Archive for the ‘Comunicati’ Category

MANO FASCISTA-STRAGE DI STATO

Sunday, August 1st, 2010

02/08/1980 – 02/08/2010

bologna-2-agosto-1980

 

Nel trentesimo anniversario di una delle pagine più dolorose del nostro paese, vogliamo ricordare quegli 85 morti che la mano destra dello Stato decise di sacrificare.

Quest’anno a Bologna non saranno presenti le cariche dello Stato, per la prima volta da quel 1980, quando quelle stesse cariche fecero crollare la stazione.

Disonorando ancora una volta la nostra storia, la viltà dei politicanti di turno cercherà di dissolvere anche questo capitolo nel Segreto di Stato.

Ma noi non dimentichiamo. Non dimentichiamo i morti e i loro carnefici. L’apatia e il menefreghismo di questa società non spegneranno in noi l’ardente fiamma della memoria.

PER QUANTO VOI VI CREDIATE ASSOLTI, SIETE PER SEMPRE COINVOLTI!

QUANDO LA SOLIDARIETA’ DIVENTA AZIONE

Friday, June 25th, 2010

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Questa mattina alle ore 7,30 circa 40 militanti di Patria Socialista, RASH Roma e Magazzini Popolari Casalbertone hanno ‘consegnato’ simbolicamente 50 kg di zucchero al reparto penitenziario dell’ospedale Sandro Pertini, reparto in cui venne lasciato morire Stefano Cucchi il 22 ottobre scorso dopo le percosse delle guardie carcerarie.

Questo il testo del volantino distribuito durante l’azione:

 

In memoria di STEFANO CUCCHI, vittima della viltà e della prevaricazione

15 Ottobre 2009: Stefano Cucchi viene fermato da una pattuglia dei Carbinieri nei pressi del Parco degli Acquedotti, trovato in possesso di un modesto quantitativo di hascisch è arrestato e tradotto in caserma. Al processo per direttissima nel tribunale di piazzale Clodio, il giorno seguente, Stefano già reca sul volto i segni delle prime percosse. Dall’abisso della sezione penale dell’ospedale Pertini, dove viene trasferito, la figura di Stefano riemergerà soltanto attraverso una serie di fotografie crude e raccapriccianti: il suo volto tumefatto, gli occhi incavati, la mascella spezzata. Il suo corpo esanime, martoriato, simbolo di una violenza crudele e insensata.

Dichiarato morto la mattina del 22 Ottobre, Stefano Cucchi è diventato il simbolo dei diritti calpestati e della triste, infinita, serie di omicidi istituzionali nelle “patrie galere”.
 

17 Giugno 2010: Tredici persone – 3 guardie carcerarie; un funzionario, 6 medici e 3 infermieri dell’ospedale Pertini – vengono rinviati a giudizio dai Pm che si occupano dell’inchiesta sulla morte di Cucchi. Le accuse per le guardie carcerarie sono le solite: lesioni ed abuso di autorità. L’accusa per il personale sanitario è invece di aver omesso volontariamente perfino i più elementari interventi che avrebbero potuto salvare la vita al ragazzo, addirittura la somministrazione di un cucchiaino di zucchero.
E’ per queste persone che siamo qui oggi, per ciò che rappresentano nella vita quotidiana e per ciò che colpevolmente non hanno voluto fare quei maledetti giorni dell’Ottobre scorso.

Nel consegnare simbolicamente 50 kg di zucchero al reparto penitenziario di questo ospedale, pretendiamo che quello che è accaduto a Stefano Cucchi non accada più.

Che mai più la prevaricazione di chi vede nella divisa che veste l’impunità al di sopra della Giustizia, possa permettersi di strappare la vita di ragazzi innocenti come Stefano.

Che mai più il personale sanitario, custode in terra della salvaguardia della vita degli uomini, si permetta di asservirsi alla barbarie istituzionale che governa e disonora il nostro Paese, venendo meno per viltà e convenienza al Giuramento che ha donato loro il camice che indossano.

“In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario…

…e a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell’arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro.”

dall’antico Giuramento di Ippocrate

 

PER QUANTO VOI VI CREDIATE ASSOLTI SIETE LO STESSO COINVOLTI

 

Patria Socialista – RASH Roma – Magazzini Popolari Casalbertone

 

 

SULLA STESSA BARCA

Friday, June 4th, 2010

 

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Patria Socialista partecipa alla manifestazione nazionale dei sindacati di base di sabato 5 giugno.

Contro lo smantellamento di ciò che rimane della scuola e dell’università pubblica.

Contro una Manovra Finanziaria che, come sempre, non ci vede ‘tutti sulla stessa barca’.

Accanto ai lavoratori greci in lotta…stessa CRISI, stessi ‘SACRIFICI’, stessa RABBIA. 

Appuntamento alle ore 15 a p.zza della Repubblica.

MASSACRO A BORDO DELLA FREEDOM FLOTTILA

Monday, May 31st, 2010

Stanotte, lunedì 31 maggio 2010, la Marina Militare  israeliana coadiuvata da elicotteri da guerra ha attaccato la Freedom Flotilla uccidendo almeno 10 persone e ferendone altre.
La Freedom Flotilla è una flotta carica di aiuti umanitari, tra cui medicine, generi alimentari e case prefabbricate. Sulla nave erano presenti oltre 700 persone di 40 nazionalità diverse, volontari di organizzazioni ong, medici, giornalisti, etc. 

Scopo della missione era attraccare a Gaza dove migliaia di palestinesi sono da più di 4 anni costretti in un embargo/assedio che nega alla popolazione i più elementari diritti umani.

Sulle imbarcazioni attaccate in acque internazionali a più di 75 miglia dalla costa israeliana, sono presenti anche 5 italiani, tra cui un compagno di Roma che in molti conoscono per il suo impegno costante nel documentare di persona quanto avvenuto con la precedente strage denominata “Piombo fuso” (1.500 morti, di cui 500 bambini) e autore di importanti documentari quali “Fratelli di Tav” e “Comando e controllo”.

Nel dare la nostra totale solidarietà agli attivisti attaccati, riportiamo di seguito i link dei principali siti di riferimento in materia:

http://www.infopal.it

http://www.forumpalestina.org

www.witnessgaza.com/it

http://shiptogazase.blogspot.com

www.livestream.com/insaniyardim

NESSUN ARBITRIO, NESSUN GIUBBOTTO ROSSO

Thursday, May 13th, 2010

“Vittima di un atto arbitrario” così è stato definito, e per questo finalmente scarcerato, Stefano Gugliotta, il ragazzo malmenato ed arrestato dalla polizia in occasione di Roma-Inter del 5 maggio scorso. Malmenato ed arrestato “in quanto scambiato per un ultras”, motivazione riportata da molti media, come se essere un ultras, o esser definito tale, fosse un motivo valido per essere malmenati ed arrestati.

Ancora una volta parole apparentemente innocue nascondono questioni ben più profonde.

Il pugno del poliziotto a Gugliotta, le scariche di calci e manganellate che sono seguite (e che pochi menzionano), l’auto bianca che investe un altro tifoso che tenta di scappare da questo trattamento, non sono atti arbitrari.

Così come non lo furono la pozza di sangue in cui fu trovato Aldrovandi, il proiettile nel collo di Sandri, i lividi sul corpo di Cucchi e la viltà di quei medici che non ebbero il coraggio di “somministrargli” neanche una bustina di zucchero.

Non c’è arbitrio in tutto ciò.

Le forze dell’ordine non hanno arbitrio. Eseguono e seguono gli ordini, non il loro arbitrio. Grado dopo grado, scrivania dopo scrivania l’ordine è sempre più chiaro, il disegno sempre più preciso, l’impunità sempre più colpevole.

Nessun arbitrio. Nessun giubbotto rosso.

Ma proprio nel momento in cui l’arbitrario diventa sistematico, è allora che la solidarietà deve diventare azione nei cuori e nelle braccia di chi non si piega.

Le fotografie con le facce sorridenti di questi ragazzi, la dignità dimostrata dalle loro famiglie, reclamano giustizia.

Perché quelle sono le nostre facce, perché questa è la nostra rabbia.

UNA DOVUTA RISPOSTA

Saturday, May 1st, 2010

Un tempo dicevate “ricordati di osare sempre”.

Un tempo dicevate “me ne frego”.

Un tempo dicevate “marciare per non marcire”.

Invece oggi accettate, per quieto vivere, di marcire in una piazza autorizzata piuttosto che sfidare l’ignoto.

Sono anni che negli stadi prendete in giro i ragazzi di strada spacciandovi per ribelli, nemici dello stato e delle sue leggi. Ieri, però, non avete esitato a piagnucolare di fronte al ministro ideatore della tessera del tifoso.

Sono anni che vi riempite la bocca con la lotta “contro il pensiero unico” ma che ribellione esprimete stringendo la mano a ministri e uomini di potere?

Sono anni che nei vostri comunicati non ravvisiamo più alcuna traccia di quell’onore che per anni avete sbandierato: avete appreso il vizio peggiore della sinistra, il vittimismo.

Gridate inorriditi, come l’ultimo dei benpensanti, alla violenza, alla prepotenza, al razzismo. Mentendo ben sapendo di mentire.

Mentite quando fingete di non sapere che: i giornali vi coccolano, i partiti vi stipendiano, le questure vi regalano le sedi, i tribunali vi assolvono.

In tutto questo non c’è ribellismo, futurismo, arditismo ma solo avidità e compromesso.

Elencate dati e percentuali democratiche come burocrati e funzionari di partito, come vili riformisti.

Dove sono i fasti di San Sepolcro?

Il mero calcolo politico vi ha reso ipocriti: per un pugno di voti e poltrone siete disposti a rinnegare quello che siete razzisti e violenti. Avete avuto il “coraggio” di inventare delle accette e metterle in mano a studenti che non sanno neanche da che parte si impugnano.

La vostra “forza tranquilla” ha preso a calci in pancia una ragazza che priva di sensi vi era caduta davanti. Non c’è onore nel picchiare le donne. Avete inventato falsi dossier per poter piangere meglio dai vostri amici in questura.

La gioventù non è vostra così come non lo è la giovinezza. La vostra maschera sta cadendo insieme a voi.

Avete accettato il divieto e vi siete sottomessi, chiusi nella morsa del sistema contro cui dicevate di “scagliarvi” e con il quale invece vi ritrovate, oggi, ad attacchinare.

Volete fare la storia e vivere da uomini liberi ma la vostra storia fatta di angherie, corruzione e pensiero unico è stata scritta col sangue di quegli Eroi che, indomiti e solitari, vi combatterono in nome della libertà e della giustizia sociale.

Parole che, oggi come ieri, voi non siete degni di pronunciare.

1° MAGGIO

Friday, April 30th, 2010

In ricordo delle centinaia di persone uccise perchè reclamavano condizioni di lavoro umane.

In onore delle centinaia di uomini e donne che ogni anno muoiono sul posto di lavoro.

 portella

Portella della Ginestra (PA) – lapide in ricordo dei morti del 1° maggio 1947

 

7 MAGGIO 2010: FORZIAMO IL BLOCCO!

Wednesday, April 21st, 2010

UN APPELLO ALLE FORZE DEMOCRATICHE E ANTIFASCISTE DELLA CAPITALE E D’ITALIA

Esattamente un anno fa, attraverso un infame disegno di legge l’”Ordine del Tricolore”, ambienti governativi cercavano di infliggere l’ennesimo fendente mortale alla storia repubblicana del Paese assimilando partigiani e repubblichini alla medesima visione mistificatrice e senza memoria del nostro passato. colosseo

Grazie alla mobilitazione spontanea e di massa dell’Italia antifascista (more…)