promuove: Casa del Popolo &#8211; Trionfale</span></p></blockquote>
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		<title>&#8220;PATRIA, SOCIALISMO O MUERTE!&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 18:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antimperialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[patria]]></category>
		<category><![CDATA[socialismo]]></category>
		<category><![CDATA[venezuela]]></category>

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		<description><![CDATA[Incontro e dibattito sulla Rivoluzione bolivariana e sul nuovo vincente socialismo del Venezuela di Chavez 
 
Sabato 23 gennaio 2010, ore 17,00
Magazzini Popolari Casalbertone, 
via B. Orero 61
 
Quasi due secoli fa il generale venezuelano Simon Bolivar combatté per emancipare l’America latina dal giogo colonialista. Sotto il vessillo nero della pirateria, un teschio con le tibie incrociate e la scritta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff0000;"><em>Incontro e dibattito sulla Rivoluzione bolivariana e sul nuovo vincente socialismo del Venezuela di Chavez </em></span><span style="color: #ff0000;">
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/manifesti-iniziative/manifesto-chavez.jpg" title="" class="shutterset_singlepic280" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/280__300x250_manifesto-chavez.jpg" alt="manifesto-chavez" title="manifesto-chavez" />
</a>
</span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;"> </span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;">Sabato 23 gennaio 2010, ore 17,00</span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;">Magazzini Popolari Casalbertone, </span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;">via B. Orero 61</span></h2>
<p> </p>
<p><span style="color: #ffffff;">Quasi due secoli fa il generale venezuelano Simon Bolivar combatté per emancipare l’America latina dal giogo colonialista. Sotto il vessillo nero della pirateria, un teschio con le tibie incrociate e la scritta, rossa “Libertà o Morte”, che il Libertador portava con se nelle sue numerose campagne di Liberazione, si radunarono a migliaia gli oppressi e i popoli del Venezuela, del Perù, della Colombia, dell’Ecuador, di Panama. OGGI, i colori rossoneri tornano a sventolare, vincenti, nel Nicaragua sandinista, in Uruguay, nel Salvador mentre la Rivoluzione bolivariana riaccende le speranze di riscatto di tutti i popoli latinoamericani, fornendo nel contempo all’umanità intera un esempio di dignità e Resistenza al pensiero unico, allo sfruttamento capitalista, all’imperialismo.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Studiando il caso del Venezuela<span style="color: #ffffff;"> del colonnello Hugo Chavez, avanguardia insieme al suo popolo nella lotta per il socialismo, analizzeremo la storia, i contenuti e le aspettative del processo rivoluzionario del XXI secolo.</span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #888888;"><em>Interverranno : </em></span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">Jose Luis Berroteran Acosta - ambasciatore venezuelano </span>in Italia</span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">Fabio Nobile &#8211; segretario PdCI Roma</span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">PROMUOVE: Patria Socialista</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>VIA DEI VOLSCI RESISTE!</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 18:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[rash roma]]></category>
		<category><![CDATA[sgombero]]></category>
		<category><![CDATA[volsci]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo il comunicato della RASH Roma sulla mobilitazione del 21 gennaio contro il tentato sgombero della sede di via dei Volsci 26. 
Sempre spalla a spalla nella lotta, con il fuoco e con il cuore di questa città ribelle e mai domata.
 

La RASH Roma ringrazia tutti i compagni, i centri sociali, le realtà cittadine e San [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">Pubblichiamo il comunicato della RASH Roma sulla mobilitazione del 21 gennaio contro il tentato sgombero della sede di via dei Volsci 26. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ffffff;">Sempre spalla a spalla nella lotta, con il fuoco e con il cuore di questa città ribelle e mai domata.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #c0c0c0;">La RASH Roma ringrazia tutti i compagni, i centri sociali, le realtà cittadine e San Lorenzo per la partecipazione alla mobilitazione del 21 Gennaio contro il tentato sgombero dei locali “22″ e “26″ di via dei Volsci. Da oggi abbiamo la rinnovata consapevolezza di poter fare affidamento su realtà diverse capaci, però, di dimostrare una grande forza unitaria per il raggiungimento di obiettivi comuni.<br />
Sullo sgombero: La longa manus della politica di palazzo ha cercato di sfruttare alcune procedure d’uffico, innescate dal fallimento della società immobiliare prorietaria degli immobili, col vile intento di cancellare in un sol colpo 30 anni di lotte sociali portate avanti, sempre in prima linea, dalle occupazioni di via dei Volsci.<br />
SAPPIANO questi signori che, oggi come ieri, siamo determinati a portare avanti le nostre battaglie contro le speculazioni, il degrado e in difesa dei soggetti meno tutelati.<br />
SAPPIA chi di dovere che non ci siamo fatti intimidire nè lo faremo in futuro.<br />
Pronti a difendere ad ogni costo ciò che ci appartiene ed è patrimonio del nostro quartiere, della nostra città e di tutti coloro che lottano per un alto ideale di giustizia sociale.<br />
Gli spazi sociali sono di chi li vive attivamente giorno per giorno non di speculatori immobiliari e/o politici.<br />
Lanciamo un appello al cuore ribelle di questa città affinchè la mobilitazione sia continua, vigile e sempre pronta.<br />
Non abbassiamo la guardia! Ora e sempre Resistenza.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">RASH Roma ///</span></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>SOLIDARIETA&#8217; AGLI ARDITI VERONESI</title>
		<link>http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/?p=432</link>
		<comments>http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/?p=432#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 11:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[arditi del popolo]]></category>
		<category><![CDATA[verona]]></category>

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		<description><![CDATA[Riportiamo di seguito il comunicato degli antifascisti veronesi, che combattono sotto la sigla &#8220;Arditi del Popolo sezione di Verona&#8221;, tenuti prigionieri per la loro determinazione, il loro coraggio, il loro onore.
Vogliamo così esprimere la nostra solidarietà a chi non si è fermato dopo aver resistito ad un vile attacco fascista che, 2 contro 30, ha provocato centinaia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Riportiamo di seguito il comunicato degli antifascisti veronesi, che combattono sotto la sigla &#8220;Arditi del Popolo sezione di Verona&#8221;, tenuti prigionieri per la loro determinazione, il loro coraggio, il loro onore.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Vogliamo così esprimere la nostra solidarietà a chi non si è fermato dopo aver resistito ad un vile attacco fascista che, 2 contro 30, ha provocato centinaia di punti di sutura su tutto il corpo. A chi non si ferma oggi davanti alla repressione.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> </span></p>
<blockquote>
<p align="center"><span style="color: #c0c0c0;"><strong>COMUNICATO SULLA REPRESSIONE AGLI ANTIFASCISTI</strong></span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">I compagni antifascisti arrestati a Verona, ora entrambi agli arresti domiciliari da oltre 2 mesi, stanno subendo continui attacchi e intimidazioni da parte dei Carabinieri e della Digos di Verona. In particolare uno dei due compagni riceve più volte al giorno controlli domiciliari dai solerti sbirri molto pressanti. La digos di Verona con azioni di terrorismo sta cercando di far perdere il lavoro al compagno, recandosi più volte sul posto di lavoro, minacciando, intimidendo e facendo pressioni perché lo si licenzi o che i colleghi abbiano paura a frequentarlo. L’azione terrorista è stata coadiuvata dai già noti pennivendoli della stampa asservita di Verona, con una valanga di articoli di merda farciti di balle e supposizioni. Il pubblico ministero Celenza della procura di Verona, che già rifiutò i domiciliari per problemi cardiaci all’antifascista, ora indispettito dalla concessione del giudice che volle ugualmente concedere i domiciliari per gravi motivi di salute, e sempre più sotto pressione dalla DIGOS, non ha alcuna intenzione di rilasciare benefici o alcun cambio alla situazione detentiva dei compagni. E’ una forma di “pressione” e annientamento del sistema politico di giudici e polizia, contro chi si oppone e lotta con coraggio e determinazione contro fascismo, razzismo, e il quotidiano terrorismo e violenza che lo stato e il capitalismo applicano su tutti. I compagni sono accusati d’aver preso a pugni in un luogo pubblico un noto fascista di Forza Nuova veronese, Mauroner Giulio, che 4 anni prima assieme a una trentina di nazisti aveva accoltellato i due antifascisti. Egli è indagato in una miriade di aggressioni razziste e fasciste, anche assieme a due forzanovisti condannati per l’omicidio di Nicola Tommasoli, e con gli altri squadristi che aggredirono e pestarono una ragazza fuori un bar di Piazza Viviani. La codardia e l’infamità fascista è esemplare. Il suo stesso avvocato è un noto esponente dell’estrema destra veronese (Alternativa Antagonista, vicina a Casa Pound) e uno dei difensori degli assassini di Tommasoli. Ovviamente queste indagini sono ferme e chiuse, per la questura scaligera il problema non sono gli omicidi fascisti, ma gli antifascisti che si organizzano difendendosi e lottando. Ne siamo lieti e felici!! Speriamo di essere per questo cancro di magistrati, giornalisti asserviti, sbirri e politicanti, un problema ingestibile sempre!!! Rilanciamo la lotta antifascista e anticapitalista ai tanti antifascisti e antifasciste che da tutta Italia ed Europa sono stati vicino ai due compagni, a tutti/e i/le compagni/e che quotidianamente lottano contro ogni forma di ingiustizia e di razzismo, contro lo sfruttamento e il capitale, i rivoluzionari nelle carceri. Anche in questo momento difficile di repressione e omicidi di stato nelle prigioni e nelle strade italiane, in condizioni drammatiche per la privazione della propria libertà e vita, rilanciamo l’antifascismo militante come unica pratica, teoria e organizzazione possibile a chi ci vorrebbe tutti morti, schiavi o seppelliti nelle prigioni di stato!!</span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"> </span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>NON UN PASSO INDIETRO!! SEMPRE ARDITI!! SEMPRE ANTIFASCISTI!!</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">PRIGIONIERI ANTIFASCISTI</span></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>COSTRUENDO LA PATRIA NUOVA</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 18:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antimperialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[chavez]]></category>
		<category><![CDATA[discorso]]></category>
		<category><![CDATA[gramsci]]></category>
		<category><![CDATA[patria]]></category>

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		<description><![CDATA[Un assaggio della nostra prossima iniziativa &#8220;Patria, Socialismo o muerte!&#8220;&#8230;
2 Giugno 2007, il colonnello Hugo Chavez soldato della classe operaia parla al popolo di Caracas citando Antonio Gramsci.
&#60;&#60;Voi sapete che mi appassiona molto la storia, perché la storia è maestra, è specchio, è la fonte da cui dobbiamo bere per comprendere i nostri tempi, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #999999;">Un assaggio della nostra prossima iniziativa &#8220;<strong>Patria, Socialismo o muerte!</strong>&#8220;&#8230;</span></p>
<p><em><span style="color: #ff0000;">2 Giugno 2007, il colonnello <strong>Hugo Chavez</strong> soldato della classe operaia parla al popolo di Caracas citando Antonio Gramsci.</span></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">&lt;&lt;Voi sapete che mi appassiona molto la storia, perché la storia è maestra, è specchio, è la fonte da cui dobbiamo bere per comprendere i nostri tempi, è la base della filosofia, così dice Marx in diversi scritti. I grandi hanno dovuto appoggiarsi necessariamente alla storia. La filosofia non è altro che l&#8217;espressione degli eventi storici interpretati dai pensatori e strutturati in corpo filosofico. Quello che oggi vediamo, quelle strutture, quegli edifici, questa valle, quei barrios, questa strada, sono il prodotto di una storia. Noi siamo il prodotto di una storia. [...]<br />
 <br />
Stiamo scrivendo pagine della nuova storia, e in così poco tempo è successo molto.[...]</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">In questi giorni ho ricevuto il segretario generale del Comitato Centrale del Partito Comunista del Vietnam, il compagno Man, col quale abbiamo ricordato una delle massime, uno degli appelli, una delle linee strategiche fondamentali del compagno Ho Chi Minh, liberatore del popolo vietnamita, quando diceva &#8220;Unità, unità, unità, vittoria, vittoria, vittoria&#8221;: solo l&#8217;unità ci permetterà di continuare a conseguire vittorie, e ci assicurerà le future vittorie di cui hanno bisogno il nostro popolo, la nostra patria, la nostra rivoluzione.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Approfitto di queste parole per insistere sul processo unitario del partito, di tutto il popolo, della classe operaia, dei contadini, dei movimenti culturali; per sottolineare l&#8217;importanza dell&#8217;unità nazionale, dell&#8217;unità delle forze armate bolivariane, dell&#8217;unità del popolo bolivariano. Ricordiamo Simon Bolivar, che con il suo impegno, con la sua speranza, col suo fuoco libertario continua ad insegnarci. Diceva Bolivar &#8220;Se non fondiamo l&#8217;anima, lo spirito, il corpo, la speranza  nazionale in un tutto unico, la società finirà per essere un combattimento corpo a corpo per la sopravvivenza, e un nuovo colonialismo sarà ciò che lasceremo ai posteri.&#8221;</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Compagni venezuelani di tutte le latitudini, continuiamo a rafforzare la grande unità nazionale per assicurare la vittoria sempre, la vittoria per sempre.<br />
L&#8217;unità dev&#8217;essere estesa a tutti gli ambiti della realtà, della struttura e della sovrastruttura, direbbe Antonio <strong>Gramsci</strong>, e voglio tornare al suo pensiero per utilizzarne le idee.<br />
Utilizzando il suo pensiero illuminante capiamo ogni giorno di più ciò che sta succedendo oggi qui in Venezuela, dove l&#8217;oligarchia venezuelana insieme ai suoi alleati, l&#8217;oligarchia mondiale e la borghesia internazionale, si sono nuovamente scagliati contro il popolo, contro la morale, contro l&#8217;etica, la verità, contro il governo bolivariano, contro la sovranità nazionale, ed hanno attaccato di nuovo questo umile soldato presidente del Venezuela.<br />
Per quanto riguarda la mia persona non m&#8217;importa, dicano pure di me ciò che vogliono! Che i rappresentanti della borghesia internazionale vadano lontano, fuori dalle palle! Molto lontano! Glielo imponiamo dalle strade del popolo libero. Questa è una patria libera. Un popolo libero! Alcune sere fa è passato di qui un mio buon amico nordamericano, rappresentate democratico nel Congresso degli USA. Abbiamo parlato alcune ore di temi d&#8217;attualità, ora che contro il Venezuela si scagliano di nuovo il Congresso USA, una frazione minoritaria dell&#8217;Europarlamento, perfino il Parlamento brasiliano, e i giornali e le televisioni delle grandi catene mondiali manipolate dai loro padroni, rappresentanti dell&#8217;élite mondiale, che pretende di imporre ai popoli la volontà imperiale. Gli ho detto che per quel che mi riguarda non mi importa essere paragonato, da questi poderosi mezzi di comunicazione mondiale e in questi spazi dominati dall&#8217;élite mondiale, a Hitler e Mussolini. Non mi interessa.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Qualcuno qualche giorno fa mi chiedeva infatti come mi sentivo per il fatto che tutti o quasi tutti i media del mondo mi hanno rappresentato come il tiranno del Venezuela, il dittatore, il carnefice, il repressore dei giovani venezuelani.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">In sostanza che mi chiamino Hitler o Mussolini non m&#8217;importa. Lo dico a tutti, borghesia venezuelana inclusa: m&#8217;importa solo della dignità del popolo del Venezuela, della sovranità nazionale; posso morire ma non torno indietro.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Al contrario, se l&#8217;oligarchia venezuelana crede di frenarci con le sue minacce, con le sue manipolazioni, con i suoi piani destabilizzatori, può toglierselo dalla testa. Ogni piano eversivo dell&#8217;oligarchia diretta dall&#8217;impero nordamericano, avrà come risposta una nuova offensiva rivoluzionaria. Qui lo dico e così sarà. Attenzione dunque all&#8217;importanza dell&#8217;unità, alla coscienza per interpretare la realtà, per comprendere le nostre debolezze e combatterle: le minacce che ci pioveranno addosso sempre.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Per vedere i nostri punti deboli e rafforzarli, per intendere dunque la situazione complessiva nella quale siamo. Per questo torno ad avvalermi del pensiero di quel grande rivoluzionario italiano, <strong>Antonio Gramsci</strong>. Che nessuno si scoraggi, che nessuno rallenti nel lavoro quotidiano e nell&#8217;assunzione delle proprie responsabilità per far avanzare i piani rivoluzionari in tutti i fronti di lotta, da quello economico a quello sociale e politico, da quello territoriale e internazionale a quello della morale. [...]</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Per interpretare ciò che stiamo vivendo, compagni, ci  è molto utile <strong>Antonio Gramsci</strong>,  l&#8217;autore di quella tesi che abbiamo ripetuto molte volte: <span id="more-391"></span> &#8220;Una vera crisi storica si ha quando ciò che muore non finisce di morire e ciò che nasce non smette di nascere&#8221;. In quello spazio si presenta una autentica crisi organica, crisi storica, crisi totale.<br />
Qui in Venezuela non ce ne dimentichiamo, da vari anni siamo in una crisi gramsciana, storica. Quello che sta morendo non ha ancora finito di morire, e quello che sta nascendo, non ha smesso di nascere. All&#8217;inizio degli anni &#8216;80 il Venezuela era già entrato in una crisi storica, e oggi dopo 20 anni siamo nell&#8217;epicentro della crisi, buona parte dei prossimi anni faranno parte di questa crisi storica fino a che non sarà definitivamente morta la IV repubblica e non sarà compiutamente nata la V, la Repubblica Socialista e Bolivariana del Venezuela. Saremo sempre in una crisi dalle diverse sfumature, dai diversi colori, che si esprime in svariate forme nella realtà fenomenica, nella realtà visibile in superficie.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Dunque Gramsci ha abbozzato e sviluppato la tesi del blocco storico, l&#8217;egemonia di una classe che riesce a creare un blocco storico nel quale si possono ben identificare le strutture e le sovrastrutture. Perdonatemi se sono un po&#8217; accademico, ma so che il livello culturale del nostro popolo ha fatto un enorme salto di qualità, e che in ogni luogo e momento siamo tutti in grado di riflettere su queste teorie che illuminano la realtà per meglio comprenderla, e <strong>Gramsci</strong>, quando parla di sovrastruttura, ascoltate bene, la sovrastruttura del blocco storico dominante, dice che essa ha due livelli: la società politica e la società civile. La prima possiamo riassumerla bene nelle istituzioni dello Stato e del governo, dunque nelle istituzioni politiche; la seconda è un complesso di istituzioni economiche, di organismi o istituzioni comunemente dette &#8220;private&#8221;, attraverso le quali la classe dominante può diffondere, estendere e collocare in tutti gli spazi della vita la sua ideologia, e qui arriviamo alla odierna realtà venezuelana. Una delle grandi contraddizioni che abbiamo oggi in Venezuela, è precisamente lì, tra la società politica &#8211; lo Stato che ha sperimentato un processo di trasformazione e liberazione &#8211; e una società, detta civile, di istituzioni comunemente private, che adesso non controllano lo Stato. La classe dominante del Venezuela si era strutturata in un blocco storico con il nome di &#8220;<strong>Patto di Puntofijo</strong>&#8220;.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Essa riuscì a subordinare lo Stato alla società civile, quindi la società politica venne subordinata alla società civile, intendendo questa nel senso gramsciano che ho menzionato.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Che succede quando Hugo Chàvez arriva al governo del Venezuela per volontà della maggioranza della popolazione? La società civile dominante cerca di impadronirsi di Chàvez, ma Chàvez non si è mai subordinato, né mai lo farà, a questa vecchia società civile del &#8220;<strong> Patto di Puntofijo</strong> &#8220;.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">La società cosiddetta civile possiede un insieme di istituzioni, <strong>Gramsci</strong> le elenca, e una di esse è la Chiesa, perciò la élite cattolica si scaglia contro di noi, la spiegazione storico-scientifica è questa. L&#8217;élite cattolica, con alcune eccezioni, che non sono altro che eccezioni, sempre e in tutto il mondo si è alienata, ha fatto parte dei blocchi dominanti del capitalismo [...]</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">In quasi tutta l&#8217;America, durante gli ultimi 100 anni e più, la chiesa, i mezzi di comunicazione e il sistema scolastico, sono stati i tre grandi corpi organici che Gramsci segnala come le istituzioni fondamentali della società civile, usate per diffondere nelle classi sociali e nei ceti popolari la propria ideologia dominante. Gramsci classifica l&#8217;ideologia in strati. La forma più elaborata dell&#8217;ideologia è la filosofia. Visto che non possiamo essere tutti filosofi, le classi dominanti hanno elaborato diversi strati di ideologia e così esse hanno i loro filosofi, le loro scuole e i loro libri di filosofia attraverso i quali impregnano dell&#8217;ideologia dominante la società.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Ma c&#8217;è un secondo livello sotto quello della filosofia: il neoliberalismo, per esempio, possiede una sua filosofia, ma a livello filosofico è molto elaborato e non è digeribile dagli strati sociali subalterni. La classe dominante, quindi, elabora le tesi della libertà del mercato e di espressione (intesa come la intendono loro, manipolandola), le tesi dell&#8217;integrazione in un modello tipo ALCA, che è la proposta dell&#8217;impero nordamericano. Elabora un corpus di idee che si riferisce alla democrazia borghese, con la divisione dei poteri, l&#8217;alternanza, la rappresentanza come fondamento della democrazia, grandi menzogne, ma sono il corpo ideologico di quella filosofia egemonica che in Venezuela e in buona parte dell&#8217;occidente ha dominato per più di 100 anni.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un terzo livello negli strati ideologici secondo Gramsci è quel che egli chiama il senso comune, che è il prodotto dell&#8217;immersione nella filosofia e nell&#8217;ideologia dominante, in diverse forme, attraverso le telenovele, i film, le canzoni, la propaganda, etc. [...]</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Compagni, qui ci sono alcuni elementi &#8211; ripeto -  per comprendere bene ciò che sta succedendo. Noi stiamo liberando lo Stato, perché la società civile borghese controllava lo Stato venezuelano a proprio piacere, manipolava il governo, il potere legislativo, quello giudiziario, le imprese statali, la Banca pubblica, il bilancio nazionale. Stanno perdendo tutto questo, se non totalmente, nella sostanza. E ora sono ripiegati nei nuclei duri della società civile borghese, utilizzando, a volte in modo disperato, gli spazi che gli rimangono in quelle istituzioni segnalate da Gramsci: la Chiesa, i mezzi di comunicazione e il sistema educativo. Da qui l&#8217;importanza di capire lo scenario della battaglia[...]</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">In tutto ciò, a noi non rimane che continuare a conformare il nuovo blocco storico [...]</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Continuiamo con i cinque motori costituenti, a pieno ritmo, nella costruzione del socialismo, a livello politico, costruendo la democrazia socialista; a livello economico costruendo l&#8217;economia socialista; etico, attivando la nuova morale socialista; sociale, costruendo la maggior quantità di felicità possibile; la nuova geopolitica nazionale; la nuova geometria del potere; la nuova geopolitica internazionale; il mondo multipolare.<br />
[…] Chiaro, le élite internazionali sono preoccupate, e per questo attaccano con tanta furia, perché temono che l&#8217;esempio del Venezuela si estenda ad altri paesi dove credono di essere i padroni.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Noi, dunque, continuiamo a lavorare con le due mani per costruire il nuovo blocco storico, costruendo il socialismo, la nuova società politica che sarà lo Stato sociale, lo Stato socialista, la Repubblica socialista, in tutti i suoi livelli: il potere centrale, i poteri locali, i governi comunali. Voi dal basso, dalla base, continuate a costruire il nuovo Stato, la nuova società politica. La vecchia società civile elitaria, borghese, filofascista, che indossa le camice nere di Mussolini per accusarmi di essere come Mussolini, che indossa le camice brune di Hitler per paragonarmi a Hitler, quella vecchia società civile borghese deve essere trasformata, ascoltate bene, nella nuova società socialista. Società socialista, Stato socialista, Repubblica socialista, struttura socialista, sovrastruttura socialista! E questo è ciò che teme la borghesia venezuelana, che seguendo le istruzioni di Washington cerca una volta ancora di realizzare qui una di quelle chiamate, tra virgolette, rivoluzioni colorate.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">[…] Possiamo dire che se questa strategia della Casa Bianca, dei cosiddetti colpi di stato di velluto, o rivoluzioni colorate, ha funzionato relativamente, qui la polverizziamo. I simboli che usa sono gli stessi, le camice nere, la bandiera rovesciata, incluso quello show in cui alcuni ragazzi quando arriva la stampa soprattutto internazionale, corrono e si inginocchiano davanti ad una polizia che non gli sta facendo niente, si abbassano e alzano le mani. È uno show preparato affinché quella foto faccia il giro del mondo. È in questo modo che hanno potuto generare alcune crisi in paesi i cui governi non si sottomettono a Washington. Qui stanno cercando di farlo, utilizzando certi mezzi di comunicazione, giocando coi sentimenti dei venezuelani, con il sentimentalismo a buon mercato, con il quale diedero l&#8217;addio a quel vecchio canale che non voglio neanche nominare, che non mi ricordo neanche come si chiamava, non me lo ricordo, l&#8217;unica cosa che so è che oggi il canale 2 è TVeS, la nuova televisione venezuelana sociale, questo è ciò che so.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">Quindi stanno cercando, come dicono, di surriscaldare la piazza, utilizzando alcuni ragazzi, alcuni attori televisivi, alcune attrici che vanno per le strade piangendo, inscenando un dramma, una telenovela, un teleshow, ma per questo non dico di abbassare la guardia, no, tutto il contrario. Con queste grandi manifestazioni di oggi, il popolo venezuelano ha dato una risposta molto ferma e precisa. Un piccolo segnale di ciò </span>che succederà all&#8217;oligarchia venezuelana se continuerà nel suo impegno destabilizzatore, un piccolo segnale del fatto che qui non possono farcela. Stiano allerta da tutte le parti, i lavoratori, i contadini, i governi locali, regionali, gli studenti, le donne, gli uomini, le Forze Armate. Tutti allerta, non passeranno! Vi batteremo di nuovo, signori della borghesia imperialista!</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">[…] Come ho già detto all&#8217;inizio, compagni, mi complimento con tutti per questa contundente dimostrazione di unità popolare, di coscienza popolare e rivoluzionaria. A partire da oggi, che si mantenga il contrattacco bolivariano in tutto il paese, nelle strade! Il popolo nelle strade, nelle fabbriche, nelle università, nei licei, da tutte le parti un vero contrattacco ideologico, politico, popolare, nazionale e internazionale.oggi comincia quel che a me più piace: il contrattacco!</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">A me piace molto il contrattacco!</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">[…] Continuiamo dunque a giocare il nostro ruolo, e soprattutto voi, ragazzi, assumete il vostro ruolo, questo è il tempo in cui occorre che il movimento studentesco si metta all&#8217;avanguardia insieme alla classe operaia e con i contadini al fianco dei soldati venezuelani, per fare la storia.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Costruendo la patria, costruendo il nuovo Venezuela, continuiamo dunque secondo il punto di vista gramsciano a sotterrare il vecchio blocco, il vecchio blocco storico, e a costruire quello nuovo. Tornate a casa con tutta calma, perché domani ci si svegli ben riposati, perché è l&#8217;ultimo giorno del processo di iscrizione e registrazione dei militanti del grande Partito Socialista Unito che sta nascendo in questo momento&#8230;sta nascendo per accompagnare il popolo, gli studenti, gli indigeni, i contadini, le donne, la classe operaia, cavalcando gli orizzonti della Patria Nuova.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Vi saluto col grido di sempre: </span><span style="color: #ff0000;"><strong>Patria, Socialismo, o Muerte!</strong> Venceremos!</span><span style="color: #ffffff;">&gt;&gt;</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>TUTTI PRESENTI!</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 18:37:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[rash]]></category>
		<category><![CDATA[sgombero]]></category>
		<category><![CDATA[via dei volsci]]></category>

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		<description><![CDATA[Riportiamo di seguito il comunicato della RASH Roma riguardo l&#8217;atto di sgombero della sede di Via dei Vosci 26.
Non aggiungiamo altro, se non che, senza esitazioni, rispondiamo PRESENTI! alla chiamata dei nostri compagni.
 
Il giorno 21 gennaio 2010 si terrà l&#8217;atto di SGOMBERO dello spazio sociale sito in Via dei Volsci 26 .
Occupato nel 1973 da Collettivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Riportiamo di seguito il comunicato della RASH Roma riguardo l&#8217;atto di sgombero della sede di Via dei Vosci 26.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Non aggiungiamo altro, se non che, senza esitazioni, rispondiamo <strong>PRESENTI!</strong> alla chiamata dei nostri compagni.</span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"> </span></p>
<blockquote><p><span style="color: #c0c0c0;">Il giorno 21 gennaio 2010 si terrà l&#8217;atto di SGOMBERO dello spazio sociale sito in Via dei Volsci 26 .</span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Occupato nel 1973 da Collettivi di Operai e Studenti, che, tramandandolo di generazione in generazione, ne hanno fatto punto di aggregazione e partecipazione per le lotte sociali e cittadine, facendolo così divenire uno dei luoghi più importanti sul territorio romano per la rivendicazione della giustizia sociale, oggi è la sede di diversi gruppi dediti al mantenimento e al rinnovamento di quello che è stato il suo &#8220;spirito&#8221; nel corso degli anni, tra i quali la Rash Roma, e di una parte dell&#8217; &#8220;archivio storico del Movimento Operaio&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Negli ultimi anni, una nuova ondata repressiva ha portato a numerosi sgomberi, arresti e discriminazioni verso i movimenti di lotta, arrivando ad interessare anche questo posto con la minaccia di operare l&#8217;ennesima speculazione edilizia in un quartiere ormai ostaggio della movida notturna e del degrado che ne comporta.</span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Per questo invitiamo le realtà del quartiere, le realtà sociali di Roma e tutti coloro che credono ancora in una giustizia raggiungibile attraverso le lotte sociali e nel mantenimento della memoria storica, a presentarsi giovedì 21 gennaio alle ore 9 in via dei Volsci 26, al fine di impedire un eventuale sgombero.</span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Alziamo la testa contro la repressione, difendiamo i nostri spazi con ogni mezzo e non rendiamoci complici di chi vuole cancellare spazi e coscienza popolare.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">RASH ROMA &#8220;Via dei Volsci, 26&#8243;</span></p></blockquote>
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		<title>ONORE AL COMANDANTE GUIDO PICELLI</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 20:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[arditi del popolo]]></category>
		<category><![CDATA[parma]]></category>
		<category><![CDATA[picelli]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/segnalazioni/picelli.jpg" title="" class="shutterset_singlepic281" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/281__320x240_picelli.jpg" alt="picelli" title="picelli" />
</a>
Domani 5 Gennaio riccorrerà il 73° anniversario dalla morte del comandante Guido Picelli, Ardito del popolo, combattente antifascista in Spagna, figura pura ed esemplare del combattentismo rivoluzionario. Da anni il Comune parmense fa orecchie da mercante rispetto alle numerose richieste degli antifascisti cittadini affinchè si eriga un monumento in onore dell&#8217;uomo che guidò la vittoriosa resistenza del popolo dell&#8217;Oltretorrente alla calata delle decine di migliaia di camice nere agli ordini di Italo Balbo, nell&#8217;agosto </span>1922:</span></p>
<blockquote><p><span style="color: #999999;"><span style="color: #ff0000;"><em>Fu Parma a salvare, allora, l&#8217;onore del proletariato italiano&#8230; Parma con il successo della sua resistenza, dovuto alla partecipazione unitaria di tutte le componenti del movimento operaio e popolare, costituì un luminoso punto di riferimento per la lotta contro il fascismo.</em></span></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #999999;"><br />
Di seguito la vita, vissuta tutta in prima linea, dell&#8217;Ardito Guido Picelli:<span id="more-404"></span><br />
</span><br />
<span style="color: #ffffff;">&lt;&lt;Figlio di un cocchiere e di una portinaia, nacque a Parma il 9 Settembre 1889. Cominciò a lavorare come apprendista orologiaio, ma ben presto dette una prima prova del suo carattere avventuroso e impulsivo fuggendo di casa con una compagnia di guitti. Dal 1906 al 1912 girovagò per l&#8217;Italia settentrionale, recitando anche, a quel che sembra, nella compagnia di Ermete Zacconi. L&#8217;amore per il teatro non lo avrebbe abbandonato neppure dopo il ritorno a casa: aperto per vivere un piccolo negozio di orologeria, fondò infatti la Compagnia filodrammatica stabile di Parma n.1. Iscrittosi giovanissimo al partito socialista, allo scoppio della &#8220;grande guerra&#8221; ne condivise le posizioni neutraliste; si arruolò poi volontario nella Croce rossa ma ciò non gli evitò il trasferimento in fanteria, presso il cui 112° reggimento prestò servizio come sottotenente di complemento, riportando una medaglia di bronzo al valore e una ferita a una gamba. Dall&#8217;esperienza della guerra, che non mancò di colpirlo profondamente, P. trasse la convinzione che fosse un suo precipuo dovere assistere quanti ne erano stati colpiti; si impegnò così nella  nell&#8217;organizzazione parmense della Lega proletaria tra invalidi, reduci, orfani e vedove di guerra, che lo elesse segretario nel 1919. [...]<br />
Soprattutto uomo d&#8217;azione, nell&#8217;acuta crisi sociale e politica del dopoguerra P. maturò una particolare sensibilità per i problemi dell&#8217;organizzazione militare del proletariato, e fin dal 1920 costituì a Parma una Guardia rossa autonoma. Composto soprattutto da giovani socialisti (&#8221;i più turbolenti elementi sovversivi&#8221; a detta del prefetto) e mal tollerato dal partito, questo organismo non raggiunse mai una grande consistenza [...] L&#8217;iniziativa più clamorosa fu quella del sabotaggio di un treno carico di soldati in partenza per l&#8217;Albania, effettuato il 28 Giugno 1920 e seguito dall&#8217;immediato arresto di P. Per uscire dal carcere egli dovette attendere le elezioni politiche del maggio 1921, per le quali il PSI presentò la sua candidatura-protesta e che lo videro eletto con 20.294 voti. Tornato così in libertà, P. si trovò di fronte una situazione radicalmente mutata, nella quale al dilagare dell&#8217;offensiva fascista facevano riscontro la passività del movimento operaio e la divisione tra socialisti e comunisti, con le ostilità e il settarismo che ne erano derivati. A Parma per giunta tutto ciò si inseriva in un cronico stato di divisione e di contrapposizione tra socialisti, sindacalisti dell&#8217;USI e deambrisiani. Convinto che fosse necessario contrapporsi al fascismo sul piano della lotta armata, nell&#8217;estate del 1921 P. diede vita a Parma al corpo degli Arditi del popolo, riuscendo a ricrerare attorno ad esso una vasta unità delle forze proletarie, nonostante l&#8217;opposizione di numerosi dirigenti del PCI e del PSI. &#8220;NELL&#8217;INTERESSE COLLETTIVO -aveva scritto P. il 4 giugno su &lt;&lt;L&#8217;Idea&gt;&gt;- &#8220;DEVONO TACERE I VARI DISSENSI POLITICI, SCOMPARIRE LE QUESTIONI INDIVIDUALI, I PICCOLI RANCORI, VECCHI E NUOVI, PENSANDO SOLO CHE OGNI ESSERE E&#8217; L&#8217;ELEMENTO INDISPENSABILE ALLA COESIONE E ALLA COSTITUZIONE DI QUELLA FORZA IMMENSA CHE E&#8217; DATA DALL&#8217;UNIONE AI SINGOLI. VOGLIO SPERARE CHE PRESTO SI CESSERA&#8217; DI OFFRIRE IL TRISTE SPETTACOLO DELLA DISUNIONE: LE TRE CAMERE DEL LAVORO SPARIRANNO, SI FONDERANNO IN UNA E LA NOSTRA PROVINCIA FATTA FORTE DARA&#8217; FINALMENTE BATTAGLIA CERTA DEL BUON ESITO DI ESSA&#8230; VIVA L&#8217;UNITA&#8217; PROLETARIA!&#8221;<br />
E in effetti, nelle file degli Arditi del popolo accorsero sindacalisti e anrchici, socialisti e comunisti[...] P. non attese gli attacchi dei fascisti ma passò decisamente all&#8217;offensiva [...] il I maggio 1922 lo stesso P. poteva trarre questo bilancio dell&#8217;opera svolta: &#8220;IN TUTTA LA VALLE PADANA, PARMA E&#8217; L&#8217;UNICA CITTA&#8217; CHE NON SIA CADUTA IN MANO AL FASCISMO OPPRESSORE. LA NOSTRA CITTA&#8217;, COMPRESA UNA BUONA PARTE DELLA PROVINCIA, E&#8217; RIMASTA UNA FORTEZZA INESPUGNABILE, MALGRADO I TENTATIVI FATTI DALL&#8217;AVVERSARIO. IL PROLETARIATO PARMENSE NON HA PIEGATO E NON PIEGA&#8221;.<br />
Ma se fino a quel momento, grazie al suo coraggio personale, allo stretto rapporto con le masse instaurato giorno per giorno nei rioni popolari della città e al suo prestigio di capo degli Arditi, P. poteva dirsi uno degli uomini più amati e popolari di Parma, presto la sua figura sarebbe entrata nella leggenda [...] La prova di forza venne in occasione dello &#8220;sciopero legalitario&#8221; dell&#8217;agosto 1922, che a Parma e nella provincia riuscì compatto e totale: agli ordini di Balbo, per far cessare lo sciopero e conquistare &#8220;l&#8217;ultima roccaforte&#8221; del movimento operaio, conversero sulla città le squadre fasciste dell&#8217;intera Italia settentrionale. Ma in tre giorni di ripetuti assalti, i fascisti di Balbo non riuscirono ad avere ragione degli Arditi del popolo, i quali, asserragliati nei quarieri del Naviglio e dell&#8217;Oltretorrente, con il sostegno attivo di tutta la popolazione [...]opposero un&#8217;eroica resistenza e costrinsero infine il nemico a ritirarsi sconfitto, lasciando sul terreno 39 morti e 150 feriti [...] Ciò che non era riuscito ai fascisti fu poi compiuto dall&#8217;esercito, alla cui ingiunzione di sgomberare i quartieri già trasformati in fortilizi gli Arditi non poterono opporre ragionevole resistenza [...] P. denunciato e incarcerato per breve tempo nel mese di ottobre [...] nel maggio del 1923 fu costretto a trasferirsi a Roma per evitare per evitare le conseguenze dell&#8217;odio dei fascisti verso il principale artefice della loro umiliazione [...] Dopo l&#8217;ingresso nel partito comunista P., che già il 1° maggio 1924 aveva fatto parlare di sè per aver spiegato una grande bandiera rossa sul balcone di Montecitorio [...] finì per incorrere più volte nelle aggressioni dei fascisti, nel parlamento e nelle vie di Roma.<br />
[...] Dopo le leggi eccezionali fu condannato a 5 anni di confino a Lampedusa, poi, nel febbraio 1927, a Lipari [...] prosciolto dal confino, all&#8217;inizio del &#8216;32, espatriò clandestinamente in Francia [...] espulso dal paese nel &#8216;34, si rifugiò in Unione sovietica, dove lavorò come operaio in una fabbrica di cuscinetti a sfera. Dopo lo scoppio della guerra civile fu uno dei primi volonari ad accorrere in Spagna a difesa della Repubblica [...] mise a frutto le sue sperimentate capacità militari addestrando personalmente il gruppo di volontari che avrebbe poi guidato in battaglia. Un mese dopo con trecento garibaldini, giunse sul fronte di Madrid, dove fu nominato comandante di compagnia [...] partecipò quindi alla battaglia di Mirabueno. Qui sull&#8217;altura di El Matoral, cadde alla testa dei suoi uomini il 5 gennaio 1937. Una imponente manifestazione a Madrid rese l&#8217;estremo saluto a P. mentre a Parma e in tutta l&#8217;Italia l&#8217;esempio leggendario del vincitore di Balbo caduto per la libertà di Spagna alimentava la coscienza antifascista e la volontà di riscossa di un numero crescente di cittadini&gt;&gt;</span></p>
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		<title>&#8220;Il Reichstag brucia?&#8221; CUI PRODEST?</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 19:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il Reichstag brucia?&#8221; Questo era il titolo di un volantino diffuso, pochi giorni dopo il 12 Dicembre di quaranta anni fa, in Piazza Fontana e davanti alle più importanti fabbriche di Milano nel momento di massima criminalizzazione del movimento antagonista. Il testo del volantino, esempio solitario di immediata comprensione della strategia paragolpista che sottintendeva alle bombe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">&#8220;Il Reichstag brucia?&#8221; Questo era il titolo di un volantino diffuso, pochi giorni dopo il 12 Dicembre di quaranta anni fa, in Piazza Fontana e davanti alle più importanti fabbriche di Milano nel momento di massima criminalizzazione del movimento antagonista. Il testo del volantino, esempio solitario di immediata comprensione della strategia paragolpista che sottintendeva alle bombe del 12 Dicembre, anticipava coraggiosamente quello che l&#8217;opinione pubblica &#8220;democratica&#8221; avrebbe scoperto, in parte, solo alcuni mesi più tardi. Così recitava l&#8217;incipit del testo:</span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><em>&lt;&lt;Di fronte al montare del movimento rivoluzionario, malgrado la metodica<br />
azione di recupero dei sindacati e dei burocrati della vecchia e nuova<br />
&#8220;sinistra&#8221;, diviene fatale per il Potere rispolverare ancora una volta la<br />
vecchia commedia dell&#8217;ordine, giocando questa volta la falsa carta del<br />
terrorismo, nel tentativo di scongiurare la situazione che lo costringerà a<br />
scoprire tutto il suo gioco di fronte alla chiarezza della rivoluzione.&gt;&gt;<br />
</em><br />
40 anni dopo, in un clima sociale e politico profondamente mutato e a fronte alla rotta senza fine del movimento operaio organizzato, il governo più reazionario che la storia repubblicana ricordi trasforma un episodio isolato ed estemporaneo, il lancio di una STATUETTA al primo ministro, in un pericoloso PARADIGMA, addirittura il prodromo di una rinnovata e possibile minaccia terroristica scientemente pianificata (col gran rispolvero iperbolico degli epiteti tanto cari al giornalismo dei &#8216;70, &#8220;ANNI DI PIOMBO&#8221;-&#8221;CATTIVI MAESTRI&#8221; ecc. ecc.), innescata dall&#8217;INSANO modo di concepire la politica di quelle aree che si mostramo, legittimamente peraltro, poco o nulla ossequiose e/o accomodanti verso le politiche governative. Quello che oggi il governo può temere non è certo una fantomatica minaccia rivoluzionaria quanto l&#8217;accrescersi e il saldarsi dei numerosi focolai di protesta sociale che già da tempo covano rabbiosi sotto la cenere dell&#8217;imbavagliamento mediatico. Il POPOLO sembra cominciare a stancarsi di essere turlupinato, stufo, più in generale, di una CLASSE politica oscenamente trasversale. La REALTA&#8217; rischia seriamente di superare la FANTASIA: quando l&#8217;ottimistica sequela di spot propagandati dai quattro quinti dei TG nazionali morderà la polvere, a quale ARMI ricorrerà questo esecutivo ammalato di popolarità, immeritata, ad ogni costo? Nel frattempo meglio cercare di chiudere i conti preventivamente con quelle aree che possono rappresentare un imminente PERICOLO, meglio trasformare l&#8217;isolato Tartaglia, nonostante le indagini dicano altro, nella punta di diamante di una ILLIBERALE COSPIRAZIONE ORGANICA, ricorrendo per decreto alla chiusura di quei siti che propagandano VIOLENZA (in base a quale criterio? Quello politico?) limitando il sacrosanto diritto alla protesta di piazza (se verrà impedita la contestazione dei comizi altrui, si arresteranno per intero i presidii antifascisti che impediscono le manifestazioni dei NAZISTI di FORZA NUOVA? Dov&#8217;è la COSTITUZIONE?). Tutto questo mentre a gran voce dai microfoni di RADIO PADANIA i militanti leghisti (la LEGA, la spina dorsale del GOVERNO DELL&#8217;AMORE) chiedono a gran voce la BASTONATURA dei ragazzi dei centri sociali. L&#8217;ODIO che oggi sembra tanto inorridire Berlusconi e la sua corte dei miracoli è la &#8220;qualità&#8221; specifica con cui la Destra due anni fa ha vinto le elezioni in questo paese, fomentando gli istinti peggiori contro le minoranze politiche, religiose, etniche. La Destra che oggi ambisce ad essere il &#8220;partito dell&#8217;amore&#8221; è la stessa che ha introdotto pochi mesi fa, nella Patria forgiata dal sangue versato in nome di uomini come Garibaldi e Mazzini, il REATO DI CLANDESTINITA&#8217; (che si legge REATO DI POVERTA&#8217;), che a livello locale partorisce abominii come il &#8220;WHITE CHRISTMAS&#8221;, che vanta tra i suoi più insigni esponenti, figuri che da un lato vagheggiano nuove &#8220;MARCE SU ROMA&#8221; (di centinaia di migliaia di camicie, da nere diventate verdi), dall&#8217;altro augurano a quella Sinistra che si mostra poco accomodante e concertativa di &#8220;ANDARE A MORIRE AMMAZZATA&#8221;! E&#8217; la stessa Destra che a livello locale, nella capitale, spalleggia e foraggia economicamente i nazisti i Casapound (e non solo anche di quelli, più spudorati, che promuovono convegni sulle WAFFEN SS), apponendo sui loro manifesti lo scudetto comunale (ROMA, CITTA&#8217; MEDAGLIA D&#8217;ORO ALLA RESISTENZA) . In questo quadro schizofrenico si inseriscono ad arte le campagne mediatiche, pompate sulle inesistenti minacce bombarole, si tirano in ballo ancora una volta gli anarchici, con la stessa infamità di 40 anni fa.</span></p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">E&#8217; TEMPO CHE IN QUESTO PAESE TORNINO A SUONARE LE CAMPANE A STORMO E LE FORZE SANE, PURE DELL&#8217;OPPOSIZIONE SOCIALE RIALZINO LA GUARDIA.<br />
</span></strong></p>
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		<title>SOLIDARIETA&#8217; AI COMPAGNI RUSSI</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 13:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<description><![CDATA[Inseriamo anche noi, insieme a molte realtà nel mondo, il comunicato della RASH United sulla morte del compagno Kostolom, uno dei maggiori esponenti dell&#8217;antifascismo russo, assassinato a 26 anni sotto casa sua poche settimane fa. Il testo parla da solo, null&#8217;altro c&#8217;è da aggiungere.
DENUNCIA PUBBLICA INTERNAZIONALE – R.a.s.h. United – dal 1.993
Denunciamo con forza la morte del nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Inseriamo anche noi, insieme a molte realtà nel mondo, il comunicato della RASH United sulla morte del compagno Kostolom, uno dei maggiori esponenti dell&#8217;antifascismo russo, assassinato a 26 anni sotto casa sua poche settimane fa. Il testo parla da solo, null&#8217;altro c&#8217;è da aggiungere.</span> 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/segnalazioni/kostolom.jpg" title="" class="shutterset_singlepic255" >
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</a>
</p>
<blockquote><p><span style="color: #ff0000;"><strong>DENUNCIA PUBBLICA INTERNAZIONALE</strong> – R.a.s.h. United – dal 1.993</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #c0c0c0;">Denunciamo con forza la morte del nostro compagno e amico Ivan Khutorskoy – Kostolm – avvenuta il 16 novembre di quest’anno, davanti all’ingresso della sua casa in via Khabarovsk, a est di Mosca, in Russia. Denunciamo il suo vile assassinio, un atto di vigliaccheria che mette in evidenza la debolezza dei fascisti mentre assistono al prosperare delle idee della rivoluzione nelle menti di un popolo umiliato e sottomesso da tanto tempo da quegli stessi oligarchi che non vogliono vedere risorgere un nuovo avvenire di giustizia sociale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #c0c0c0;">Ciò dimostra chiaramente come questi idioti siano solo una elitè piccolo-borghese che serve a difendere gli interessi dei ricchi in qualsiasi parte del mondo e a tal fine porta avanti queste azioni criminali, che hanno come risultato il nostro moltiplicarci e che ci danno il motivo della nostra esistenza, per costruire un futuro degno con LIBERTA’, UGUAGLIANZA E SOLIDARIETA’ in tutti gli angoli del mondo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #c0c0c0;">Per questo motivo esprimiamo solidarietà con i compagni antifascisti russi per le numerose perdite subite, rinforzando prima di tutto lo spirito combattivo che dobbiamo mantenere in questi momenti difficili. Inviamo un saluto fraterno da compagni a tutta la famiglia di Ivan e ai suoi compagni di lotte: sappiano che tutto questo cambierà e che ci muoveremo in tutte le aree dove siamo presenti con azioni dirette, coscienza di classe e disciplina rivoluzionaria – perché i fascisti NON PASSERANNO! Questo lo giuriamo!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #c0c0c0;">Denunciamo il narco-governo russo di Dimitry Medvedev, complice di tutti questi omicidi mirati, e di tutti i suoi ministri perché permettono la crescita e rafforzamento di questi gruppi radicali di estrema destra. Così come denunciamo soprattutto tutti i gruppi fascisti presenti in questa zona, dal Partito Nazional Socialista Russo, al NSO, il HCO, il RNE, il Slavjanskij Sojuz, fino al PHE Russo. Tutti questi gruppi sono coinvolti direttamente nella morte del nostro compagno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #c0c0c0;">Facciamo un appello a tutta la comunità mondiale e ai movimenti sociali perché si esprimano su questa vicenda e facciamo così una forte pressione politica affinché a questi idioti venga tolta qualsiasi agibilità, ricordandoci che il modo più efficace è organizzarci e perseguirli con un’attività seria, ferrea e popolare.</span></p>
</blockquote>
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		<title>UNA STRAGE LUNGA 40 ANNI</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 15:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[anni di piombo]]></category>
		<category><![CDATA[piazza fontana]]></category>
		<category><![CDATA[strage]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
&#8220;Il nostro è un Paese senza memoria e verità, e io per questo cerco di non dimenticare.&#8221;
Leonardo Siascia
 
12 dicembre 1969
Un ordigno contenente sette chili di tritolo esplode alle 16,37, nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana, a Milano. Il bilancio delle vittime è di 16 morti e 87 feriti.
12 dicembre 2009
A 40 anni dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="cit_elenco_ctl07_cit_autore">
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</a>
</div>
<div><span style="color: #888888;"> </span></div>
<div><span style="color: #888888;"><em><span style="color: #c0c0c0;">&#8220;Il nostro è un Paese senza memoria e verità, e io per questo cerco di non dimenticare.&#8221;</span></em></span></div>
<div><strong><span style="color: #ff0000;">Leonardo Siascia</span></strong></div>
<div><strong> </strong></div>
<div><span style="color: #ffffff;"><strong>12 dicembre 1969<br />
</strong>Un ordigno contenente sette chili di tritolo esplode alle 16,37, nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana, a Milano. Il bilancio delle vittime è di 16 morti e 87 feriti.<br />
<strong>12 dicembre 2009</strong></span></div>
<div><span style="color: #ffffff;">A 40 anni dalla strage fascista, come spesso accade in questo paese, esecutori e mandanti sono impuniti a piede libero.</span></div>
<div><span style="color: #ffffff;"> </span></div>
<div><strong><span style="color: #ff0000;">VERITA&#8217; E GIUSTIZIA PER I MORTI DI PIAZZA FONTANA.</span></strong></div>
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		<title>PARLANDO DI MEMORIA STORICA&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 21:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[anarchia]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[malatesta]]></category>

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		<description><![CDATA[“La libertà che noi vogliamo per noi e per gli altri, non è la libertà assoluta, astratta metafisica, che in pratica si traduce fatalmente in oppressione del debole; ma è la libertà reale, la libertà possibile, che è la comunanza cosciente degli interessi, la solidarietà volontaria.” 
Errico Malatesta
TENUTO CONTO DELLO STATO DI IGNOBILE ABBANDONO IN [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><em><span style="color: #c0c0c0;">“La libertà che noi vogliamo per noi e per gli altri, non è la libertà assoluta, astratta metafisica, che in pratica si traduce fatalmente in oppressione del debole; ma è la libertà reale, la libertà possibile, che è la comunanza cosciente degli interessi, la solidarietà volontaria.” </span></em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em></em><span style="color: #ff0000;">Errico Malatesta</span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">TENUTO CONTO DELLO STATO DI IGNOBILE ABBANDONO IN CUI VERSA LA TOMBA DEL CONDOTTIERO ANARCHICO ERRICO MALATESTA, MARTIRE DELLA LIBERTA&#8217; E DELLA CLASSE OPERAIA, ABBIAMO EFFETTUATO UN PRIMO SOPRALUOGO AL VERANO, INSIEME AI COMPAGNI DELLA CASA DEL POPOLO DI TRIONFALE, CON IL PRECISO INTENTO NON SOLO DI RIDARE IL MERITATO LUSTRO ALLA SUA LAPIDE, MA ANCHE DI RICREARE,CON LA RISCOPERTA DI QUEL LUOGO COLPEVOLMENTE DIMENTICATO, UN PERCORSO DI MEMORIA PER LE NUOVE GENERAZIONI ATTRAVERSO I LUOGHI SIMBOLO DELLA SUA VITA. MORTO NEL LUGLIO 1932, MALATESTA RIMASE NEGLI ANNI BUI DEL VENTENNIO UN FIERO E INCROLLABILE AVVERSARIO DEL REGIME FASCISTA SCEGLIENDO VOLONTARIAMENTE DI NON ABBANDONARE LA CAPITALE E L&#8217;ITALIA PER AFFRONTARE LA BATTAGLIA SEMPRE IN PRIMA LINEA. UOMO ONESTO E SINCERO, ANIMATO DA UNA RARA TENSIONE ETICA, MALATESTA SEPPE GUADAGNARE ATTORNO ALLA SUA FIGURA IL CONSENSO E LA SIMPATIA NON SOLO DEGLI ANARCHICI MA DI TUTTI I MILITANTI PROLETARI E ANTIFASCISTI, INDIPENDENTEMENTE DALL&#8217;APPARTENENZA POLITICA. UN UOMO, INSOMMA, LONTANO ANNI LUCE DALLO STEREOTIPO DEGLI ODIERNI VOLTAGABBANA POLITICI/POLITICANTI NOSTRANI, VIGLIACCHI E TREMEBONDI. IL GIORNO DEL SUO FUNERALE LE AUTORITA&#8217; FASCISTE VIETARONO CATEGORICAMENTE CHE LA CERIMONIA ASSUMESSE UNA PUR MINIMA DIMENSIONE PUBBLICA, IMPEDENDO, CON I MEZZI PIU&#8217; SLEALI, CHE IL POPOLO DI ROMA PORTASSE L&#8217;ESTREMO SALUTO ALL&#8217;APOSTOLO DELLA LIBERTA&#8217;. LA LAPIDE VENNE COLLOCATA IN UN&#8217;AREA PERIFERICA DEL CIMITERO MONUMENTALE DEL VERANO NEL PIU&#8217; COMPLETO ANONIMATO. GUARDIE E POLIZIA POLITICA FURONO INCARICATE DI IMPEDIRE A CHIUNQUE DI AVVICINARSI.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">I RAGAZZI DI SAN LORENZO E TRIONFALE OGGI HANNO PORTATO FIORI E DATO UNA PRIMA, SOMMARIA  RIPULITA ALLA LAPIDE. PER CHIUNQUE VOLESSE RECARSI A VISITARE LA TOMBA, ESSA E&#8217; UBICATA NEL QUADRANTE N.30 NEI PRESSI DEL TEMPIETTO EGIZIO. L&#8217;INGRESSO PIU&#8217; VICINO E&#8217;, VENENDO DA SAN LORENZO, IL PENULTIMO SULLA TIBURTINA PRIMA DEL PONTE DELLA STAZIONE.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/?page_id=9&amp;album=1&amp;gallery=14" target="_self"><span style="color: #ff0000;">Clicca qui per vedere le foto del sopralluogo.</span></a></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Patria Socialista</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ONORE A TE, PRESIDENTE EVO MORALES</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 12:04:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo i sondaggi post elettorali, sfondando il tetto del 60% dei consensi, Evo Morales Ayma, è stato riconfermato, ieri, presidente della Bolivia, dai cinque milioni e duecentomila aventi diritto al voto. Evo Morales, ha distanziato nettamente il rivale, l’impresario, indagato per corruzione Manfred Reyes Villa, ex militare ed ex governatore di Cochabamba, candidato del Plan [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #c0c0c0;">Secondo i sondaggi post elettorali, sfondando il tetto del 60% dei consensi, Evo Morales Ayma, è stato riconfermato, ieri, presidente della Bolivia, dai cinque milioni e duecentomila aventi diritto al voto. Evo Morales, ha distanziato nettamente il rivale, l’impresario, indagato per corruzione Manfred Reyes Villa, ex militare ed ex governatore di Cochabamba, candidato del <em>Plan Progreso para Bolivia</em> . Dopo di lui è giunto, col 7%, Samuel Doria Medina, di <em>Unidad Nacional</em> . Per il prossimo quinquennio, 2010-2015, il partito del presidente, <em>Movimiento al Socialismo</em> , ha ottenuto oltre i due terzi delle due camere della <em>Asamblea Plurinacional</em> , composta da 130 deputati e 36 senatori. Anche se i risultati definitivi saranno resi pubblici questa sera, risulta chiaro come Morales abbia mantenuto il suo gradimento nelle zone rurali, migliorando quello della zona est del paese, a lui tradizionalmente ostile.</span></p></blockquote>
<p><span style="color: #c0c0c0;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/f90hfQOCIHA" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/f90hfQOCIHA"></embed></object></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Un&#8217;altra patria socialista viene riconfermata in Sud America dal volere del popolo che lavora.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Un&#8217;altra patria socialista continua a sottrarsi all&#8217;imperialismo statunitense.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>UN&#8217;ALTRA PATRIA SOCIALISTA SALUTA IL PROPRIO INNO E LA PROPRIA BANDIERA CON LA MANO SUL CUORE ED IL PUGNO CHIUSO VERSO IL CIELO.</strong></span></p>
<p> </p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8220;Nella cultura occidentale, chi viene <span style="color: #ffffff;">eletto pensa immediatamente a come guadagnare denaro. A quale impresa esigere il 10%, il 15%, in cambio del privatizzare questo o quello; sono quelle che chiamate tangenti. Ma se guardiamo alla nazione come una famiglia, e la famiglia per noi è molto importante, questo tipo di autorità non risponde alle esigenze della famiglia, di quella famiglia che è la Bolivia. La nostra cultura, le comunità indigene, si muovono su altre basi. I nostri principi si basano sul <em>&#8216;ama sua, ama llulla, ama qh&#8217;ella&#8217;</em>, che in lingua aymara significa non rubare, non mentire e non battere la fiacca. Questi precetti, che ci vengono dalle nostre autorità originali, sono così importanti che ritengo che basandosi su questi si possa cambiare la società. Pertanto io affermo che </span>il movimento indigeno è la riserva morale dell&#8217;umanità. [...] Le nostre politiche oggi sono orientate contro quel modello economico, a recuperare la dignità della Patria, a favorire l&#8217;uguaglianza tra i boliviani.&#8221;</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Evo Morales</strong></span></p>
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		<title>STAMPA PARTIGIANA CLANDESTINA</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 19:48:40 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[documentazione]]></category>
		<category><![CDATA[partigiani]]></category>
		<category><![CDATA[stampa clandestina]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro &#8220;Centro di documentazione&#8221;, che va crescendo mese dopo mese, ha ora una nuova sezione: quella della stampa partigiana clandestina.
Veicolo di informazione, propaganda e incitamento alla lotta delle brigate partigiane, la stampa clandestina fu di fondamentale importanza per la vittoria sul nazi-fascismo. Raccoglierne alcune pagine nel nostro sito a più di 60 anni dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Il nostro &#8220;Centro di documentazione&#8221;, che va crescendo mese dopo mese, ha ora una nuova sezione: quella della stampa partigiana clandestina.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Veicolo di informazione, propaganda e incitamento alla lotta delle brigate partigiane, la stampa clandestina fu di fondamentale importanza per la vittoria sul nazi-fascismo. Raccoglierne alcune pagine nel nostro sito a più di 60 anni dalla loro uscita ha, oltre allo scopo puramente storicistico, anche quello di rendere possibile una doverosa e precisa analisi sui contenuti e sulle parole d&#8217;ordine dei distaccamenti ribelli.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/?page_id=292" target="_self"><span style="color: #ff0000;"><strong>Clicca qui per accedere alla sezione.</strong></span></a></span></p>
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		<title>DA CERTI SEMI NASCONO SOLO BEI FIORI</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 12:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<category><![CDATA[arditi del popolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Riflessioni e ringraziamenti dopo il pomeriggio dedicato agli Arditi del Popolo presso la Casa del Popolo di Trionfale
 
«Non sono venuto con un mazzo di fiori per Mussolini. 
Ero intenzionato di servirmi anche della rivoltella 
qualora non avessi ottenuto il mio scopo con la bomba».
 
(Dichiarazione in commissariato dell’ex Ardito del Popolo Gino Lucetti,
pochi minuti dopo l’attentato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><span style="color: #ffffff;">Riflessioni e ringraziamenti dopo il pomeriggio dedicato agli Arditi del Popolo presso la Casa del Popolo di Trionfale</span></strong></p>
<p><em><span style="color: #ffffff;"> </span></em></p>
<p align="center"><em><span style="color: #ffffff;">«Non sono venuto con un mazzo di fiori per Mussolini. </span></em></p>
<p align="center"><em><span style="color: #ffffff;">Ero intenzionato di servirmi anche della rivoltella </span></em></p>
<p align="center"><em><span style="color: #ffffff;">qualora non avessi ottenuto il mio scopo con la bomba».</span></em></p>
<p align="center"><em> </em></p>
<p align="right"><span style="color: #888888;">(Dichiarazione in commissariato dell’ex Ardito del Popolo Gino Lucetti,</span></p>
<p align="right"><span style="color: #888888;">pochi minuti dopo l’attentato alla vita del Duce, Porta Pia 11/09/1926)</span></p>
<p align="right"> </p>
<p><span style="color: #ffffff;">Sabato 21 Ottobre 2009, Rione Trionfale, piazzale degli Eroi 9, piano terra del palazzo dove visse e morì Errico Malatesta. La sede della Casa del Popolo di Trionfale sta per riempirsi di oltre un centinaio di persone accorse (in larga parte dal Rione e dal quadrante nord-ovest di Roma) per la presentazione del libro di Valerio Gentili <em>La legione romana degli Arditi del Popolo</em>. In un’epoca caratterizzata dal valore della quantità a scapito della qualità specifica, vogliamo però valorizzare la visita accorata da parte di alcuni abitanti del Rione Trionfale, nipoti di <em>Arditi del Popolo</em> del Trionfale. A loro il nostro più vivo ringraziamento, perché ci hanno dimostrato quanto, talvolta, possa essere sorprendentemente facile riannodare fili che sembrano irrimediabilmente perduti.</span></p>
<p align="center"><strong><span style="color: #ffffff;">* * * * *</span></strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Condividiamo la volontà di <em>Patria Socialista</em> (e di quegli studiosi e storici che da qualche anno se ne stanno occupando) di far riemergere pagine di storia troppo a lungo dimenticate, non già per darne una lettura “di comodo” a seconda dei propri legittimi orientamenti ideologici, ma per poter arricchire, collettivamente e complessivamente, il dibattito su quegli anni. La lezione degli <em>Arditi del Popolo</em> può essere <em>ri-attualizzata</em>? Oggi che come allora i compagni sono divisi in mille rivoli teorici e militanti e gli avversari appaiono scaltri nel guadagnare terreno, proprio come allora, tra le schiere operaie, proletarie e del ribellismo giovanile (la destra &#8220;politica&#8221; al centro-sud, la destra &#8220;xenofoba&#8221; al nord), noi crediamo si possa tentare di farlo. Non per “appiattire” le differenze tra aree e orientamenti politici differenti, ma per ritrovare quello “spirito” (<em>ardito</em> per chi ama questa definizione, di “coraggio e abnegazione” per chi non abbia a cuore di rispolverarla), che possa contribuire a far avanzare nel suo complesso le strutture e le individualità che nel variegato <em>milieu</em> della Sinistra operano e lottano.  Oggi che la Sinistra ha  conquistato molte aree culturali “<em>per bene</em>” (spesso totalmente estranee alla storia del movimento operaio, dell’antifascismo, del “rivoluzionarismo” comunista o anarchico) ma ha quasi totalmente smarrito il contatto con le borgate e con i luoghi dei conflitti reali (strade, stadi, quartieri periferici, rivolte sociali territoriali,” ecc), i soli luoghi (unitamente ai luoghi dello sfruttamento capitalistico del lavoro) da dove possa ripartire una riscossa autentica della vera Sinistra. Oggi che certo osceno pacifismo <em>radical-chic</em> sta stravolgendo elementi sacri e irrinunciabili della nostra Storia e spuntando le armi di nuove riscosse, auspichiamo che la Sinistra torni a essere composta da persone inclini al sacrifico più che al piagnisteo, forgiate dall’unione tra capacità d’azione e preparazione teorica, piuttosto che una <em>sinistra di opinione </em>che da troppi anni si autoalimenta nelle sue “riserve indiane”, spesso con atteggiamenti <em>anti-popolari</em>. Atteggiamenti che ne hanno minato la credibilità presso gli strati tradizionalmente &#8220;amici&#8221; della popolazione. E’ in questo senso che riteniamo valido l’ESEMPIO degli Arditi del Popolo: loro seppero senza tentennamenti, a differenza di altri, “<em>che fare</em>”! Seppero capire che talvolta, senza inutili balletti dialettici, è l’azione coraggiosa e tatticamente scaltra a portare alla vittoria e/o al respingimento delle istanze nemiche.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Chiudiamo ringraziando Patria Socialista per la interessante mostra di stampe d’epoca riguardante gli <em>Arditi del Popolo</em> che ci ha gentilmente lasciato in esposizione per qualche giorno. Esprimiamo a Voi la nostra solidarietà per le miserabili delazioni (scarsamente) intellettuali a mezzo tastiera subite da parte di qualche sedicente antifascista. Onore a TUTTI gli antifascisti caduti.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> <strong></strong></span></p>
<p align="right"><span style="color: #ff0000;">Compagni della Casa del Popolo di Trionfale</span></p>
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		<title>LA BANDIERA ROSSA SVENTOLA SUGLI UFFICI DEGLI SQUADRISTI</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 16:45:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
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		<category><![CDATA[eutelia]]></category>
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		<description><![CDATA[ROMA 26/11/2009
Oggi giovedì 26 novembre, 30 persone hanno occupato gli uffici della “Barani Group”, il service di “sicurezza” che ha prestato il braccio all’infame azione squadrista, verificatasi due settimane fa ai danni dei lavoratori che occupavano la sede dell’ Eutelia, pianificata dall’amministratore delegato della fabbrica.
La nostra azione aveva un duplice obbiettivo:
1) ESSERE MONITO CATEGORICO A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;">ROMA 26/11/2009</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Oggi giovedì 26 novembre, 30 persone hanno occupato gli uffici della “Barani Group”, il service di “sicurezza” che ha prestato il braccio all’infame azione squadrista, verificatasi due settimane fa ai danni dei lavoratori che occupavano la sede dell’ Eutelia, pianificata dall’amministratore delegato della fabbrica.<br />
La nostra azione aveva un duplice obbiettivo:</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">1) ESSERE MONITO CATEGORICO A TUTTI QUEI NOSTALGICI CHE, IN UN CLIMA DI CRESCENTE INTIMIDAZIONE A DANNO DI CHI LOTTA PER LA PROPRIA DIGNITA’ E IL PROPRIO POSTO DI LAVORO, RIMPIANGONO IL TRISTE ARMAMENTARIO DELLA CAMICIA NERA, DEL BASTONE E L’OLIO DI RICINO. CARI SIGNORI RISPONDEREMO COLPO SU COLPO ALLE VOSTRE INDEGNE PROVOCAZIONI, PRONTI A SCENDERE IN STRADA A DIFESA E AL FIANCO DI TUTTI QUEI LAVORATORI OFFESI E UMILIATI DALLA TRACOTANZA PADRONALE.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">2) RIAPRIRE IL DIBATTITTO SU QUANTO, NELLO SPECIFICO, ACCADUTO NELLA NOTTATA DEL BLITZ ALL’EUTELIA. DIETRO ALL’ODIOSO SCENARIO DELL’ATTACCO AI LAVORATORI CHE PRESIDIAVANO IL PROPRIO POSTO DI LAVORO SI CELA, INFATTI, UN’OSCURA MANOVRA. ALCUNI DOCUMENTI SAREBBERO STATI TRAFUGATI DAL DELEGATO AZIENDALE GRAZIE ALLA COPERTURA FISICA DI QUESTI UTILI IDIOTI, SPACCIATISI PER TUTORI DELLE FORZE DELL’ORDINE..</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">VOGLIAMO VERITA’ E CHIAREZZA CRISTALLINA SU QUANTO ACCADUTO!<br />
NEMICI DEI PREVARICATORI, DI CHI TRAMA PER DIVIDERE E OFFENDERE LE SACROSANTE LOTTE DEL MOVIMENTO DEI LAVORATORI. AL FIANCO DI CHI LOTTA NELLE FABBRICHE, NEGLI UFFICI, NELLE SCUOLE PER LA GIUSTIZIA SOCIALE.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">PATRIA SOCIALISTA-RASH ROMA-MAGAZZINI POPOLARI CASALBERTONE</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"> </span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/?page_id=9&amp;album=1&amp;gallery=15" target="_self"><span style="color: #ff0000;">Clicca qui per vedere alcune immagini dell&#8217;azione.</span></a></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>SUPPORTO ALLA LOTTA DEI LAVORATORI EX-EUTELIA</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:33:29 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[eutelia]]></category>
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		<description><![CDATA[Serata musicale prevista per oggi, mercoledì 25 novembre a partire dalle 20,30, organizzata dai lavoratorell&#8217;Agile (ex-Eutelia) a cui parteciperanno molti cantanti e non solo, in supporto della lotta portata avanti in questi mesi.
Una sera di canzoni sul lavoro, alla viglia dell&#8217;incontro di domani con il governo e del presidio sotto Palazzo Chigi, leggendo il diario di un mese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Serata musicale prevista per oggi, mercoledì 25 novembre a partire dalle 20,30, organizzata dai lavoratori
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/segnalazioni/eutelia.jpg" title="" class="shutterset_singlepic198" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/198__200x180_eutelia.jpg" alt="eutelia" title="eutelia" />
</a>
dell&#8217;Agile (ex-Eutelia) a cui parteciperanno molti cantanti e non solo, in supporto della lotta portata avanti in questi mesi.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Una sera di canzoni sul lavoro, alla viglia dell&#8217;incontro di domani con il governo e del presidio sotto Palazzo Chigi, leggendo il diario di un mese di occupazione.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>QUI BELFAST</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 17:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[belfast]]></category>
		<category><![CDATA[irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[rash]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo un&#8217;interessante iniziativa della RASH Roma 
QUI BELFAST &#8211; Presentazione del libro
 
Giovedì 26 novembre, ore 18,00/span>
Sede RASH Roma, via dei Volsci 26
 
DAL SITO DELLA RASH ROMA:
&#8220;Qui Belfast è una raccolta di articoli, pubblicati nel corso di vent’anni, con cui Silvia Calamati, oggi collaboratrice di RAI News 24, cerca di aprire ancora una volta una breccia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #888888;">Segnaliamo un&#8217;interessante iniziativa della RASH Roma </span></p>
<h2><span style="color: #888888;">QUI BELFAST &#8211; <em>Presentazione del libro</em></span></h2>
<h2><span style="color: #888888;"> </span></h2>
<h2><span style="color: #888888;">Giovedì 26 novembre, ore 18,00 
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/segnalazioni/manifesto-qui_belfast.gif" title="" class="shutterset_singlepic155" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/155__200x180_manifesto-qui_belfast.gif" alt="manifesto-qui_belfast" title="manifesto-qui_belfast" />
</a>
</span></h2>
<h2><span style="color: #888888;">Sede RASH Roma, via dei Volsci 26</span></h2>
<h2><span style="color: #888888;"> </span></h2>
<p><span style="color: #ffffff;">DAL SITO DELLA RASH ROMA:</span></p>
<blockquote><p><span style="color: #ffffff;">&#8220;Qui Belfast è una raccolta di articoli, pubblicati nel corso di vent’anni, con cui Silvia Calamati, oggi collaboratrice di RAI News 24, cerca di aprire ancora una volta una breccia nel muro di omertà e connivenze costruito attorno al conflitto nord-irlandese: una censura il cui prezzo più alto è stato pagato da migliaia di cittadini innocenti. Girando in lungo e in largo le sei contee nord-irlandesi la giornalista ha raccolto le voci di gente comune, ma anche di personalità di spicco del mondo politico e culturale e religioso. Ha inoltre seguito il difficile processo politico che ha portato, dagli inizi degli anni Ottanta, alla firma dello storico “Accordo del venerdì santo” dell’aprile 1998. Nonostante tale accordo non si è ancora giunti a una “pace con giustizia” in Irlanda del Nord. Oggi il tentativo di far affievolire in tempi brevissimi una memoria storica di un conflitto in cui Londra ha avuto pesantissime responsabilità si scontra con il pressante bisogno di portare alla luce la verità su quel che è accaduto, così come richiesto dai familiari delle vittime, dai più prestigiosi organismi internazionali per i diritti umani e da giornalisti indipendenti (come Brian Feeney, del quotidiano The Irish News di Belfast, o Roy Greenslade, del londinese The Guardian), i cui articoli sono riportati in questo libro.&#8221;</span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Promuove: RASH Roma</span></p>
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		<title>ARDITI DEL POPOLO</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 14:53:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[arditi del popolo]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo un articolo riassuntivo con documenti inediti sulla storia degli Arditi del Popolo, come introduzione all&#8217;iniziativa di sabato 21 novembre presso la Casa del Popolo di Trionfale.
Nati sul finire del giugno 1921 nella sezione romana dell&#8217;ANAI (Associazione Nazionale Arditi d&#8217;Italia) gli Arditi del Popolo rappresentano un tentativo organico e inedito di contrapporre risolutamente alla dilagante violenza dello squadrismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #ffffff;">Pubblichiamo un articolo riassuntivo con documenti inediti sulla storia degli Arditi del Popolo, come introduzione all&#8217;iniziativa di sabato 21 novembre presso la Casa del Popolo di Trionfale.</span></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Nati sul finire del giugno 1921 nella sezione romana dell&#8217;ANAI (Associazione Nazionale Arditi d&#8217;Italia) gli Arditi del Popolo rappresentano un tentativo organico e inedito di contrapporre risolutamente alla dilagante violenza dello squadrismo fascista un&#8217;efficace risposta in campo operaio.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">A fronte della manifesta incapacità dei partiti di classe di comprendere il piano nuovo, quello della violenza politica organizzata secondo un preciso criterio scientifico e militare, sul quale, a partire dalla fine del 1920, il fascismo mussoliniano traspone i tradizionali e sostanzialmente legalitari criteri del confronto politico, in ambienti numericamente e politicamente non irrilevanti, del combattentismo organizzato romano (quelli più sensibili alla questione sociale spalancata in Italia da biennio rosso) si organizzano per contrastare le camice nere nella lotta di strada e per strappare ad esse la tanto propagandata egemonia sui milieu del combattentismo.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Nella capitale, diversamente da quanto avviene in altre città italiane in cui sezioni e battaglioni degli Arditi del Popolo nasceranno soprattutto per impulso delle locali sezioni della Lega Proletaria Mutilati Invalidi e Reduci di Guerra, gli Arditi del Popolo di costituiscono attorno a tre diverse organizzazioni intrinsecamente legate all&#8217;interventismo, all&#8217;esperienza bellica, ma nel contempo portatrici di profonde e &#8220;ardite&#8221; istanze di rinnovamento sociale.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Grazie alla carismatica figura del Tenente Argo Secondari e alla componente sovversiva dell&#8217;ANAI (già maggioritaria nel giugno dell&#8217;anno precedente) si uniscono, nella riunione costitutiva del 27 giugno 1921 [SinglePic not found] la &#8220;Fratellanza tra gli Arditi d&#8217;Italia&#8221; (un&#8217;associazione di Arditi vicina agli ambienti anarchici e repubblicani nata nel marzo 1919) con oltre 100 militanti nella capitale, guidata da Vincenzo Baldazzi (futuro triumviro degli Arditi del Popolo) e dal segretario Ubaldo Cioccolanti (anarchico futuro capobattaglione di Testaccio) e il &#8220;Comitato Romano dell&#8217;Allealnza Rivoluzionaria&#8221; (un&#8217;organizzazione legata anch&#8217;essa agli ambienti dell&#8217;interventismo anarchico, che fa la sua comparsa in occasione dello sciopero generale del 10 aprile 1919) capitanata dall&#8217;anarchico interventista Attilio Paolinelli. [SinglePic not found] Sono queste tre componenti  a costituire il nucleo d&#8217;acciaio della legione romana degli Arditi del Popolo. Centinaia di ex soldati che si erano forgiati alla lotta politico e sociale nel corso delle cruente insorgenze popolari del biennio precedente per il diritto alla casa, contro il carovita e la penuria di generi alimentari. Attorno a questo nucleo, già protagonista dei fatti di Pietralata nel luglio 1919, si stringono, solo a Roma, migliaia di lavoratori. In ogni rione popolare della città si costituisce un battaglione di Arditi del Popolo. Memorabili le difese vittoriose della cintura periferica capitolina in occasione del congresso di fondazione del PNF (novembre &#8216;21), con le squadracce fasciste di tutta Italia costrette alla ritirata dopo aver cercato invano di espugnare, armi in pugno, i rioni sovversivi. Dinamica ripropostasi durante il congresso fascista laziale del &#8216;22. E ancora nel maggio seguente, nel corso della tumulazione della salma dell&#8217;eroe di guerra Enrico Toti.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Perfino nei giorni della marcia su Roma, col fascismo ormai trionfante grazie al placet reale, i rioni di San Lorenzo, Trionfale, Testaccio e Trastevere resistono come una trincea insuperabile agli assalti congiunti degli squadristi, delle guardie regie e delle forze di polizia.</span></p>
<p><em><span style="color: #888888;">Immagini e sintesi sono estrapolate dal libro &#8220;Roma Combattente&#8221; di Valerio Gentili (inedito, in uscita nella primavera 2010)  </span></em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/?page_id=129" target="_self"><span style="color: #ff0000;">Clicca qui per accedere alla sezione del Centro di documentazione dedicata agli Arditi del Popolo.</span></a></strong></span></p>
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		<title>DAL NULLA SORGEMMO</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 19:26:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[arditi del popolo]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
		<category><![CDATA[trionfale]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione del libro di Valerio Gentili 
&#8220;La legione romana degli Arditi del Popolo&#8221;  
 
 Sabato 21 novembre 2009, ore 17,00
Casa del Popolo di Trionfale, p.le degli Eroi 9.
 
Gli Arditi del Popolo marciano militarmente a squadre. Il primo battaglione è quello di Porta Pia-Salaria, segue il Tiburtino, poi il battaglione Trionfale e ancora i battaglioni Trastevere, Testaccio, Ponte, Popolo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff0000;"><em>Presentazione del libro <span style="color: #ff0000;"><em>di Valerio Gentili <span style="COLOR: #ff0000"><span style="COLOR: #ff0000">
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/manifesti-iniziative/arditi-trionfale.jpg" title="" class="shutterset_singlepic143" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/143__280x250_arditi-trionfale.jpg" alt="arditi-trionfale" title="arditi-trionfale" />
</a>
</span></span></em></span></em></span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;"><em>&#8220;La legione romana degli Arditi del Popolo&#8221;  </em></span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;"> </span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;"><em> </em></span><span style="color: #ff0000;">Sabato 21 novembre 2009, ore 17,00</span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;">Casa del Popolo di Trionfale, </span><span style="color: #ff0000;">p.le degli Eroi 9.</span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;"> </span></h2>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><span style="color: #ffffff;">Gli Arditi del Popolo marciano militarmente a squadre. Il primo battaglione è quello di Porta Pia-Salaria, segue il Tiburtino, poi il battaglione Trionfale e ancora i battaglioni Trastevere, Testaccio, Ponte, Popolo, Prati, Borgo, Santa Croce, Celio e San Giovanni. Il Direttorio nazionale è al completo così pure il Direttorio romano. Imponente è il battaglione Trionfale formato quasi completamente da fornaciai, di quei forti lavoratori che sono stati tra i più provati durante le cinque giornate e con coraggio indomito e con esemplare spirito di sacrificio, hanno saputo meravigliosamente fiaccare la prepotenza fascista. Visi bronzei, spalle quadrate, uomini d&#8217;acciaio animati da una fede ardente, dominati da una decisa, formidabile volontà di vittoria [...]</span></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Tratto da &#8221;<em>Tutto il popolo di Roma per le vittime del Fascismo</em>&#8220;, &#8220;L&#8217;Avanti!&#8221;, ed. romana, 19 novembre 1921</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">PROMUOVONO: Patria Socialista, Casa del Popolo di Trionfale</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"> </span></p>
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		<title>LA BATTAGLIA DI SAN LORENZO</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 20:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>

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		<description><![CDATA[Un ricordo della poderosa resistenza popolare organizzata dai battaglioni rionali e dal Direttorio cittadino degli Arditi del popolo capitolini a fronte dei continui tentativi, messi in atto da diverse migliaia di camice nere giunte da ogni angolo d&#8217;Italia, di espugnare i rioni ribelli della città. In seguito all&#8217;omicidio del ferroviere antifascista Guglielmo Farsetti, la mattina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Un ricordo della poderosa resistenza popolare organizzata dai battaglioni rionali e dal Direttorio cittadino degli Arditi del popolo capitolini a fronte dei continui tentativi, messi in atto da diverse migliaia di camice nere giunte da ogni angolo d&#8217;Italia, di espugnare i rioni ribelli della città. In seguito all&#8217;omicidio del ferroviere antifascista Guglielmo <span style="color: #ffffff;">Farsetti, la mattina del 9 novembre 1921 allo scalo di San Lorenzo, il Comitato di Difesa Proletaria romano dichiarava lo sciopero generale. In serata centinaia di squadristi milanesi, giunti alla stazione Tiburtina con un treno speciale, marciavano inquadrati e armati di tutto punto alla volta del rione sovversivo provocando e insultando gli abitanti </span><span style="color: #ffffff;">affacciati dalla case di via Tiburtina ma arrivati all&#8217;altezza di piazzale Tiburtino venivano costretti ad una precipitosa ritirata dall&#8217;intervento del battaglione degli Arditi del popolo di San Lorenzo, guidato dal futuro capo partigiano di Bandiera Rossa Renato Gentilezza. Nel furioso scontro a fuoco i fascisti meneghini lasciavano sul campo Francesco Baldini della squadraccia &#8220;Aldo Sette&#8221;.<br />
Una canzone, sull&#8217;aria della canzone patriottica &#8220;La leggenda del Piave&#8221;, ricorda questo episodio:</span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #c0c0c0;"> </span></span><br />
<em><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;"><strong>LA BATTAGLIA DI SAN LORENZO</strong><br />
Il padre di famiglia se ne stava al suo lavoro<br />
per guadagnare il pane ai figli loro<br />
O quanta gente ho visto alla stazione, e furon visti:<br />
eran quella canaglia dei fascisti.<br />
Il treno ferma e non andò più avanti,<br />
erano armati peggio dei briganti;<br />
s&#8217;udiva solo un colpo di moschetto<br />
e stramazzava al suolo il poveretto.<br />
Disse la mamma allora al figlio suo:<br />
E&#8217; stato ucciso proprio papà tuo.<br />
Sparsa la voce per la capitale,<br />
&#8220;Combatti&#8221; proclamò: sciopero generale!<br />
Sti quattro delinquenti co&#8217; le facce come er sego<br />
portavano la morte e il &#8220;me ne frego&#8221;;<br />
<span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">anche noi ce ne saressimo fregati<br />
se il </span><span style="color: #ffffff;">governo come a loro ci avesse armati.<br />
Ma roma è</span></span></span><span style="color: #ffffff;"> stata sempre bolscevica,<br />
trionfa sempre, sì, falce martello e spiga. </span></span></em></p>
<p><em></em><em><span style="color: #ffffff;"> </span></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Tratto da: Vettori Giuseppe, <em>Canzoni italiane di protesta 1794-1974</em>, Roma, Newton Compton, 1975</span></p>
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		<title>CON IL FUOCO NELLA MENTE</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 20:45:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antimperialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[lenin]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[unione sovietica]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo, come assaggio dell&#8217;iniziativa &#8220;Assalto al cielo&#8221; di sabato 7 novembre, alcuni stralci dell&#8217;opera &#8220;Con il fuoco nella mente. Le origini della fede rivoluzionaria&#8221; di J. H. Billington (Bologna, Il Mulino, 1986) che analizzano la Rivoluzione d&#8217;Ottobre e la strategia leninista.
&#8220;Lenin portò la tradizione rivoluzionaria dalla clandestinità al potere. Nel far ciò egli produsse la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Pubblichiamo, come assaggio dell&#8217;iniziativa &#8220;Assalto al cielo&#8221; di sabato 7 novembre, alcuni stralci dell&#8217;opera &#8220;Con il fuoco nella mente. Le origini della fede rivoluzionaria&#8221; di J. H. Billington (Bologna, Il Mulino, 1986) che analizzano la Rivoluzione d&#8217;Ottobre e la strategia leninista.</span></p>
<p><em><span style="color: #ffffff;">&#8220;Lenin portò la tradizione rivoluzionaria dalla clandestinità al potere. Nel far ciò egli produsse la maggior rottura nell&#8217;unità di fondo della civiltà europea dai tempi di Lutero.<br />
La rivoluzione bolscevica -la prima mai realizzata in nome di una dottrina detrministica, impersonale, materialistica- fu profondamente segnata dalla leadership carismatica di questo singolo individuo. Rientrato dal lungo esilio all&#8217;estero nell&#8217;aprile 1917 su di un treno piombato attraverso l&#8217;Europa sconvolta dalla guerra, Lenin guidò il suo paese d&#8217;origine al rovesciamento della fragile democrazia recentaemente istituita. Egli conquistò arditamente il potere a Pietroburgo nel novembre; ribattezzò la sua frazione bolscevica del partito socialdemocratico come &#8220;partito comunista&#8221; nel marzo successivo; riuscì a conservare il potere attraverso una lunga e sanguinosa guerra civile, nonchè costituì la Terza, o &#8220;comunista&#8221;, Internazionale nel gennaio 1919, in ripudio del socialismo democratico della Seconda.<br />
Il principale contributo di Lenin alla <span id="more-178"></span> storia non sta tanto nelle sue improvvisazioni come statista, quanto piuttosto nei suoi successi come rivoluzionario. Egli estese il potere d&#8217;attrazione del marxismo come dottrina rivoluzionaria dalla sua originaria focalizzazione sul proletariato urbano nelle società liberali occidentali ad una ideologia globale idonea per le elités intellettuali e le masse contadine del mondo extra-europeo, tradizionalmente autoritario. [...] </span></em></p>
<p><em><span style="color: #ffffff;">La presa del potere maturò verso la fine della guerra mondiale, quando l&#8217;Impero russo era ormai sfiancato dalla perdita di 5 milioni di soldati e dall&#8217;allontanamento di altri quindici dalla realtà produttiva. All&#8217;approssimarsi dell&#8217;inverno del 1916, con la carestia incombente e l&#8217;inflazione all&#8217;800%, la Russia fu scossa da tre successive onde d&#8217;urto. Prima si ebbe la &#8220;rivolta dall&#8217;alto&#8221; dei liberali moderati [...] Poi venne &#8220;l&#8217;insurrezione dal basso&#8221;, l&#8217;8 marzo 1917, con manifestazioni che poratrono a un migliaio di morti per le strade di Pietroburgo e alla sostituzione dello zarismo con un governo provvisorio impegnato a preparare un&#8217;assemblea costituente.<br />
Il terzo fu un coup d&#8217;etat bolscevico del novembre 1917, studiato e guidato da Lenin dopo il suo rientro dalla Svizzera a Pietroburgo in aprile. Lenin recò con sé la prospettiva di un&#8217;alternativa radicale per una Russia dilaniata dalla guerra, e negli incredibili sei mesi che portarono alla rivoluzione diede prova di una maestria tattica sconfinante nel genio.<br />
Il suo primo e più essenziale passo fu quello di identificarsi, in un&#8217;epoca di confusione totale, con la più utopistica di tutte le posizioni rivoluzionarie: la concezione anarchica della fine imminente di ogni autorità. Lenin capì che in un periodo in cui ogni legame tradizionale è stato reciso, la posizione più estremista può diventare improvvisamente la più pratica ed efficace per la mobilitazione delle masse. Così, immediatamente dopo la caduta dello Zar e prima di rientrare in Russia, Lenin si mise a studiare gli scitti di Bakunin sulla Comune di Parigi, e quindi stese di getto la sua grande opera di quell&#8217;anno, &#8220;Stato e rivoluzione&#8221; [...]<br />
Dunque, con la passione di un anarchico, Lenin respinse i corpi parlamentari borghesi, considerandoli semplici freni al processo  rivoluzionario. Lenin considerava quello presente come uno dei periodi in cui la storia si muove con la velocità di una locomotiva a tutto vapore piuttosto che come un &#8220;lento treno merci&#8221;. In un periodo del genere si trattava di &#8220;armare il popolo intero&#8221;, nonchè la formazione spontanea &#8220;del popolo costituito in comuni&#8221;. Ad un certo punto l&#8217;avanguardia &#8220;cosciente&#8221;, cioè il partito, si sarebbe sintonizzato con il movimento popolare &#8220;spontaneo&#8221;, che tentava di sfasciare le strutture oppressive del passato e di creare una &#8220;democrazia senza parlamentarismo&#8221;. [...] </span></em></p>
<p><em><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">Dopo aver mantenuto la propria ortodossia marxista per tutti i lunghi anni dell&#8217;emigrazione, Lenin improvvisamente si appropriò non solo di questo sogno anarchico ma anche della maggior parte delle </span>idee più originali degli altri suoi concorrenti rivoluzionari.&#8221;<br />
</span></em></p>
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		<title>&#8220;ASSALTO AL CIELO&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 17:43:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antimperialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[7 novembre]]></category>
		<category><![CDATA[lenin]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione]]></category>

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		<description><![CDATA[ Incontro e dibattito sulla Rivoluzione Sovietica 
 
Sabato 7 novembre 2009:
  ore 17,00 &#8211; Sally Brown, via degli Etruschi 3a:
Dibattito con la partecipazione di Carlo Fredduzzi (giornalista esperto di storia sovietica). A seguire aperitivo russo
  ore 22,00 &#8211; Spazio Sociale 26, via dei Volsci 26:
Festeggiamenti.
 
Sul finire di ottobre di quasi un secolo fa pattuglie d&#8217;avanguardia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff0000;"> </span><span style="color: #ff0000;"><em>Incontro e dibattito sulla Rivoluzione Sovietica </em></span><span style="color: #ff0000;"><em>
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/manifesti-iniziative/manifesto-7-nov-bassa-risol.jpg" title="" class="shutterset_singlepic114" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/114__280x250_manifesto-7-nov-bassa-risol.jpg" alt="manifesto-7-nov" title="manifesto-7-nov" />
</a>
</em></span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;"> </span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;">Sabato 7 novembre 2009:</span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;">  ore 17,00 &#8211; Sally Brown, via degli Etruschi 3a:</span></h2>
<p><span style="color: #ff0000;">Dibattito con la partecipazione di Carlo Fredduzzi (giornalista esperto di storia sovietica). </span><span style="color: #ff0000;">A seguire aperitivo russo</span></p>
<h2><span style="color: #ff0000;">  ore 22,00 &#8211; Spazio Sociale 26, via dei Volsci 26:</span></h2>
<p><span style="color: #ff0000;">Festeggiamenti.</span></p>
<h3><span style="color: #888888;"> </span></h3>
<p><span style="color: #ffffff;">Sul finire di ottobre di quasi un secolo fa pattuglie d&#8217;avanguardia di soldati e operai, a Mosca e Pietrogrado, davano l&#8217;assalto ai <span style="color: #ffffff;">cadenti fortilizi del vecchio ordine, postzarista e neodemocratico, liberando verso l&#8217;alto le energie giovani e creative della parte più avanzata della società. Armato di fede e volontà l&#8217;esercito di popolo (comunisti, anarchici, socialisti) cambiava per sempre il corso della storia, infondendo coraggio e determinazione alla lotta degli oppressi e dei lavoratori in ogni parte del mondo.</span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">Senza voler tessere lodi acritiche di un uomo o di un partito, senza fini </span>agiografici fuori tempo massimo, ma con pervicace spirito critico e autocritico che si misuri coi limiti storici dell&#8217;utopia, intendiamo affrontare ciò che resta in una società che sembra essere la negazione ontologica dell&#8217;ardimento e della volontà, di quel meraviglioso spirito rivoluzionario.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> </span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">PROMUOVONO: Patria Socialista, RASH Roma</span></p>
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		<title>REPORT dell&#8217;iniziativa &#8220;LA FIUME NASCOSTA&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 18:09:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con la lettura di un interessante e poco conosciuto documento a firma UNIONE SPIRITUALE DANNUNZIANA (l&#8217;organizzazione nata dalle ceneri dell&#8217;ANAI -Associazione Nazionale Arditi d&#8217;Italia- e della FNLF -Federazione Nazionale Legionari Fiumani-, entrambe sciolte d&#8217;autorità dal REGIME fascista nel 1924 in quanto invise all&#8217;ordine mussoliniano che infatti, gia alla vigilia della &#8220;marcia su Roma&#8221; aveva patrocinato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Con la lettura di un interessante e poco conosciuto documento a firma UNIONE SPIRITUALE DANNUNZIANA (l&#8217;organizzazione nata dalle ceneri dell&#8217;ANAI -Associazione Nazionale Arditi d&#8217;Italia- e della FNLF -Federazione Nazionale Legionari Fiumani-, entrambe sciolte d&#8217;autorità dal REGIME fascista nel 1924 in quanto invise all&#8217;ordine mussoliniano che infatti, gia alla vigilia della &#8220;marcia su Roma&#8221; aveva patrocinato a Bologna la fondazione, in aperta opposizione a queste organizzazioni, della addomesticabile FNAI &#8211; Federazione Nazionale Arditi d&#8217;Italia), risalente alla fine del 1924 ed elaborato dal Consiglio nazionale di detta associazione per reazione all&#8217;omicidio di Stato dell&#8217;onorevole socialista Giacomo Matteotti, ha avuto inizio il dibattito sullo Stato libero di Fiume (non su Mario Carli). Circa 90 persone hanno partecipato con grande interesse e attivamente a questo doveroso approfondimento su uno degli episodi rivoluzionari più misconosciuto in ambito storiografico e politico, colpevolmente e acriticamente archiviato da certa sinistra come <span id="more-107"></span> &#8221;prova generale&#8221; della successiva &#8220;marcia su Roma&#8221;, di mussoliniana matrice. </span><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #888888;"><br />
<span style="color: #ffffff;">Lontano dal procedere secondo una mera e distorsiva logica assimilatrice (un vizietto che purtoppo hanno in molti), </span></span><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">secondo un modus operandi rozzo che non ci appartiene e che consiste nel cercare di appropriarsi, in sede di rielaborazione politica, ad ogni costo, di qualcosa che sicuramente non possiamo fare nostro nella sua evidente complessità, i relatori, postulando proprio questa unicità del &#8220;caso fiumano&#8221;( nell&#8217;avvicendarsi dei 15 mesi della Fiume dannunziana si incontra di tutto nazionalisti, fascisti, repubblicani, uomini d&#8217;ordine, anarchici, filobolscevichi, spiritualisti, hyppies ante litteram), hanno centrato il proprio dibattere (COME CHIARAMENTE IL MANIFESTO ANNUNCIAVA) sugli aspetti nascosti (leggi rimossi per decenni) dell&#8217;esperimento fiumano. Si è scelto di procedere a ritroso nella trattazione degli avvenimenti proprio partendo dal documento suddetto, nel quale l&#8217;UNIONE SPIRITUALE DANNUNZIANA denunciava il carattere liberticida, statolatro, burocratico, antipopolare del regime mussoliniano contrapponendo ad esso lo spirito e le parole d&#8217;ordine della Costituzione della Reggenza del Carnaro (questo documento, illuminante, è contenuto per intero nelle memorie del segretario della Fed. Naz. Legionari Fiumani ENO MECHERI dall&#8217;eloquente titolo -CHI HA TRADITO? RIVELAZIONI E DOCUMENTAZIONI INEDITE DI UN VECCHIO FASCISTA- Milano, 1947). L&#8217;UNIONE SPIRITUALE, che aveva aderito al movimento antifascista ITALIA LIBERA, sarebbe stata sciolta d&#8217;autorità dal regime 2 anni più tardi (il terribile 1926) insieme con ciò che rimaneva dei partiti e dei movimenti d&#8217;opposizione in Italia. Molti dei suoi militanti avrebbero subito il ben noto trattamento: carecere, confino, ammonizione, internamento. ALTRO CHE RIENTRO NEI RANGHI DEL FASCISMO! (come per ignoranza o cattiva fede lasciato intendere da qualcuno sui vari networks). Non nascondendo la natura incontrovertibile del &#8220;fatto&#8221; storico, nelle relazioni non si è nascosto il peso (finanziario, politico e militare) che inizialmente il nazionalismo (quello romano soprattutto, si vedano l&#8217;industriale Oscar Sinigallia e il primo capo di gabinetto di D&#8217;Annunzio a Fiume Giovanni Giuriati) ebbe nel sostenere e preparare l&#8217;impresa fiumana. Così come non si è celata la contiguità tra gli ambienti dell&#8217;arditismo</span>, del futurismo e del fascismo diciannovista. Ma non si è neanche soprasseduto su quello che Fiume ha significato a partire dai primi giorni del 1920 in relazione alle convulse vicende del biennio rosso italiano. A partire dai segreti colloqui romani tra emissari dello stato libero di Fiume (DE AMBRIS, GIULIETTI) ed esponenti del movimento sovversivo (MALATESTA), in Gennaio, per l&#8217;organizzazione di un moto rivoluzionario in occasione degli imponenti scioperi di ferrovieri e postelegrafonici. Moto abortito per la sempre solerte azione di pompieraggio messa in opera dalla leadership del partito socialista BOMBACCI-SERRATI. (da notare come il &#8220;rivoluzionario&#8221; Mussolini non avesse esitato a svelare alla pubblica opinione il piano nei suoi dettagli con un articolo su &#8220;Il Popolo d&#8217;Italia&#8221; -L&#8217;EPOPEA NELL&#8217;OPERETTA, come doveva scoppiare la rivoluzione in Italia- Febbario 1920). Si è parlato della LEGA DI FIUME, una sorta di Società delle nazioni alla rovescia (si vedano in merito le memorie fiumane del suo principale &#8220;ideologo&#8221;, il comunista ungherese LEONE KOTCHINSKY -LA QUINTA STAGIONE-) che contrapponeva, guardando al sovietismo russo, le aspirazioni dei popoli oppressi al pescecanismo degli stati occidentali. Si è proceduto ad un attenta disamina di alcuni articoli della Carta del Carnaro ribadendo il carattere progressita, libertario, socialmente avanzato dell&#8217;esperimento fiumano (la Carta è facilmente consultabile su internet) non potendo fare a meno di notare come il suo impianto tutt&#8217;altro che &#8220;passatista&#8221; mantenga ancora oggi un&#8217;enorme potenziale di fascinazione (LEGGERE PER CREDERE). Attraverso le avventurose biografie di due &#8220;pezzi da novanta&#8221; di Fiume: il capo di gabinetto DE AMBRIS (il primo a fornire al fascismo delle origini coordinate &#8220;ideologiche&#8221; di non poco conto) ed ENO MECHERI (segretario aggiunto dei Fasci di combattimento fino al Febbraio 1920) si è fatto riferimento alle giravolte politiche impresse al movimento da Mussolini, traghettato dal pulviscolo del combattentismo alla mera reazione antipopolare. Il giudizio sulla mutazione camaleontica dei Fasci formulato da DE AMBRIS (si vedano in merito i suoi articoli dall&#8217;esilio francese raccolti da R. De Felice), morto da fiero antifascista, povero e dimenticato, nel suo esilio volontario francese nonostante le profferte mussoliniane, così come quello dell&#8217;ex segretario fascista MECHERI, in seguito e per tutto il ventennio militante antifascista. Non ultimo l&#8217;ambiguo atteggiamento di Mussolini verso Fiume (clamoroso in tal senso, come testimoniato dal ministro degli esteri del governo Giolitti, il Conte Sforza, il suo incontro segreto alla Consulta con il leader fascista alla vigilia della firma del Trattato di Rapallo, nel quale in cambio dell&#8217;inclusione nei Blocchi giolittiani alle politiche del Maggio 1921 Mussolini dava il suo assenso, scricando i legionari fiumani, ai termini del Trattato -si vedano in merito i corsivi su &#8220;Il Popolo d&#8217;Italia &#8221; del periodo-), spiega la radicalizzazione in senso antifascista di parte degli Arditi e dei Legionari fiumani (quelli che poi in massima parte aderiranno alla FNLF). Si è parlato degli aspetti controculturali (es. il rapporto con le droghe, il sesso libero) dell&#8217;epopea fiumana che hanno portato, a metà degli anni novanta, il guru dell&#8217;alternativismo a stelle e strisce Hakim Bey a vedere nella Fiume dannunziana una T.A.Z. ante litteram.</span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><em><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">PER CONCLUDERE DUE CONSIDERAZIONI: CAPO A: SUL CONTEGNO TENUTO SU VARI NETWORKS DA ALCUNI ANONIMI (EVIDENTEMENTE POCO ARDITI) TASTIERISTI PROFESSIONISTI: alla critica, ben venga, costruttiva e pienamente leggittima si è preferito &#8220;sublimare&#8221; con l&#8217;insulto e la calunnia, sempre ben nascosti dietro un confortevole anonimato dando vita a pagine e pagine di vergognose e infondate accuse a danno di chi la faccia ce la mette sempre in prima persona. Esportando i posts su altre reti-realtà cittadine con l&#8217;evidente fine pregresso di infamare, verso chi non ha modo di conoscerle direttamente, persone che da anni, in modo quanto si vuole criticabile e non condivisibile, fanno politica alla luce del sole senza esoterici fini terzaposizionisti, fascisti </span>e quant&#8217;altro. Ora ci chiediamo: non sarebbe stato meglio, piuttosto di fare questo indecente gossip-telenovelas, impiegare il vostro tempo nello scrivere messaggi di solidarietà ai ragazzi di GIAP che a San Lorenzo sono stati sgomberati tre volte in una settimana ed i cui post non hanno ricevuto, uno che sia uno, attestato di solidarietà dai tastieristi-panciafichisti che si aggirano famelici di finti scoop per il sito? CAPO B: La frase di Mario Carli che tanto rumore ha generato, è stata inserita nel manifesto perchè estrapolata da un bell&#8217;articolo che egli aveva scritto in concomitanza all&#8217;occupazione delle fabbriche, appena dopo aver abbandonato, in occasione del secondo congresso, i Fasci di combattimento divenuti a suo dire &#8220;nazionalisti, moderati e clericali&#8221;. Ci sembrava molto interessante far notare come, a fronte dei prodromi della nascita del fenomeno squadrista e in concomitanza con un clima prerivoluzionario (poi un nulla di fatto anche a causa della pavidità della leadership operaia) un importante esponente del combattentismo rompesse (in molti lo fecero e in maniera definitiva) con un movimento che scivolava inesorabilmente verso destra per guardare con simpatia a ciò che accadeva in campo operaio (sicuramente non al partito socialista e ai politicanti di allora). Ora la domanda è: se avessimo messo una frase di Pietro Nenni, interventista come Carli e tra i fondatori, nel 1919, del Fascio di combattimento di Bologna avreste rotto così tanto i coglioni?</span></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">SALUTI ANTIFASCISTI.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">PATRIA SOCIALISTA</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/?page_id=111" target="_self"><span style="color: #ff0000;">ARCHIVIO FOTOGRAFICO SULL&#8217;IMPRESA DI FIUME</span></a></strong></span></p>
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		<title>&#8220;LA FIUME NASCOSTA&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 16:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Incontro, dibattito e mostra sugli aspetti rimossi dell&#8217;epopea fiumana.
 
Sabato 17 ottobre 2009, ore 17,00
Magazzini Popolari Casalbertone, via Baldassarre Orero 61
 
&#8220;Si spiritus pro nobis,quis contra nos?&#8221; 
Se lo spirito è con noi, chi contro di noi?
Con queste parole D&#8217; Annunzio sancisce la presa di Fiume. Giudicata come una conquista irredentista, si rivelerà ben altro nel corso della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff0000;"> </span><span style="color: #ff0000;"><em>Incontro, dibattito e mostra sugli aspetti rimossi dell&#8217;epopea fiumana.</em><span style="color: #ff0000;">
<a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/manifesti-iniziative/fiume.jpg" title="" class="shutterset_singlepic24" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/wp-content/gallery/cache/24__280x250_fiume.jpg" alt="fiume" title="fiume" />
</a>
</span></span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"> </span></span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">Sabato 17 ottobre 2009, ore 17,00</span></span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">Magazzini Popolari Casalbertone, via Baldassarre Orero 61</span></span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"> </span></span></h2>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ffffff;">&#8220;Si <span style="color: #ffffff;">spiritus pro nobis,quis contra nos?&#8221; </span><br />
Se lo spirito è con noi, chi contro di noi?<br />
Con queste parole D&#8217; Annunzio sancisce la presa di Fiume. Giudicata come una conquista irredentista, si rivelerà ben altro nel corso della sua storia divenendo un simbolo di riscatto dell&#8217;onore italico e della giustizia sociale.<br />
All&#8217;impresa intervenne ogni genere di ribelle dallo spirito ardito ed avventuriero, fu una scossa per le coscienze intellettuali d&#8217;Italia e di gran parte del mondo, istituendosi come monumento alla lotta dei popoli oppressi.</span></span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><br />
<span style="color: #ffffff;">Un&#8217;analisi di ciò che è stata la sua &#8220;conquista&#8221;, dello spirito legionario che l&#8217;ha condotta, dell&#8217;utopia proto-socialista che l&#8217;ha governata, insieme alla riscoperta e alla riappropriazione di una vastità di simbologie di nostra antica appartenenza, di quella Reggenza ufficialmente riconosciuta solo dalla Russia rivoluzionaria di Lenin. <br />
Una visione d&#8217;insieme di ciò che ha rappresentato l&#8217;istituzione della &#8220;Reggenza del Carnaro&#8221; nei suoi obbiettivi e nel suo stile di vita.<br />
Un percorso armato di buon senso attraverso la storia, alla riscoperta di una nostra antica &#8220;Patria Socialista&#8221;.<br />
 </span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">Interverrà Pierpaolo di Mino, sceneggiatore ed autore</span> del romanzo sulla fiume dannunziana &#8220;Un mondo a parte&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Promuove: Patria Socialista</span></p>
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		<title>OCCUPATA SEDE DELL&#8217;A.N.C.R. DI SAN LORENZO</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 15:54:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Abbiamo deciso di occupare i locali dismessi dell&#8217;Associazione Nazionale Combattenti e Reduci con il preciso obiettivo di riannodare quel filo rosso, spezzato da anni di colpevole appiattimento e disinteresse, che deve stringere le vecchie alle nuove generazioni del quartiere attraverso la salvaguardia della memoria e del vivo ricordo del patrimonio di lotte che in oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Abbiamo deciso di occupare i locali dismessi dell&#8217;Associazione Nazionale Combattenti e Reduci con il preciso obiettivo di riannodare quel filo rosso, spezzato da anni di colpevole appiattimento e disinteresse, che deve stringere le vecchie alle nuove generazioni del quartiere attraverso la salvaguardia della memoria e del vivo ricordo del patrimonio di lotte che in oltre un secolo di storia hanno fatto di San Lorenzo l&#8217;avanguardia cittadina delle battaglie per la giustizia sociale.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Di fronte alle continue lungaggini burocratiche rispetto alla costruzione della CASA DELLA MEMORIA, all&#8217;ignobile sfratto subito dalla sezione ANPI di piazza Dell&#8217;Immacolata, sostituita dall&#8217;ennesimo esercizio commerciale ad uso e consumo del vuoto divertimento notturno, che spesso si compie a danno della popolazione residente, abbiamo deciso di intervenire, al fianco di chi già lo fa, in difesa della storia e dell&#8217;identità del quartiere, sempre più minacciato da forze trasversali che puntano alla sua completa trasformazione in vetrina della movida notturna.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Il nostro scopo immediato è quello di allestire un centro di documentazione ed una biblioteca popolare affinché l&#8217;enorme mole di tradizione e memoria, di fonti orali e documentaristiche non vadano definitivamente perdute.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Abbiamo inoltre la precisa volontà di costituire un presidio territoriale, politicamente e socialmente attivo, sempre aperto al dialogo con i cittadini e i residenti per discutere sui problemi che affliggono, oggi, il quartiere.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">La sezione dell&#8217;Associazione Nazionale Combattenti, la sua storia, ha per noi un significato profondo. Proprio in questi giorni, a ridosso delle celebrazioni del 2 Giugno, la sua riapertura ci ricorda il sacrificio degli 80 mila soldati italiani caduti, fucilati, torturati, gasati nei campi di concentramento per la loro ribellione spontanea al nazi-fascismo, l&#8217;eroica resistenza dei militi e degli antifascisti romani, molti quelli di San Lorenzo, all&#8217;avanzata delle divisioni tedesche a Porta San Paolo nel Settembre del &#8216;43.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Oggi, periodo in cui, nere nubi si addensano sui valori repubblicani di giustizia, uguaglianza e solidarietà e la conquiste del mondo del lavoro e del progresso umano sembrano cedere il passo al nullismo assoluto ed alla dittatura della stupidità mediatica ci sembra doveroso non rimanere spettatori inermi.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Convinti che “SENZA MEMORIA NON C&#8217;E&#8217; FUTURO”, ci impegniamo in maniera seria e disciplinata affinché la fiaccola della memoria non si spenga anche nel quartiere che più di ogni altro ha dato nelle lotte politiche e sociali.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">PATRIA SOCIALISTA</span></p>
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		<title>REPORT MARCIA COMMEMORATIVA 18 APRILE 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 15:53:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri pomeriggio, sabato 18 Aprile, ha avuto luogo, lungo il segmento di via Tiburtina che attraversa il quartiere di San Lorenzo da piazzale Tiburtino fino al Verano, la marcia in memoria dei combattenti della Resistenza romana. Il corteo, che ha sfilato in perfetto ordine militare, in file da tre con i labari in testa ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Ieri pomeriggio, sabato 18 Aprile, ha avuto luogo, lungo il segmento di via Tiburtina che attraversa il quartiere di San Lorenzo da piazzale Tiburtino fino al Verano, la marcia in memoria dei combattenti della Resistenza romana. Il corteo, che ha sfilato in perfetto ordine militare, in file da tre con i labari in testa ed i tamburi a scandire la tempistica della marcia, ha ricevuto una calorosa accoglienza da parte della popolazione del quartiere. Numerosi sono, del resto, gli elementi positivi legati alla giornata di ieri: Il corteo, partito con un numero di circa settanta effettivi, si è ingrossato costantemente lungo il breve tragitto fino a raccogliere, al momento della deposizione della corona d’alloro alla stele dei caduti, alcune centinaia di persone. Di questo ringraziamo i compagni storici del rione.<br />
Il dato tecnico relativo alla marcia è stato sorprendente, le fila tripartite hanno sfilato, senza mai scomporsi, in modo organico, marziale, imperioso come la ricorrenza imponeva. Questo grazie alla serietà e all’autodisciplina mostrate dai ragazzi della RASH, di Patria Socialista e di Casalbertone. Il tema che ha pervaso tutta la sfilata, come la Resistenza e l’antifascismo romano insegnano, e la commemorazione al Verano è stato quello dell’UNITA’ delle forze antifasciste di classe. Aspetto espresso a livello simbolico dall’apertura del corteo con le bandiere rosse e nere ed il tricolore repubblicano.<br />
L’ultima sfilata organizzata secondo il criterio di squadre ordinate risale, nel quartiere, alla purtroppo oggi misconosciuta esperienza dei leggendari Arditi del popolo. Uno degli aspetti legati alla marcia era proprio quello di riannodare il filo rosso che lega gli Arditi ai partigiani. Continuità storica tra queste due esperienze rappresentata significativamente dalle biografie di numerose eroiche figure dell’antifascismo romano.<br />
Crediamo sia necessario fare tesoro della lezione che ci giunge dal passato per affrontare al meglio la dura lotta che ci aspetta nel presente, rigettando con forza le pratiche settarie, gli inutili luoghi comuni del politicamente corretto, le infinite, dannose, ignobili discussioni su quale porzione di Sinistra abbia più ragione delle altre, rabbiosamente consapevoli che mentre tutto ciò accade un muro di incomprensioni ci divide dai quartieri, dal popolo, dalle borgate favorendo il revanchismo fascista.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">IN ALTO I CUORI E I VESSILI – ONORE AI CADUTI ANTIFASCISTI</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">I PROMOTORI</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/?page_id=9&amp;album=1&amp;gallery=3" target="_self"><strong><span style="color: #ff0000;">FOTOGRAFIE DELLA MARCIA</span></strong></a></span></p>
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