LA NOSTRA INTERPRETAZIONE

March 7th, 2010  / Author: admin

“Interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione”.

Le parole non sono casuali. Mai. Per quanto ci vorrebbero far credere i politicanti ogni espressione porta con sé un significato ben preciso. E se nel 2010 si ha bisogno di una “interpretazione autentica” di una legge del 1968, non serve un esperto di diritto per comprendere che i tempi bui in cui viviamo sono solo un prodromo di ciò che ci attende.

Quando le regole che tengono in piedi la nostra traballante democrazia vengono disattese mediante decreto, e anche chi è incaricato di difendere l’integrità dello Stato si piega al volere del despota di turno, è in quel momento che il dado è tratto.

Ed è tratto nel peggiore dei modi, alla luce del sole, sotto gli occhi di questo popolo addormentato e addomesticato da una scatola dai vetri colorati.

Le regole diventano interpretazione, la vergogna un vanto, i diritti una merce, il gentiluomo un pappone, il lavoratore un rifiuto non riciclabile, il diverso un pericolo.

Ed allora la Storia ritorna, cinica e inesorabile si compone nelle menti di chi non dorme, di chi non ha cancellato la memoria, di chi sa a cosa si va incontro quando la becera impunità dei potenti si impone come elemento di distinzione tra governanti e governati, tra pastori e gregge.

Ed è in momenti come questo che le forze indomite di chi non si è piegato devono serrare i propri ranghi e far sì che la rabbia diventi azione, la lotta unità.

 

“Se le masse fossero così trasparenti, così compatte fin nei singoli atomi come sostiene la propaganda dello Stato Mondiale, basterebbero tanti poliziotti quanti i cani che servono ad un pastore per le sue greggi. Ma le cose stanno diversamente, poiché tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato che cos’è la libertà. E non soltanto quei lupi sono forti in se stessi, c’è anche il rischio che un brutto giorno essi trasmettano le loro qualità alla massa e il gregge si trasformi in branco. E’ questo l’incubo dei potenti.”

Ernst Junger

SAN LORENZO ANTIFASCISTA

February 23rd, 2010  / Author: admin

Alcune foto del corteo di sabato 20 febbraio in onore e in memoria di Valerio Verbano.

 

p2

 

p1 p3 p4 p5

.

.

.

.

.

.

.

IL NOSTRO MODO DI RICORDARE…

February 17th, 2010  / Author: admin

Pubblichiamo di seguito alcune foto dell’iniziativa “FOIBE – la verità” tenutasi lunedì 15 febbraio nell’aula A del dipartimento di Storia Contemporanea dell’Universita di Roma “La Sapienza”.

A breve pubblicheremo anche il report dell’incontro, che ha visto l’attenta partecipazione di circa 130 persone, ringraziando la dott.ssa Kersevan e il dott. Volk per i loro approfonditi interventi e per la loro estenuante ricerca.

Questo è il nostro unico modo di ricordare quel circoscritto episodio storico così tanto strumentalizzato, in un’aula di Università con ricercatori storici di fama europea, ben lontani da un qualunque negazionismo, ma analizzando ciò che è stato, dati ufficiali alla mano. 

Unica pecca rimane il non aver potuto organizzare l’iniziativa in questione nella pomposa e pleonastica “Giornata del Ricordo”, ma con i nostri compagni della RASH Roma e dei Magazzini Popolari Casalbertone abbiamo preferito passare il 10 febbraio in piazza, al fianco dei lavoratori da mesi senza stipendio.

 

q1 q2 q3 q4

.

.

.

NOI NON DIMENTICHIAMO…

February 16th, 2010  / Author: admin

“Non bisogna” il vecchio disse, “piangere per loro”.  ”Non bisogna piangere?” disse Berta.
“No figliola. Non del sangue che oggi e’ sparso”.
“Non dell’offesa? Non del dolore?”
“Se piangiamo accettiamo. Non bisogna accettare”.
“Gli uomini sono uccisi e non bisogna piangere?”
“Certo che no! Che facciamo se piangiamo? Rendiamo inutile ogni cosa che e’ stata”.
[...]
“Ma che dobbiamo fare?”
“Oh!” il vecchio rispose “Dobbiamo imparare”.
“Imparare dai morti?”
“Si capisce. Da chi si puo’ imparare se non da loro? Loro soltanto insegnano”.
“Imparare che cosa?” chiese Berta. “Cos’e’ che insegnano?”.
“Quello per cui” il vecchio disse “sono morti”.

Elio Vittorini

 

Patria Socialista partecipa alle iniziative in ricordo di Valerio Verbano, ucciso dai fascisti dei Nar in casa sua il 22 verbano1 febbraio 1980 davanti agli occhi di sua madre per la sua campagna di controinformazione sui legami tra settori dello stato, eversione nera e poteri forti.

NOI NON DIMENTICHIAMO, NOI NON PERDONIAMO.

 

Assemblea antifascista a San Lorenzo

Mercoledì 17 febbraio 2010, ore 18,00

Spazio Sociale Onda Rossa 32, via dei Volsci 32

con: Guido Caldiron e Nunzio D’Erme

Promuovono: Patria Socialista, Volsci 32, RASH Roma, ESC

 

Corteo

Sabato 20 febbraio 2010, ore 16:00

Da Via Monte Bianco per le vie del rione.

.

ROBERTO “PATATA” MASSI – Comunista

February 15th, 2010  / Author: admin

Il ricordo rimane nei cuori di chi non ha tradito.

La tribù saluta il grande cacciatore, buon viaggio skinhead.

 

patata_2010

MANGANELLI SU CHI LAVORA

February 11th, 2010  / Author: admin

Oggi tutti conoscono le condizioni di vita dei lavoratori dell’ex Eutelia, che non ricevono lo stipendio da molti mesi, così come quelle dei lavoratori di altre aziende come l’Italtel ad esempio, che ieri si sono incontrati per manifestare pacificamente davanti alla Prefettura di Roma in p.zza Santi Apostoli. Uomini e donne img6599che lavorano da anni in queste aziende, grazie alle quali mandano avanti le loro famiglie e l’economia di questo paese, si sono visti togliere anche il diritto di manifestare dal brutale intervento delle forze dell’ordine, che li ha caricati senza alcun principio di sicurezza, disperdendoli nella piazza e rincorrendoli fin dentro i bar e i  portoni dei palazzi, pestandoli coi manganelli più per punizione che non per contenimento di un ipotetico disordine. Centinaia di lavoratori che protestavano per chiedere il pagamento dei propri stipendi, sotto gli occhi increduli di donne e bambini, sono stati malmenati dalla Polizia e dai Carabinieri.

Giunge dunque, anche se un po’ in ritardo, il momento di fare una rapida analisi, in primo luogo con noi stessi, per chiarire che gli apparati governativi, protagonisti e speculatori nell’economia privata italiana stanno “cercando di risolvere la crisi” nell’unico modo barbaro che conoscono, spegnendo coi manganelli, sulla bocca di chi protesta, la verità sul percorso di povertà del nostro paese. Questo non vuole essere un retorico appello alla partecipazione al conflitto sociale, ma piuttosto un chiarimento delle prospettive degli eventi, per toglierci ogni giustificazione su ciò che non dovesse accadere domani. Evidente è il conflitto separatore nel nostro paese, tra due visioni dell’ordine, chi dirige, proteggendo il profitto e chi lo subisce non riuscendo a proteggere se stesso. Due ordini all’orizzonte, perché oltre a quello tipico del modo di governare questo paese vi è anche l’ordine del popolo, di chi lavora, di chi produce, tutti i giorni, il benessere di questa società, che ha già un ordine i cui schemi garantiscono la sopravvivenza di questa nazione.  Questa sopravvivenza porta con sé dei doveri ma anche dei diritti, come quello di protestare per le proprie condizioni di vita, tanto più la crisi schiaccia tanto più si ha diritto di resistere con forza per non essere schiacciati. img6594 La giustizia inizierà il suo corso quando’s’innescherà un principio di causalità, perché ad ogni diritto violato si ha, sempre,il diritto naturale di ribellarsi. Ogni lavoratore nelle piazze è un atto di propaganda, d’informazione sullo stato della società ed ogni governo che reprime  questa informazione, dimostra che sta governando non per il bene dei cittadini. Gli Interni, le forze dell’ordine, le prefetture stesse hanno il dovere, nella missione che hanno, di proteggere queste proteste nelle piazze, le occupazioni nelle aziende in caso di  bisogno, perché i lavoratori non giocano a fare politica ma protestano per necessità naturali. Vi è oggi come domani la necessità di trasformare chi lavora nella precarietà, da vittima a protagonista della giustizia nel nostro paese, vi è la possibilità di riunire la forza e la volontà del mondo del lavoro, restituendogli un ruolo centrale, iniziando proprio da queste manifestazioni, garantendo che la sicurezza di quell’ordine sia alta e vigile.

Quello che è successo ieri in p.zza Santi Apostoli, così come quello che è successo a Cagliari qualche giorno fa agli operai dell’Alcoa, è forse una delle contraddizioni più forti di questa società, ma ci indica il punto del conflitto e la via della giustizia sociale, perché tale si afferma come un’occasione per smettere di parlare ed incominciare ad agire, per non portare nella piazza della propria coscienza semplice solidarietà ma partecipazione in una battaglia  politica di giustizia.

 

Alcune foto del presidio: 

r1 r2 r3 r4

 

.

 

FOIBE – LA VERITA’

February 9th, 2010  / Author: admin

Lunedì 15 febbraio 2010 – ore 16.00   foibe-verita

Aula A del Dipartimento di Storia contemporanea

Università “La Sapienza” – Roma

 

Fare chiarezza su quanto è accaduto in Istria durante la 2° Guerra mondiale;

Capire perché un circoscritto episodio storico viene strumentalizzato dalla politica di palazzo al fine di arrivare ad un’impossibile pacificazione;

Ragionare su come le foibe diventano un fenomeno mediatico utile per fomentare vecchi odi nazionalistici;

RICORDARE GLI ANTIFASCISTI ITALIANI E SLAVI MORTI PER LA LIBERTA’.

 

Interverranno:

Alessandra Kersevan – Ricercatrice storica esperta di storia istriana

Sandi Volk – Ricercatore storico esperto di storia balcanica

Valerio Gentili – Scrittore

 

Promuovono: Patria Socialista, RASH Roma, Magazzini Popolari Casalbertone

UN VIAGGIO ATTRAVERSO LA PALUDE MALEODORANTE DELLA “MEMORIA CONDIVISA”: LA FOIBOMANIA

February 8th, 2010  / Author: admin

 

La storiografia moderna si è riempita di pidocchi revisionisti che pretendono di cambiare gli accaduti, la memoria, la toponomastica, i libri di testo […] “I morti –diceva Pavese- sono tutti uguali, partigiani e repubblichini” tutti travolti dal fato. Ma non erano uguali le loro storie, le loro idee. La pietà è una cosa che fa parte del sentimento umano, solidale ma la pietà per le idee non ha senso, non si può avere pietà per le idee barbare, assassine, non si può revisionare l’orrore, si può al massimo dimenticarlo.

                                                                                                                                                       Giorgio Bocca.

Cosa ha spinto, negli ultimi anni, una certa area politica a strumentalizzare un avvenimento di secondo piano, il cosiddetto eccidio delle foibe, sezionandolo accuratamente dal  contesto storico d’appartenenza, gonfiandone fino all’inverosimile la portata, sovrapponendolo artatamente, in sede di elaborazione storiografica, ad avvenimenti successivi di ben più grande portata?

Non è sicuramente estranea a questa Operazione l’ossessione che, da oltre 15 anni, la Destra (più o meno fascista) manifesta nervosamente: giungere alla tanto agognata pacificazione nazionale (fascismo/antifascismo) su basi paritetiche.

Sono passati tanti, troppi anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, il ricordo di quell’enorme sciagura per il nostro paese è andato facendosi sempre più vago, molti testimoni diretti sono morti, taluni preferiscono dimenticare, altri ancora (quella sinistra, in primis, che siede in parlamento e tanto assomiglia alla sua controparte politica) prediligono le convenienze tattiche di oggi alle ragioni di ieri. E’ questo il clima in cui la destra lancia la sua offensiva sulla memoria, il fenomeno mediatico delle foibe diventa l’utile grimaldello attraverso cui scardinare i pilastri della storia migliore di questa Nazione: la lotta partigiana. Se l’affare foibe si trasforma nel punto massimo di frizione tra italiani e slavi, se i partigiani titini hanno compiuto un’immane pulizia etnica, infoibando in Istria e Dalmazia donne e bambini innocenti colpevoli solo di essere italiani, se le forze partigiane italiane hanno, in seguito, sottaciuto questo crimine in ossequio ad un insano legame ideologico con i comunisti slavi; se, in ultimo, il terrore di nuove infoibazioni di massa ha prodotto, con un legame diretto causa/effetto, l’esodo dei giuliano dalmati dopo la guerra; se tutto questo FOSSE vero e percepito come tale, come fatto storico incontrovertibile, allora sarebbe più facile dimostrare come “tutti sono uguali”, come in realtà ai patrioti della Resistenza non spetti, nel ricordo, alcuna superiorità morale sui nemici in camicia nera.

Ma veniamo ai fatti.

Già da prima della Grande guerra Read the rest of this entry »